Archivi Mensili: aprile 2012

Addio alta velocità, i treni tedeschi andranno più piano: «Inutile viaggiare a 300 all’ora, costa troppo»

Fonte: Il Sole 24 Ore
Di:  Andrea Malan

Berlino frena i treni ad alta velocità. In un’intervista al periodico «Wirtschaftswoche» il presidente delle ferrovie tedesche, Rudiger Grube, ha annunciato che la prossima generazione degli Ice – equivalenti ai TGV francesi e agli Etr 500 italiani – non viaggerà più a 300 chilometri all’ora, ma “solo” a 250. «Per la Germania la velocità di 250 chilometri all’ora è più che sufficiente – ha spiegato Grube -, tanto più che le tratte dove gli Ice possono raggiungere i 300 all’ora sono solo due: Colonia-Francoforte e Norimberga-Ingolstadt

Clicca qui per continuare a leggere

Annunci

Massa Marittima Piazza Garibaldi riconosciuta «Meraviglia Italiana»

Fonte: La Nazione

Piazza Garibaldi è diventata una «Meraviglia Italiana». Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito dell’omonimo progetto promosso dal Forum Nazionale dei Giovani.
In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il gruppo ha promosso infatti un’iniziativa volta ad assegnare mille bollini di «Meraviglia Italiana» ad altrettante realtà distribuite su tutta la penisola. Il progetto ha ottenuto il patrocino della Camera dei deputati, del ministro dei Beni e attività culturali e di molte regioni italiane. A ritirare il bollino di Meraviglia per piazza Garibaldi, durante la cerimonia che si è svolta a Siena, è stato l’assessore comunale al turismo e alle attività produttive Flavio Zazzeri.

La speculazione sulle energie rinnovabili

Fonte: Orso Tibetano

Leggendo l’articolo qui sotto, sul momento mi son detto che saggia la posizione del C.A.I, Club Alpino Italiano….poi ripensandoci mi son detto: veramente la posizione del C.A.I. non è niente di che… un briciolo di buon senso, un minimo di obiettività, almeno due Neuroni per dialogare fra loro…. in realtà è la posizione di certe associazioni e partiti pseudo ambientalisti ad essere scellerata… qui si parla di eolico e idroelettrico, ma il problema della speculazione riguarda tutte le energie anche  queste in parte più pseudo che realmente rinnovabili…
Ecco perche’ la politica di incentivi è stata rivista

Testo di Carlo Brambilla – Sezione di Seveso e gruppo di lavoro Energia CCTAM
Il complicato argomento delle fonti rinnovabili d’energia e le pesanti ripercussioni di queste sull’ambiente montano, già trattato per alcuni aspetti su queste pagine in diverse occasioni (1), merita un ulteriore approfondimento, anche per motivare la posizione assunta dal CAI sugli impianti eolici industriali, pubblicata su La Rivista di nov-dic. 2010.
E’ utile qui ricordare che in seguito a direttive della Comunità Europea, tese a promuovere lo sviluppo di fonti d’energia rinnovabili (FER) e in seguito ad una ben orchestrata campagna mediatica sostenuta anche da qualche associazione ambientalista, i diversi governi succedutisi dal 1999 ad oggi in Italia, hanno posto in atto un sistema di incentivazioni che, per le produzioni elettriche, ha raggiunto la massima premialità con la Legge n. 222 del nov. 2007, superando in generosità le diverse incentivazioni adottate nei paesi CE. In base a detta Legge, leggermente ritoccata dalla recente manovra finanziaria (L. n. 122/2010) gli incentivi sono erogati sull’energia prodotta e ceduta al Gestore del Mercato Elettrico, con modalità diverse secondo la fonte energetica e la potenza degli impianti.

