Un vento insostenibile: serata di testimonianze sull’’eolico nel Mugello

Ricordiamo la manifestazione di stasera. Italia Nostra sarà rappresentata da Mariarita Signorini

Una iniziativa promossa da: Comitato “Ariacheta” e
Associazione Culturale Arzach
venerdì 26 febbraio ore 21.15
SALA GARIBALDI Scarperia, Via Lippi

L’’intera serata, che presenta diversi filmati, testi e testimonianze, e si conclude con il confronto diretto col pubblico, è dedicata a illustrare diversi aspetti, per lo più sconosciuti alla popolazione, dei grandi impianti eolici industriali.
Poiché nel Mugello, con gli incoraggiamenti di Provincia e Regione, grandi società di profitto intendono costruirne nei prossimi anni una buona dozzina, per un totale di 300 torri, che possono arrivare ad un’altezza di 150 metri (come nel progetto presentato a San Godenzo e in corso di valutazione), crediamo che tutti i cittadini dovrebbero interessarsene.
La propaganda dei fautori di questi progetti infatti non conosce contrasto – almeno non nei media e nelle amministrazioni pubbliche: vengono sempre lodati come la soluzione “pulita” alla crisi energetica. Eppure, a prescindere dalla quota ridicola di energia (si parla del 2%) che produrrebbero pur tappezzando ogni varco dell’’Appennino, ci sono molti elementi di grande “criticità” che vengono immancabilmente minimizzati: dal dissesto idrogeologico (le pale vanno montate su supporti di calcestruzzo che si spingono fino a 30 m nel sottosuolo, hanno bisogno di ampie piazzole e larghe strade di servizio per il montaggio e la manutenzione), alla distruzione del paesaggio (non soltanto il panorama ma molto di più, per esempio fanno crollare il valore immobiliare di case e terreni), all’’equilibrio faunistico (fanno a pezzi rapaci, pipistrelli e migratori), disturbano gravemente la salute delle persone che ci abitano vicino (è ormai riconosciuta a livello internazionale la “sindrome da pala eolica”); e altre questioni, come il rumore fastidiosissimo, gli incidenti (si incendiano, crollano) ecc.
L’’elettricità “prodotta” – che non è quella “installata” la sola di cui parlano – è poi molto inferiore alle aspettative della popolazione, tenute alte da ipotetici succosi dividendi promessi ai Comuni, in realtà resta la spesa complessiva per costruirle (finanziata con i soldi tratti dalle bollette dei contribuenti) e smantellarle (spesso nelle convenzioni non c’è impegno su questo piccolo dettaglio), i soldi, invece, se li mangiano tutti loro.
Perché allora avviene tutto questo?
Tutto avviene per permettere a delle aziende private (con grandi interessi e referenti politici) di speculare, senza produrre una quota di elettricità significativa (quella di Kyoto è una bella scusa). Sarà un caso se non esistono impianti industriali eolici a partecipazione pubblica, ad azionariato aperto, tanto meno nei comuni in cui sorgono? Tutto questo è risaputo (Oreste Vigorito, presidente dell’ANEV, l’associazione dei costruttori eolici, è appena uscito dal carcere dopo l’arresto per truffa), eppure il cittadino non ne sa nulla i media non mancano invece, per contro, di schernire e ingiuriare i cittadini oppositori, perché “favoriscono il nucleare” e sono affetti dalla “sindrome di non voler nulla nel proprio cortile”.
Solo gli abitanti dei paesi cui tocca questo destino si informano, e per necessità scoprono cosa c’’è sotto. Purtroppo ciò avviene spesso a progetti approvati, quando non si può più fare nulla per fermarli. Solo allora, vedendo i danni, l’opposizione acquista credibilità e consenso nella popolazione – quando ormai è troppo tardi… Guardate i casi del Molise, della Sicilia, di Scansano in Maremma.
L’’Italia e l’’Europa, gli Stati Uniti, sono pieni di comitati di cittadini che protestano per i danni e i disagi causati da questi impianti, cittadini danneggiati che chiedono risarcimenti che nessuno concede.
Il Comitato Ariacheta è nato nel marzo del 2009, dopo che la società EDVT ha presentato al comune di San Godenzo un progetto per la costruzione di un impianto eolico composto da 14 aerogeneratori da disporre sul crinale della valle dell’’Acquacheta. Nessuno di noi è ostile alle energie pulite, molti cercano anzi e praticano una vita il più possibile naturale. Il comitato cerca di sfruttare i pochi strumenti legali che tutti abbiamo a disposizione, ma non abbiamo i soldi e le amicizie che hanno i nostri avversari. Abbiamo però la tenacia degli abitanti della montagna. Quello che abbiamo imparato lo mettiamo volentieri a disposizione del Mugello perché sappiamo, come nel caso della lotta contro gli inceneritori e contro la TAV, che uniti saremo sempre più forti che da soli. Sul blog del comitato ci sono tutti i documenti e le news sulle nostre attività: www.ariacheta.blgspot.com.
Alla serata aderiscono ASOER, CNP, ITALIA NOSTRA, ProNatura

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