Fessi, troppo furbi e una lettera a Monti

Da fessi quali siamo noi – secondo la recente definizione di Mauro Moretti – che ci battiamo contro il sottoattraversamento TAV di Firenze e la stazione Foster – abbiamo inviato lo scorso 2 dicembre questa lettera appello al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti.
La nostra segue ad altre iniziative simili che nell’imminenza dello scavo del tunnel, si stanno susseguendo. L’abbiamo fatto anche per ribadire ciò che per noi resta prioritario in quest’ emergenza: la capacità di ragionare.
E’ evidente infatti che un conto è affrontare un rischio calcolato per un’opera irrinunciabile e sensata, un conto è farlo per opere che, come queste, sono il frutto della megalomania di amministratori di provincia e degli interessi di potentati pubblici e privati, piuttosto che di scelte tecniche competenti.
Giuseppe Prezzolini nei suoi celebri aforismi diceva che i cittadini italiani si dividevano in due categorie: i furbi e i fessi. I fessi hanno dei principi, i furbi soltanto dei fini. Mauro Moretti con il suo stile inconfondibile ci ha voluto ricordare che, poiché noi siamo i fessi, lui è il furbo, il notabile che non ha bisogno di rispondere alle ragioni altrui.
Esiste però nell’antropologia italiana anche la figura del troppo furbo. Mentre infatti Moretti rincorre gli aerei e i managers (ipotesi di accordo con Alitalia) nella sua azienda esplodono cisterne che fanno strage, circolano carri da rottamare e veicoli obsoleti per tutto il resto del traffico, cioè per il 95% della domanda. Riuscirà il nostro furbo a saltare da un treno in corsa ad un aereo in volo? Pare di no secondo alcuni osservatori per i quali l’intermodalità in Italia non decolla e l’integrazione con gli aeroporti è un sogno lontano.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Firenze
Prof. Senatore Mario Monti
2 dicembre 2011

Signor Presidente
sappiamo quali siano in questi giorni i suoi impegni e le sue responsabilità e tuttavia, nell’imminenza delle decisioni che il suo Governo sta prendendo, ci preme rivolgerci direttamente a lei per sottoporle un’importante questione che ci sta a cuore.
Le chiediamo di risparmiare denaro pubblico che sta per essere impiegato in un’ opera che costa molto, che crea disservizi e farà spendere molto anche dopo esser stata ultimata. Le chiediamo di fermare questo immotivato e controproducente spreco: il Passante sotterraneo dell’Alta Velocità che sta per realizzarsi a Firenze e la monumentale nuova Stazione dedicata, anch’essa a trenta metri di profondità. Nessuno ne sente il gran bisogno.
Da due anni l’AV passa già da qui e si ferma in una stazione di superficie dove si scambia agevolmente e rapidamente con i servizi ferroviari regionali e con la rete urbana, compresa la prima linea della tramvia. E’ paradossale che ad opera ultimata l’AV non coinciderà più con gli altri servizi ferroviari, né con la linea 1 della tramvia, né con il sistema di trasporto pubblico attuale su gomma e neppure con le nuove linee tranviarie programmate. Anche per i mezzi privati sarà alquanto difficile raggiungere la nuova Stazione Foster che si trova a più di un chilometro di distanza da S. M. Novella, chiusa tra due torrenti e la linea ferroviaria, senza che vi sia possibilità di renderla più accessibile se non con strade sotterranee, anche esse costose e poco affidabili per il traffico urbano. Il danno per i cittadini, per l’economia della città e della Regione sarà grave. Dopo aver tanto speso per ridurre i tempi di percorrenza, spenderemo per sprecare tempo e rendere più scomodo quello stesso servizio. Sembra incredibile, ma è così.
Verrebbe da pensare che un criterio di spartizione degli appalti delle grandi opere pubbliche abbia guardato più agli importi che non all’utilità, producendo e difendendo in tutti i modi questo “mostro”. Non siamo pregiudizialmente contrari alle grandi opere, anche se crediamo che non debbano essere fatte a spese dell’ambiente e del patrimonio culturale. E siamo anche consapevoli che esse portano con sé oneri e rischi insiti nella loro stessa natura. Ma ci appare inaccettabile affrontare tali costi per avere un’opera che, come questa, produrrà un peggioramento sia per i servizi nazionali, più o meno veloci, sia per la mobilità di Firenze e della Toscana.
Avendo studiato per anni il problema, in qualità di tecnici e di cittadini che amano la propria città, anche attraverso la promozione di convegni a cui hanno partecipato autorevoli esperti e collaborando a specifiche ricerche universitarie, le chiediamo di valutare ulteriormente quest’opera, riconsiderandone l’opportunità, le modalità progettuali e le difficoltà connesse con la sua esecuzione. Ufficialmente la conclusione dell’opera è annunciata per il 2014 ma noi pensiamo che i rischi tecnici dell’impresa e la sua aleatoria fattibilità, per via dell’incognita idrogeologica (in una città colpita da storiche alluvioni) e a causa del problema non risolto dello smaltimento delle terre di scavo, ne rimanderanno la conclusione a dopo il 2020.
Consideri, Signor Presidente, che il passante, lungo sette chilometri, percorrerà il sottosuolo del centro abitato minacciando centinaia di abitazioni e di attività oltre a insigni monumenti, quali la Fortezza da Basso, l’Arco dei Lorena e una delle porte trecentesche.
Consideri inoltre che nessun miglioramento sarà introdotto, malgrado queste imponenti opere, nelle relazioni tra Firenze e il sud della Toscana dove, in particolare nel Valdarno, si determinerà una situazione non sostenibile per il traffico regionale, soprattutto se il sistema dell’Alta Velocità dovesse essere esteso alla “Direttissima” Firenze – Roma.
Mentre a tutt’oggi non esiste la dimostrazione del funzionamento di un tale sistema, in tutto il nodo continueranno ad esserci discontinuità, colli di bottiglia ed interferenze, che accentueranno invece di risolvere le insufficienze del sistema ferroviario fiorentino.
Il progetto è stato imposto alla città senza adeguate verifiche (ad esempio procedure di VIA) e confronti pubblici, in spregio alle convenzioni e alla legislazione europea che per opere di questa entità prevede l’informazione, la partecipazione pubblica ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini.
Signor Presidente l’appello che le rivolgiamo non è isolato. Si aggiunge a quello di autorevoli associazioni e comitati di cittadini che da anni seguono il problema. Ma si affianca anche ad interventi di economisti, amministratori ed esperti di trasporti i quali affermano che l’Italia non può più permettersi certe infrastrutture. Recentemente su un importante quotidiano economico del nord ci si chiedeva se 12 miliardi di euro per l’Alta Velocità tra Bologna e Milano (per guadagnare quindici minuti) non fossero stati una scelta da paese ricco. Per il sottoattraversamento ferroviario e la nuova stazione dell’Alta Velocità di Firenze possiamo dire fin da ora che si tratta di uno spreco intollerabile.
Diverse soluzioni alternative e alcune possibilità di riformulare quel progetto sono state avanzate autorevolmente e da più parti. C’è ancora tempo per prenderle in considerazione. In tal caso siamo a sua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Augurandole buon lavoro le inviamo i nostri più cordiali saluti

Italia Nostra:
Prof. Leonardo Rombai – Presidente di Italia Nostra Firenze
Mariarita Signorini – Consigliere e membro della Giunta nazionale

Cittadini area fiorentina, Comitati dei Cittadini – Firenze
Arch. Paolo Celebre

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