Eolico e camorra, nuove accuse dalla Campania

Per la prima volta al nome camorra viene avvicinata la ESSEBIESSE POWER, la società che ha voluto l’eolico che minaccia gli scavi di Seapinum-Altilia, e che ha stravinto al Consiglio di Stato.

Fonte: Tvimolise

Nuove accuse sull’energia rinnovabile a firma della giornalista anticamorra, Rosaria Capacchione che punta il dito sui rapporti tra Caturano e la Essebiesse Power, società che doveva
realizzare l’eolico a Sepino.

Le grinfie della camorra sull’eolico molisano in un business complessivo che coinvolge gli ambienti malavitosi casertani e napoletani fino ad arrivare nella nostra regione in Sardegna e addirittura negli Stati Uniti. A parlarne è la nota giornalista anticamorra Rosaria Capacchione che da anni sulle colonne del quotidiano partenopeo Il Mattino porta avanti la sua battaglia contro la criminalità organizzata campana. In effetti i clan camorristici, come noto, non sono nuovi all’imprenditoria legata all’energia e ai rifiuti. Intrecci quelli criminali per cui è necessaria un’attenta disamina dei fatti. In un articolo di qualche giorno fa, la Capacchione parla di una connessione che passa dalla gestione delle discariche fino alle società che si occupano di energia eolica e di pannelli fotovoltaici. In primis il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con cui è stata posta sotto sequestro la società Ictea che proprio di eolico si occupa. Dietro alcuni prestanome ci sarebbe infatti Pasquale Pirolo, già noto per i suoi rapporti con la famiglia Bardellino prima e con altri personaggi legati ai boss Iovine e Zagaria. “Le indagini” riferisce la Capacchione “hanno portato a scoprire collegamenti con aziende e personaggi che hanno effettuati lavori di vario genere per parchi eolici in Molise e Sardegna”. Qui viene fuori il nome di un personaggio, il trasportatore Antonio Caturano, noto in Molise per una vicenda di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, la famosa operazione Re Mida che lo portò agli arresti alle porte del Molise. Oggi sotto accusa per presunti rapporti d’affari con la Essebiesse Power, società romana che tra mille polemiche ha ottenuto il via libera per l’installazione di 16 pale eoliche di grosse dimensioni a ridosso dell’area archeologica Altilia Saepinum e sulla quale, in diverse conferenze stampa, era stata messa sotto accusa per una campagna pubblicitaria con fondi destinati alla Direzione dei Beni Culturali. Quanto emerso dalle indagini, insomma, pone nuovi dubbi sulla limpidezza di taluni affari che portano il Molise a ritrovarsi centinaia di torri del vento su un territorio incontaminato.

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