Tramvia: scontro tra le associazioni ambientaliste

Fonte: La Repubblica 12/2/08
Di: Massimo Vanni

La battaglia del tram è scontro a Firenze tra gli ambientalisti
Sì di Legambiente. Italia Nostra: attentato al Duomo
Domenica il referendum La linea sfiorerà il Battistero di San Giovanni
Il sindaco: sfida tra chi difende la conservazione e chi guarda al cambiamento

Ma la tramvia deve passare o no accanto al Battistero e al Duomo? E’ su questa domanda che si gioca il referendum cittadino di domenica. Un referendum solo consultivo, ma di grande impatto per la città culla del Rinascimento. La posta in gioco è l’immagine stessa di Firenze: lo scatto che ogni anno finisce in milioni di macchine fotografiche, l’idea che i residenti si rappresentano.
Si vota in un solo giorno, dalle 8 alle 22. Sì o no alla tramvia. Non quella già in corso di realizzazione, cioè la linea 1 che collegherà la stazione di Santa Maria Novella con Scandicci, ma quella che deve ancora arrivare: la linea 3 diretta al policlinico di Careggi e, soprattutto, la linea 2 che attraverserà il centro storico sfiorando il Battistero di San Giovanni.
Non è un vero e proprio attraversamento di piazza Duomo: secondo il progetto la tramvia percorrerà per un paio di centinaia di metri il fianco di piazza Duomo e del «bel Sangiovanni», come Dante chiamava il Battistero, per poi girare ed allontanarsi in direzione di piazza San Marco. Ma è sufficiente a dividere la politica e perfino le stesse associazioni ambientaliste: da una parte Italia Nostra che parla di «attentato al Duomo», dall’altra Legambiente, il cui presidente toscano Piero Baronti, appoggiato dal presidente nazionale Roberto Della Seta, guida il comitato dei favorevoli.
Tutto è partito mesi fa, quando il capogruppo dell’Udc Mario Razzanelli, non nuovo a iniziative referendarie, avviò la raccolta di firme sostenendo che alla tramvia, decisa dal governo comunale di centrosinistra, è preferibile la metropolitana. Ma dopo aver litigato sugli alberi buttati giù per far posto alla tramvia, il fronte è diventato proprio il passaggio da piazza Duomo.
«Chi è contrario non ha a cuore i monumenti, oggi circolano 2.330 autobus inquinanti da piazza Duomo», dice Legambiente ricordando come proprio lo smog abbia portato alla rimozione delle formelle del Ghiberti sulle porte del Battistero. «Allora pedonalizziamo tutto», incalzano i contrari. «Così in centro ci andrà solo chi viaggia in taxi», ribattono i pro-tramvia. Non solo. «Le vibrazioni prodotte dalla tramvia faranno cadere i mosaici del Battistero», suona l’allarme una storica dell’arte come Mina Gregori, allieva di Roberto Longhi. «Favole, la tramvia produrrà meno vibrazioni dei bus», risponde la giunta.
«Non è il caso di far strisciare sul fianco del Duomo un convoglio di 32 metri», contrattacca il presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana, riecheggiando il «treno sferragliante» additato anche dal portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, fiorentino di nascita. «E’ un mostro che divide la città in due», interviene pure Vittorio Sgarbi, salvo poi ammettere che «la tramvia non sarà poi quell’orrore di cui si parla». Ma la vera battaglia, avverte il sindaco Leonardo Domenici, è tra chi difende una «mera logica di conservazione e chi guarda ad una speranza di cambiamento». Domenica saranno i fiorentini a scegliere l’immagine di Firenze.

Di: Mara Amorevoli

“Da stolti far passare treni davanti al cuore della città”
Antonio Paolucci, ex sovrintendente del Polo museale

Un no deciso, ponderato e motivato. Antonio Paolucci, neodirettore dei Musei Vaticani, ex ministro dei Beni culturali ed ex soprintendente del Polo Museale fiorentino, boccia il tracciato della tramvia nel centro storico di Firenze.
Professore, lei ha sottoscritto l’appello di Italia Nostra: ci spieghi perché è contrario al passaggio della tramvia dal Duomo.
«Perché, come dice Giorgio Bonsanti, voglio diventare ministro dei Beni culturali. L’amico Bonsanti non capisce che essere direttore generale dei Musei Vaticani è più importante di essere ministro della Repubblica».
Non scherzi.
«Non sono contrario alla tramvia come mezzo pubblico. Il mio dissenso va al passaggio di due treni che si incrociano davanti alla porta nord del Battistero, dal cuore simbolico di Firenze».
Scusi, ma non è peggio il passaggio di 2333 bus al giorno?
«Vanno eliminati anche quelli. Il transito in quell’area deve essere consentito solo a pedoni, bici, ambulanze e taxi».
Davvero ritiene che quel tracciato sia uno scempio ambientale?
«E’ stolto farla passare di lì. A 4-5 metri dalla porta di Lorenzo Ghiberti, costata 21 mila fiorini d’oro, in un’epoca in cui un buon cavallo costava 9 fiorini e la paga di un operaio specializzato sfiorava i 10 fiorini all’anno».
A quanto pare non c’era altra possibilità per attraversare il centro.
«Ripeto, se si vuol portare lì la gente, ci si porta a piedi. O in bici, come faccio io che mi muovo così da anni, ed ho quasi 70 anni».
Quindi domenica andrà a votare e voterà contro?
«Certo, per dire no alla tramvia voterò sì, come informa la pubblicità del referendum. Farò il mio dovere di cittadino. Mi dispiace che questa cosa sia diventata un fatto politico».

“Nessun pericolo per i mosaici così si salvano i monumenti”
Giorgio Bonsanti, docente di restauro a Firenze

«La tramvia salverà i monumenti». Così la pensa Giorgio Bonsanti, docente di restauro a Firenze, per anni a capo dell’Opificio delle Pietre Dure, considerato uno dei massimi teorici italiani del restauro.
Bonsanti, non trova strano che la tramvia transiti a 5 metri dal Battistero?
«No. C’è un problema conservativo e uno di opportunità estetica. Per quanto riguarda il primo, l’enorme massa rappresentata dal Battistero comporta una forte inerzia. E le vibrazioni provenienti dal transito della tramvia, che sono già minime per le caratteristiche del veicolo, saranno praticamente annullate dalla tecnica di messa in opera, che prevede un sistema isolante per i binari».
I mosaici del Battistero non corrono pericolo?
«A mio parere no e prendo atto con sconcerto di queste preoccupazioni quando per decenni migliaia di autobus, anche quelli con vecchi e rumorosi motori diesel, sono passati lì davanti. Quelli sì che producevano vibrazioni. Mi domando dove erano quelli che oggi esprimono preoccupazioni per la tramvia».
Diceva dell’opportunità estetica.
«Non ho un concetto del centro cittadino che risponde ad un frezeer, dove i monumenti si guardano dall’esterno. I concetti più all’avanguardia del restauro vedono le problematiche conservative all’interno dei processi di vita della città, anche perché la storia insegna che il modello negativo non ha mai funzionato».
Voterà a favore della tramvia per salvare i monumenti?
«Assolutamente. Anni fa l’ex sovrintendente Paolucci disse che il provvedimento di restauro più efficace preso a Firenze era la zona a traffico limitato. Ecco, oggi potrei dire che il più importante è la tramvia».

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