A rischio l’ultimo investimento Eolico di AGSM in Toscana

Comunicato stampa, 30 marzo 2012

Italia Nostra Onlus
Wwf 

Brutta sorpresa per la AGSM, la municipalizzata di Verona, che recentemente ha rilevato le quote di maggioranza di uno dei tre mega progetti eolici che la EWF era riuscita a farsi approvare dalla Regione Toscana prima del recente cambio di rotta che ha reso molto più difficile il rilascio di nuove autorizzazioni.
Mentre il comitato locale e le forze politiche di opposizione del piccolo paese toscano di Riparbella stanno raccogliendo le firme per svolgere il referendum comunale (previsto dall’art. 38 del locale Statuto Comunale) per abrogare la variante acustica, fatto che impedirebbe alle pale di girare, WWF e Italia Nostra hanno accelerato i tempi dando mandato ai propri legali di procedere con il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Firenze che ha rigettato in prima istanza le contestazioni al mega-impianto eolico composto da 15 pale alte 140 metri che dovrebbero sorgere sui crinali delle colline del Comune di Riparbella con impatti visivi fino all’Isola d’Elba.
Anche sull’inizio lavori la cui data risulta essere il 20 gennaio sono emerse contestazioni, dato che la Regione Toscana aveva fissato come termine ultimo il 20 gennaio ma per un probabile errore l’atto riporta la data del 20/01/2011 facendo sì che formalmente oggi l’atto autorizzativo sia scaduto.
La presenza in zona di 3 altri progetti eolici, autorizzati da tempo, che non partono malgrado nessuno abbia presentato ricorsi al TAR testimonia che l’interesse economico è prettamente speculativo e legato ai lauti contributi la cui erogazione non è più percepita dai finanziatori come sicura visto la grave crisi che ha colpito il bilancio statale.
Anche la recente decisione dell’ufficio VIA Regionale di bocciare un progetto del tutto analogo situato nel vicino Comune di Monterotondo da speranza che si inizi ad affrontare il tema delle centrali eoliche collocandole nei luoghi corretti, lontano dalle rotte migratorie, dai parchi e dagli insediamenti, senza dimenticare l’assoluta necessità di un vento con caratteristiche idonee, elemento mancante sui crinali della Val di Cecina come dimostrato dalla scarsa redditività degli impianti già installati, molti si chiedono se l’AGSM ha valutato attentamente il suo investimento e chi risponderà delle eventuali perdite economiche subite dal socio (Comune di Verona) se il referendum o il Consiglio di Stato fermeranno il progetto.

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