Il massacro degli uccelli migratori

Fonte: Lega per l’abolizione della caccia

I cacciatori abbattono centinaia e centinaia di piccoli uccelli migratori in poche ore Un video impressionante documenta il massacro di uccelli migratori in Lombardia

Uno sconvolgente video che mostra cosa sia veramente la caccia in deroga a specie protette. I cacciatori hanno abbattuto centinaia e centinaia di piccoli uccelli migratori davanti agli occhi e alla telecamera di un gruppo di volontari ambientalisti. Il luogo del massacro – dove il video è stato girato – è il Passo Gale, presso Colle San Zeno, a 1.400 metri,  il più importante passo per la migrazione degli uccelli in provincia di Brescia.
A rischio della propria incolumità i volontari della LAC e del CABS si sono schierati in quattro diverse giornate di ottobre fra i cacciatori e e gruppi di  migratori di passaggio. Eppure i cacciatori, invece di interrompere la caccia, hanno continuato a massacrare senza indugi i piccoli volatori. “È stato surreale. Ogni ora arrivavamo a contare 1.500 spari. Dappertutto vedevamo cadere i migratori e molti saltellare a terra feriti mortalmente. Alcuni uccelli sono stati uccisi sopra le noste teste e ci cadevano addirittura addosso insieme ai pallini da caccia” – racconta Andrea Rutigliano, collaboratore del CABS.
I volontari hanno filmato per ore l’orgia di spari, a cui prendevano parte circa un centinaio di cacciatori. Secondo le valutazioni delle guardie venatorie presenti almeno 10.000 uccelli, fra fringuelli, frosoni, pispole e peppole sono stati uccisi sul solo passo Gale. Il CABS ha pubblicato sul suo canale youtube alcune sequenze dell’intero materiale registrato. Il video mostra in maniera evidente come centinaia di uccelli vengono uccisi in poche ore sul passo di montagna. “Se si considera come nella sola Lombardia vi siano decine di questi passi, che la stagione dura 3 mesi e che 75.000 cacciatori la praticano nella sola Lombardia, ci si rende conto che i numeri sono da capogiro”, continua Rutigliano.
Su molti valichi montani soggetti a transito migratorio   in Lombardia si caccia infatti ancora nonostante la normativa statale preveda testualmente:
“La caccia è vietata su tutti i valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna, per una distanza di mille metri dagli stessi.”
La Provincia, delegata a individuare e proteggere la zona di valico, ha invece artificiosamente spostato i confini della zona interdetta per favorire i cacciatori spara-tutto.
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