Risposta al prof. Focardi sugli impianti fotovoltaici nelle Crete Senesi

Pubblichiamo l’articolo di risposta al prof. Focardi dell’Università di Siena (pubblicato il 15 gennaio) in cui si avallava ‘senza se e senza ma’ il grande impianto fotovoltaico sulle crete senesi.

Fonte: Corriere di Siena 20-1-2011
Di Mariarita Signorini – responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana, membro della Giunta e del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale d’Italia Nostra

Sorprende che il Professor Focardi al fine di promuovere, giustamente, un minor uso del petrolio e del carbone dimentichi completamente la risorsa principale che è a nostra disposizione per intervenire su questa problematica: il risparmio e l´efficienza energetica.
La tecnologia fotovoltaica oggi esistente, sebbene sia più efficiente del passato, deve ancora fare molti passi avanti per diventare una vera alternativa al petrolio, lo stesso dicasi per l´eolico industriale. Ci vuole ancora tanta ricerca perché l´efficienza dei pannelli fotovoltaici è ancora troppo bassa, non più del 12% (solo il 12% dell´energia solare che colpisce un pannello fotovoltaico diventa energia elettrica).
Allo stato attuale eolico e fotovoltaico possono coprire solo una piccola parte dei consumi energetici. Per esempio nel 2010 il fotovoltaico, sebbene abbia consumato migliaia di ettari di terreni agricoli ha prodotto solo lo 0,6% dell´energia elettrica usata in Italia.
Il professor Focardi non prende in considerazione la risorsa territorio, la terra, e fa male. Perché la terra, sia essa naturale o agricola, serve per produrre il cibo che mangiamo ed è il substrato su cui poggia le sue basi la Natura. Senza terra, vivremmo in un mondo morto, artificiale.
Quindi bisogna dire sì al fotovoltaico, ma solo sulle migliaia di ettari di tetti di capannoni e case che ricoprono l´Italia e agire con la massima cautela riguardo agli impianti fotovoltaici a terra che dovrebbero essere realizzati su terreni di scarsissimo valore naturale, agricolo e paesaggistico (cave esaurite per esempio) e non certo su buona terra agricola, in aree di pregio dal punto di vista paesaggistico.
In effetti per quanto riguarda il risparmio di CO2 risulterebbe che un impianto del tipo che si vorrebbe impiantare sulle Crete senesi, in zona di assoluto pregio, sarebbe talmente irrilevante a livello locale e globale da non giustificare nella maniera più assoluta un impatto di tale entità in un territorio che è fonte incontrovertibile di ricchezza per il nostro Paese e per la Toscana in particolare. Basti pensare al settore dell’agriturismo del turismo culturale e al valore dei prodotti DOC e Dop correlati alla qualità e alla conservazione del paesaggio da cui provengono.

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