La tutela dei parchi nazionali e della biodiversità nel meridione di Italia

INCONTRO GRUPPO PARCHI E BIODIVERSITA’
ROMA, 14 MAGGIO 2012
Non potendo partecipare all’incontro, invio questo mini- dossier sul problema della tutela dei parchi nazionali e della biodiversità, in preparazione della settimana dei paesaggi sensibili montani
Teresa Liguori, Consigliera Nazionale Italia Nostra Onlus

Bosco della Sila

Taglio alberi della Sila

Sila, Parco di Montescuro

Situazione del parco nazionale del Pollino
L’istituzione di un Parco nazionale, con tutte le leggi di tutela che lo dovrebbero governare, in primo luogo la legge quadro 391/94, non è stata misura sufficiente a garantire la protezione e la conservazione dell’ecosistema all’interno del parco nazionale del Pollino. Tutt’altro.
Versante Calabria
Mancati controlli, interventi autorizzati di tagli boschivi e progetti di “valorizzazione”, a nostro avviso non coincidenti con le finalità prioritarie di conservazione degli habitat e tutela degli ecosistemi, hanno provocato, e continuano a farlo, gravissimi danni all’ecosistema ed alla biodiversità ormai rara del parco. E’ tuttora inesistente una politica della gestione dell’area naturale protetta tesa all’acquisizione pubblica dei complessi boscati di valore naturalistico sia di proprietà privata, sia di proprietà pubblica che scongiuri il depauperamento delle foreste a scopo di profitto, mentre le foreste di proprietà comunale sono oggi minacciate dai tagli forestali a scopo economico.
Da alcuni anni a questa parte prosegue all’interno del parco del Pollino un’incessante opera di deforestazione “sistematica” di alcune aree protette; in particolare, si tratta di tagli forestali molto intensi nella valle del fiume Argentino, affluente del Lao, una delle aree più selvagge e meglio conservate (del parco).
L’esecuzione di un nuovo invasivo progetto dell’Ente Parco, denominato “ripristino sentieristica luogo il Fiume Argentino”che prevede la realizzazione di ben 11 ponti e di una strada lungo il fiume, quanto mai devastante e deturpante, hanno avuto conseguenze gravissime per l’habitat fluviale, situato in area protetta SIC e ZPS e quindi facente parte della rete Natura 2000, ed inoltre Riserva naturale dello Stato gestita dal CFS.
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