Clicca qui per continuare a leggere

Scelte chiare sull’eolico

Fonte: ComUnità Per la Bellezza

Scelte chiare sull’eolico

Da tempo si levano in tutta Italia proteste di associazioni (Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitato per la Bellezza, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Amici della Terra, Eddyburg, Coldiretti, ecc.) e di comitati di cittadini contro l’installazione indiscriminata di gigantesche torri eoliche sui crinali appenninici, nel cuore di paesaggi intoccati, vicino a vigneti e oliveti, a Scansano e recentemente a Bolsena, o in prossimità di aree archeologiche come la romana Saepinum. In Italia il vento è, oggettivamente, la metà della media nordeuropea, ad eccezione di limitate zone di Puglia, Sardegna e Sicilia. Per cui tanti impianti sono improduttivi per lunghi periodi. Numerose inchieste televisive hanno comprovato pesanti infiltrazioni criminali. Risultato: 1) i Comuni, spesso poveri, sono stati sedotti con un po’ di euro e poi abbandonati; 2) i forti contributi governativi ai concessionari non hanno fruttato energia; 3) paesaggi ed ecosistemi sono sconvolti, con le pale ferme. Altre dure polemiche hanno riguardato i maxi-impianti di fotovoltaico realizzati su vaste estensioni coltivate. Pratica contestata anche da Carlo Petrini di Slow Food e ora vietata dal ministro Mario Catania.
«Gli incentivi concessi fin qui hanno favorito una espansione del fotovoltaico così imponente da permettere al nostro Paese di raggiungere i traguardi indicati dall’Europa con ben otto anni di anticipo», si legge nell’appello promosso da Carlo Alberto Pinelli di Mountain Wilderness e rivolto al presidente Monti. In esso si ribadisce un netto sì al sostegno delle energie rinnovabili, purché gestito in modo virtuoso, rigoroso e senza ulteriori insostenibili sprechi, e però si dice «basta all’eolico industriale» poco utile ma responsabile «dei maggiori danni a molti preziosi paesaggi italiani». Documento sottoscritto dalle associazioni sopracitate e firmato anche da personaggi di indiscusso prestigio quali, fra gli altri, Gianfranco Amendola, Asor Rosa, Berdini, Bodei, Caracciolo, Cervellati, Craveri, De Lucia, Guzzo, La Regina, Desideria Pasolini, Paolucci, Rita Paris, Pericoli, Pirani, Ruffolo, Carla Sepe, Settis. Nonché dall’Associazione Tecnici del MiBAC.
Il documento farà discutere gli ambientalisti. Greenpeace e Legambiente risultano infatti schierate da sempre a favore dell’eolico e le altre sigle, invece, sono fortemente critiche. Al punto che Italia Nostra ha assegnato il Premio Zanotti Bianco 2011 all’archeologa romana Rita Paris e al direttore regionale del Molise, Gino Famiglietti, protagonisti della battaglia contro le pale eoliche.

Italia Nostra si complimenta col sindaco di Roccastrada

Fonte: Il Corriere di Maremma, 12 Aprile 2012

Italia Nostra si complimenta col sindaco di Roccastrada
L’associazione ambientalista aveva segnalato un’inutile spreco di denaro pubblico nel tenere accese delle luci, definite “una luminaria”,
nella campagna incolta del Madonnino.

Roccastrada: “Le polemiche, le critiche e le proteste sono il sale della democrazia. Guai se non ci fossero, guai se tutti dicessero sempre sì a chi ci governa e ci amministra – scrive Michele Scola, presidente di Italia Nostra Grosseto – Purtroppo, però, qui in Maremma questo fondamentale principio democratico stenta ad affermarsi, le critiche sono recepite con fastidio, in particolare se vengono espresse attraverso la stampa e gli altri mezzi di comunicazione. Ne sappiamo qualcosa noi di Italia Nostra, che, tanto per fare un paio di esempi, per aver criticato gli eccessi della caccia al cinghiale e gli scempi edilizi, siamo stati siamo stati fatti oggetto di risposte beffarde e ostili, e addirittura siamo stati minacciati di querela. Nella migliore delle ipotesi, i detentori dei poteri locali, anziché accettare correttamente il confronto pubblico, si chiudono nel silenzio.
Un piccolo ma significativo esempio dell’utilità delle critiche esercitate dagli ambientalisti lo si è avuto recentemente in occasione di una segnalazione fatta da Italia Nostra circa lo spreco energetico compiuto dall’amministrazione comunale di Roccastrada tenendo accesi, dal tramonto all’alba, ottanta potenti lampioni nella campagna incolta nei pressi della località Madonnino, a breve distanza da Braccagni. Un luogo dove si vorrebbe far sorgere, in futuro, un Polo industriale a nostro parere del tutto campato per aria. La nostra attenzione si era rivolta su quell’inutile luminaria innanzitutto per lo spreco di energia elettrica, ma anche per quella particolare forma di offesa all’ambiente che è l’inquinamento luminoso, un fenomeno sempre più diffuso, che impedisce la perfetta visione di quell’affascinante spettacolo naturale costituito dal cielo stellato. Ma c’era un altro dettaglio che ci incuriosiva: poche settimane prima, precisamente il 17 febbraio scorso, si era celebrata in tutta Italia la campagna sul risparmio energetico intitolata M’illumino di meno – continua Scola – Vari comuni maremmani, e fra questi Roccastrada, vi avevano aderito, spegnendo le luci degli edifici pubblici. L’uscita, su questo giornale, dell’articolo col quale chiedevamo spiegazioni ai responsabili dell’inutile luminaria del Madonnino, apparentemente non produsse nessun risultato: i lampioni rimasero accesi. Ma poi, trascorsi alcuni giorni, i lampioni, come per magia, si spensero, e da allora non furono più riaccesi.
Complimenti, signor sindaco di Roccastrada. Lei non è molto loquace, ma almeno, a differenza di certi suoi colleghi, ha orecchi per sentire” conclude il presidente della sezione locale di Italia Nostra.

