Sparare ai gatti si può, la Svizzera apre la caccia ai randagi

Fonte:  TMNews, 29 agosto

Troppo alto il rischio malattie, chiunque in città potrà aprire il fuoco
per sfoltire la popolazione felina

La Svizzera apre la caccia, a fucili spianati, ai gatti randagi. Troppi escrementi in giro sulle aiuole, troppi cuccioli vagabondi e troppo alto il rischio di malattie: insomma sporcizia e disordine inaccettabili per i cantoni elvetici che hanno ufficialmente sancito la possibilità di dare la caccia, tutto l’anno e pressoché ovunque, agli 1,3 milioni di gatti presenti nel Paese. A nulla sono servite le mobilitazioni degli ambientalisti, i cittadini svizzeri potranno tranquillamente aggirarsi intorno a casa (ad almeno 180 metri dalla propria abitazione precisa la norma) imbracciando un fucile per mettere fine a quella che definiscono una invasione felina.
L’aumento della popolazione felina ha creato molte polemiche negli ultimi mesi, riporta il Secolo XIX. I randagi portano malattie, sostengono in molti, e si riproducono con i gatti selvatici sfornando cucciolate di mici a loro avviso pericolosi per l’uomo e per gli uccelli locali. Troppo caro però sterilizzare i cuccioli e allora il parlamento ha deciso di legalizzare la caccia ai gatti tutto l’anno respingendo qualsiasi petizione presentata a difesa dei gatti.
I politici animalisti hanno fatto di tutto per fermare la caccia al micio, sostenendo ad esempio che sparare in città ai felini è pericoloso per i passanti e che la maggior parte degli animali colpiti muore dissanguata dopo diversi giorni di agonia. Le pallottole, hanno pensato i deputati costano molto meno dei veterinari e soprattutto non le paga lo Stato.

Fonte: GEAPRESS, 27 agosto 2011
Di: Elisa D’Alessio

Svizzera: il gatto randagio sarà ancora cacciato! Sarebbe una minaccia per il gatto selvatico

Dodicimila firme non sono bastate, la petizione dell’associazione SOS Gatti, sostenuta da Luc Barthassat (PPD/GE), Consigliere nazionale ginevrino, non ha avuto successo. Il Consiglio federale si oppone al divieto di caccia ai gatti randagi.
Il deputato aveva depositato una mozione nella quale spiegava i motivi che lo portavano a privilegiare le campagne di sterilizzazione dei randagi. Campagne tese alla riduzione numerica delle colonie feline. Per convincere il Consiglio aveva portato ad esempio la vicina Francia, dove la caccia al gatto è già abolita.
Non sappiamo se si è parlato anche della vicina Italia dove il gatto gode (ancora per quanto tempo?) dello status di animale libero, dove il gatto può circolare anche nelle proprietà private (come i cacciatori). Ma si sà il “buono” del sud non fa mai notizia al nord.
Il Consigliere voleva “limitare” la caccia al gatto ai soli casi di epidemia di rabbia. Inoltre aveva portato le prove delle orrende mutilazioni da arma da fuoco subite da numerosi felini e, non da ultimo, aveva sollevato il problema della “caccia” nelle aree urbane.
Fumata nera.
Il Governo ha “scantonato” ricordando che i Cantoni sono i primi competenti per ordinare le soppressioni dei felini; ha ritenuto che lo “sfoltimento” dei gatti randagi è necessario, perché accoppiandosi coi gatti selvatici minacciano la sopravvivenza della specie selvatica.
Non solo, per il Governo i gatti randagi sono un pericolo per uccelli, rettili e lepri (i gatti selvatici no?); la cattura con le trappole è molto difficile e, forse questo è il vero motivo, i costi delle campagne di sterilizzazione sono molto elevati.
Una pallottola costa meno!

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