Successo della Cittadinanza Attiva: Assessore e Quartiere ritirano il progetto sull’Ex Panificio Militare

Comitati dei Cittadini – Firenze
Ancora un successo della cittadinanza attiva
L’assessore Biagi e il Consiglio di Quartiere 5 costretti dai cittadini a ritirare il progetto di sfruttamento speculativo dell’area dell’Ex Panificio Militare

Firenze, aprile 2005
Si è svolta ieri un’affollatissima seduta straordinaria aperta al pubblico del Consiglio di Quartiere 5, convocato, su richiesta del Comitato per l’ex-Panificio Militare e della Parrocchia dell’Ascensione di N.S.G.C, per discutere il progetto relativo appunto all’ex-Panificio Militare di via Mariti.
A conclusione del dibattito, di fronte alle puntuali critiche dei cittadini che denunciavano l’insostenibile carico di un nuovo insediamento speculativo per una zona già così intensamente edificata e congestionata, l’assessore Biagi è stato costretto a convenire sull’opportunità di “dimenticare il progetto dello studio Archea”, peraltro già presentato ufficialmente lo scorso novembre. L’assessore ha poi riconosciuto che sarà necessario aprire una libera discussione su “che cosa vogliamo farci in quest’area”, dal momento che – ha aggiunto – la Giunta non ha “nessun interesse ad andare contro le valutazioni che emergono dalla pubblica discussione” né “alcun interesse recondito”.
I cittadini presenti, soddisfatti dell’esito del Consiglio aperto, hanno riaffermato che non sarà possibile alcuna soluzione senza il rispetto delle esigenze dei cittadini stessi e senza il loro coinvolgimento reale nella scelta determinata dall’interesse della comunità e non delle forze legate alla speculazione edilizia. In particolare la marcia indietro dell’assessore Biagi dovrà trasformarsi in un coerente adeguamento anche del Piano Strutturale.
Mettiamo in evidenza come questo risultato sorprendente sia un ulteriore anello della catena di nuova soggettività territoriale che vede i cittadini attivi a discutere, sviluppare competenze, criticare e proporre soluzioni alternative a progetti sciagurati di svendita della città ad interessi forti.

  • 2001 maggio: alcuni studenti dell’Istituto statale d’Arte di Porta Romana si incatenano ai cedri del giardino antistante l’istituto che Sindaco e Soprintendenza avevano già deciso di sacrificare agli interessi del calcio Storico. Oggi i cedri sono ancora lì nel giardino a rallegrare la vista dei cittadini che lo frequentano.
  • 2001-2003: una sorprendente mobilitazione di cittadini organizzati attorno al Comitato per la Difesa delle Cascine e della Passerella pedonale, e nonostante l’apertura dei cantieri, impediscono la realizzazione di un nuovo ponte carrabile previsto dall’amministrazione in sostituzione dell’attuale passerella pedonale di collegamento fra piazza dell’isolotto e le Cascine.
  • 2003 maggio: la mobilitazione dei cittadini impedisce l’abbattimento di 34 piante nel giardino della porta Mugnone della Fortezza e determinano il rinvio a giudizio del sindaco di Firenze e altri dirigenti per l’abbattimento illegale di cinque alberi dello stesso giardino.
  • 2004 aprile: la denuncia dei cittadini blocca il cantiere del parcheggio della Fortezza e determina un ripensamento del progetto che, anche se non ancora concluso, ha portato alla decisione di abbattere la galleria commerciale che si era realizzata a cinque metri dai bastioni.
  • 2004 luglio: mobilitazione dei cittadini in difesa del parco di Villa Fabbricotti sottoposto a pesante intervento di abbattimento di piante di alto fusto.
  • 2004 settembre: costituzione di un comitato in difesa dell’area di San Salvi che denuncia la manomissione del complesso prevista dal piano guida approvato dall’amministrazione e riapre la discussione sulla destinazione dell’area investendo tutti gli abitanti del quartiere.

Sono questi alcuni dei risultati più significativi ottenuti attraverso la mobilitazione attiva dei cittadini: questa è la forma della reale partecipazione, nei confronti della quale ben poco può la propaganda.Quanto realizzato dal Comitato ex Panificio Militare sarà seguito da altre espressioni di questa nuova soggettività territoriale che si oppone alla deriva affaristica e allo sfascio di questa città per affermare condizioni di vita più giuste e più umane.

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