Riparbella (PI): un paese diviso dalle pale dell’eolico leghista

Fonte: Il Tirreno, Cecina-Rosignano

Da 10 a 7 aerogeneratori sul poggio Malconsiglio, ma l’opposizione
(e non solo) vuole il referendum.
Investe la veronese 
Agsm municipalizzata del sindaco Tosi

RIPARBELLA. La veronese Agsm, società al 100% del comune leghista guidato da Flavio Tosi ha fretta. Perché il 31 dicembre 2012 scadono i «certificati verdi», bonus e incentivi che la Regione distribuisce alle imprese che investono in rinnovabili. E a Riparbella gli scaligeri hanno un affare da 28 milioni di euro, il parco eolico del Malconsiglio, operazione che divide il paese e accende la protesta degli ambientalisti. Insieme ai danesi dell’Ewf (di cui detiene il 60%) quelli di Agsm sono pronti a piazzare sulla fatidica collina 10 aerogeneratori da 2 megawatt: pale alte 140 metri e del diametro di 90 che dovrebbero produrre 40milioni di kilowattora l’anno. A preoccupare la società, però, non è tanto la scadenza ravvicinata del bonus ambientale (i quattrini della Regione) ma piuttosto il vento di protesta che soffia da tempo sull’investimento, ripreso con la raccolta di firme per il referendum comunale e con il nuovo ricorso al Consiglio di Stato presentato da Italia Nostra e Wwf contro il via libero fiorentino, dopo la bocciatura del Tar del primo giugno scorso. E poi ci sono alcuni intoppi che, in fase di definizione dell’investimento, hanno rallentato l’avvio dei lavori. Anche se il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli è fiducioso: «La sentenza del Tar sui ricorsi è già molto chiara», dice. «E la società ha già bandito alcune gare d’appalto», segno « che sull’eolico non si farà marcia indietro».
Il vento «leghista». Partiamo dall’Agsm. Chi è l’investitore? E’ un grosso gruppo del settore energia, che ha sede a Verona, detenuto dal Comune scaligero che conta 587 dipendenti e nel bilancio 2010 denuncia un risultato di 14,6 milioni e un margine lordo operativo di 85 milioni. Da noi ha già investito nel confinante parco eolico della Vitalba della cui società (Parco Eolico Montevitalba srl) detiene il 15%. Ha rlevato il 60% di quote della danese Ewf.
La guerra sui terreni. Uno degli intoppi che la società si è trovata di fronte – sollevato recentemente dalla lista civica di opposizione – è il mancato accordo con un proprietario dei terreni dove dovrebbero essere installati alcuni aerogeneratori. «Questo ha in parte rallentato l’iter – confessa il sindaco – ma ciò non esclude che la società possa partire realizzando un parco con 7 aerogeneratori invece di 10». Ogni aerogeneratore deve essere sottoposto a valutazione d’impatto.
Convenzione, no convenzioni. Saranno due, non una, dice Fontanelli. Una disciplinerà le cosiddette compensazioni, dopo che il decreto ministeriale del settembre 2010 ha cancellato le royalties e «prevede una serie di opere per la comunità». L’altra è relativa alla strada che da Riparbella porta alla Sterza che sarà riasfaltata e per la quale – dice il sindaco – c’è già un accordo coi proprietari per la cessione di porzioni di terreni confinanti. Ma perché tutti questi ritardi? «Il nuovo quadro normativo ci ha obbigato a preparare una convenzione ex novo. E poi all’ufficio tecnico non ci sono cento dipendenti, ma due che stanno lavorando con grande intensità».
Iniziato il taglio del bosco. A quando i lavori? La società ha già bandito alcune gare e cominciato a preparare le vie di accesso al sito, tagliando una porzione del bosco. Ma contro il progetto c’è una massiccia mobilitazione di comitati, ambientalisti, lista civica e una parte di cittadini. Che contesta: «L’eolico? Un affare solo per i privati». Ma Fontanelli ribatte: «Un’opportunità».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: