Comunicato sul Meeting Grandi Opere Inutili

A Firenze la resistenza italiana alle Grandi Opere
con tante proposte alternative

Meeting Grandi Opere Inutili
Comitato No Tav Firenze
Perunaltracittà lista di cittadinanza
Italia Nostra

Giornata conclusiva del convegno nazionale alla quale sono intervenute oltre 200 persone. Dalle 9.00 al Dopolavoro ferroviario in via Alamanni.
Il tunnel Tav di Firenze, della Val di Susa, e quello che attraverserà Stoccarda, in Germania; il terremoto dell’Aquila e la strage di Viareggio, l’Expo di Milano e i tanti comitati che in tutta Italia sono attivi nella difesa dei diritti della persona e del territorio, contrapponendosi, con proposte efficaci e ben ponderate, ad un modello di sviluppo che non funziona più, non produce benessere e devasta l’ambiente. Un sistema infrastrutturale, quello delle Grandi Opere, figlio di una mancata programmazione politico-economica, che favorisce l’ingresso privilegiato delle mafie nell’economia globale e produce corruzione nei rapporti tra politica e imprese.
Sono questi gli argomenti trattati oggi nel convegno “Grandi opere inutili e la progettazione alternativa diffusa” che si è tenuto oggi presso il Dopolavoro ferroviario di Firenze alla presenza di oltre 200 persone e che da’ appuntamento a domani per la seconda sessione di confronto e discussione.
La sessione mattutina era intitolata “Le Grandi Opere Inutili causa e/o effetto della crisi economica” ed è stata coordinata da Mariarita Signorini di Italia Nostra con una panoramica sulle campagne fatte contro infrastrutture inutili e dannose a partire dalla Tirrenica e la Tav fino al Ponte sullo Stretto di Messina e al Mose Venezia. Sono poi intervenuti Tiziano Cardosi degli organizzatori che ha dato il benvenuto agli ospiti della giornata, a partire dalle donne valsusine Eleonora Ponte e Sabine Brautingam e dalla toscana Simona Baldanzi, scrittrice e ricercatrice, che ha raccontato il pessimo lavoro nei cantieri TAV del Mugello e in quelli della Variante di Valico. E’ intervenuta una delegazione dei lavoratori della Breda Ansaldo che vivono sulla loro pelle la drammaticità della crisi e proprio su crisi e lavoro ha poi parlato Giorgio Cremaschi legando le lotte per i diritti alle campagne di ristrutturazione del pesantissimo debito pubblico italiano. Su tema dell’incidenza delle grandi opere nel debito e nella crisi europea è intervenuto anche il tedesco Winfried Wolf, economista dei trasporti. La mattinata si è poi conclusa con le parole di Vincenzo Simoni dell’Unione Inquilini, di Teresa Liguori di Italia Nostra nazionale che ha raccontato il dramma infrastrutturale in cui versa il Sud Italia e dell’impegno dell’Associazione in difesa delle ferrovie dimenticate,e un rappresentante del Comitato No S21 Stoccarda; Cristiano Gasparetto di Italia Nostra Venezia, ha parlato del Comitato No Mose e No Grandi Navi in Laguna, mentre lvano Tagliavini si è soffermato sulla Cispadana e Angelo Baracca sui movimenti contro il nucleare civile e militare.
Dopo il pranzo e un intermezzo musicale dei Crozip, Ornella De Zordo, della lista di cittadinanza perUnaltracittà, ha coordinato la sessione pomeridiana intitolata “Le Grandi Opere Inutili, la truffa del modello TAV e della Legge Obiettivo, un quadro normativo da rivoluzionare.” in cui Winfried Wolf ha parlato dell’Europa e la politica delle infrastrutture, il caso Italia e Germania, prospettive per il futuro. Ha poi preso la parola Fabrizio Bertini del Coordinamento ATO Centro Toscana e Ivan Cicconi, esperto lavori pubblici che ha affrontato il tema dell’appalto come strumento di ristrutturazione economica e di finanziarizzazione delle grandi opere. Dopo i Comitati attivi nel post terremoto aquilano, l’urbanista Alberto Ziparo ha illustrato tutti i limiti della Legge Obiettivo che permette di costruire infrastrutture contro ogni pianificazione urbanistica. Mauro Chessa, vice presidente Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio ha preceduto Domenico Gattuso che ha ragionato dell’assenza di una pianificazione dei trasporti e di come le grandi opere distruggano in realtà il sistema di mobilità italiano. A conclusione del pomeriggio si è parlato del grande lavoro fatto dai Comitati No Expo di Milano; il giornalista Antonio Mazzeo ha avvertito gli intervenuti su come le grandi opere privilegino l’ingresso delle mafie nell’economia globale. Hanno poi parlato gli esponenti del Comitato terza corsia A11, del Comitato contro il Corridoio Roma-Latina, le vittime dei famigliari della Strage di Viareggio, del Comitato Tangenziale Est Torino. Ha concluso i lavori Mauro Chessa.

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