Archivi Mensili: giugno 2012

Consegna delle firme per fermare l’inceneritore di Selvapiana

COMUNICATO – RACCOLTA FIRME
Associazione Valdisieve
Comitato Valdisieve
Vivere in Valdisieve

COMUNICANO che
Sabato 23 Giugno 2012, alle ore 10.00 effettueranno la prima consegna delle FIRME dei cittadini della Valdisieve AL SINDACO DEL COMUNE DI RUFINA invitandolo a fermare i lavori per la costruzione del NUOVO INCENERITORE PREVISTO IN LOCALITA’ SELVAPIANA prendendo in seria considerazione la possibilità di valutare l’alternativa di impianti a freddo non finalizzati alla produzione di CDR, ma al reale recupero di materia prima seconda senza produrre danni ai cittadini e al territorio.
INOLTRE cittadini della Valdisieve invitano gli amministratori a impegnarsi su tutto il territorio per:

  • la riduzione dei rifiuti
  • la raccolta porta a porta
  • il recupero di materia ( in quanto le materie prime sono comunque in fase di esaurimento);
  • il riciclaggio effettivo;
  • l’ulteriore selezione in TMB;
  • la creazione di un centro di ricerca e riprogettazione secondo il principio “dalla culla alla culla” in modo da riutilizzare/riciclare anche i prodotti più difficili, come per esempio i pannolini (progetto Pampers-Vedelago);
  • la progettazione di una “società del riciclaggio” come chiesto dall’UE;
  • l’introduzione della tariffa PUNTUALE che rispetti il principio di “chi più produce, più paga”.

Tutte azioni a cui l’UE fa riferimento sia attraverso le sue Direttive (2008/98/CE) che attraverso STRATEGIE ( come Europa 2020) che con le varie RISOLUZIONI del PE – votate a partire dal 20 aprile scorso (come la 2011/2068(INI)), in cui per la prima volta si arriva a porre all’ordine del giorno la necessità di produrre uno smaltimento “prossimo allo zero” e invita, per ragioni economiche e per un impiego efficiente delle risorse, gli Stati membri ad introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e ad abolire progressivamente l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili entro il 2020.

ASSOCIAZIONE VALDISIEVE
COMITATO VALDISIEVE
ASSOCIAZIONE VIVERE IN VALDISIEVE

assovaldisieve@gmail.com
comitatovaldisieve@libero.it
vivereinvaldisieve.it

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Battaglia di Anghiari, Montanari: “Renzi si occupi di asili”

Fonte: Ansa

Lo storico dell’arte: “Il sindaco ha tentato di bypassare
la normale procedura.
Il ministro ha fatto bene a fermare questa forzatura”

“Una volta tanto, in questa vicenda, ha vinto il rispetto delle regole”. Così lo storico dell’arte Tomaso Montanari, tra i firmatari di un appello sottoscritto mesi fa da numerosi intellettuali per bloccare la ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo, ha commentato le dichiarazioni del ministro Lorenzo Ornaghi, che ha ricordato come spetti alla Sovrintendenza per il polo museale fiorentino decidere se le indagini devono proseguire. Montanari ne ha parlato a margine di un’iniziativa al Gabinetto Viesseux di Firenze.
“Renzi – ha detto Montanari – ha tentato di bypassare la normale procedura che prevede di riferirsi alle Sovrintendenze, scrivendo direttamente al ministro, e dunque bene ha fatto Ornaghi a fermare questa forzatura e a ricondurre la conduzione dell’indagine nell’alveo delle regole. Il primo cittadino di Firenze impari da questa vicenda: le ricerche scientifiche non sono condotte dai sindaci e autorizzate dai ministri, ma portate avanti dagli scienziati e autorizzate dalle Sovrintendenze.
Meglio farebbe ad occuparsi di asili e strade”. Anche lo storico dell’arte Salvatore Settis, presente con Montanari al Viesseux (e anche lui tra i firmatari dell’appello), ha espresso una sia pur fugace opinione sugli ultimi sviluppi del caso. “Forse bisognerebbe chiedersi – ha detto – come mai Ornaghi è venuto a dire a Firenze una cosa che avrebbe potuto dire, e da tempo, a Roma”.

Manifestazione “Sapori e Saperi”, San Lorenzo Bellizzi

L’Associazione “ I ragazzi di San Lorenzo Bellizzi”
in collaborazione con l’amministrazione comunale
di San Lorenzo Bellizzi
presentano la seconda Edizione di
SAPORI E SAPERI DI SAN LORENZO BELLIZZI
MARTEDI’ 6 E MERCOLEDI’ 7 AGOSTO 2012 DALLE ORE 19:00

San Lorenzo Bellizzi, villaggio calabrese a 830 metri di altitudine, immerso tra i boschi del Pollino, le timpe e le gole del Raganello. Offre le sue specialità gastronomiche preparate da mani sapienti con prodotti del suo meraviglioso territorio.
Pane, pasta, carne, verdure, legumu, formaggio, ricotta, prosciutto, sopressata, salsiccia, olio, sono tipici di un’antica cultura contadina ed esclusivamente di produzione locale. Il vino proviene dal circondario ma sempre dal territorio del Parco nazionale del Pollino.
Davanti alle porte delle loro case, lungo le viuzze a gradoni dell’antico paese dove un tempo risuonavano i ferri degli zoccoli dei muli, le donne di San Lorenzo vi inviteranno ad assaggiare “i crispeddr, i cannaricchil, a pitta cunzata” ed altre specialità tramandate dalle loro nonne e preparate nelle cucine domestiche.
In un recinto saranno visibili animali ed attrezzi della civiltà contadina e silvo-pastorale. Mentre nel centro storico artigiani ed artisti, musica e ballerini completeranno il quadro della cultura locale.
Nelle piazze del paese saranno in vendita i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento sanlorenzani. La serata del 7 agosto si concluderà con l’estrazione dei biglietti vincenti della riffa “Saperi e Sapori 2012” e l’esibizione del gruppo musicale “Akalandros”.
Ai visitatori, che potranno lasciare l’auto in parcheggi opportunamente previsti, verrà fornita una piantina che li guiderà alla scoperta dei saperi e dei sapori di San Lorenzo Bellizzi.
Per godersi le bellezze paesaggistiche e naturalistiche  si consiglia di arrivare nelle ore diurne.
Per ragioni organizzative si prega quanti intendono partecipare di contattare i seguenti numeri:
0981/993050,
cell: 3453429896;
oppure inviare una e-mail all’indirizzo:
iragazzidisanlorenzobellizzi@gmail.com

“Tav Firenze, la scoperta delle terre”

Italia Nostra Firenze approva il testo redatto dai
Comitati e volentieri diffonde.

CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI CITTADINI-FIRENZE 

In risposta alle interrogazioni presentate nei giorni scorsi da alcuni consiglieri regionali della stessa maggioranza circa il destino delle terre di scavo del Passante AV di Firenze l’Assessore regionale ai Trasporti Luca Ceccobao ha detto che nella ex Cava di lignite di Santa Barbara in Valdarno andranno mediante trasporto su rotaia, 1.350.000 mc. di terra proveniente dallo scavo della stazione Foster. Il materiale classificato come rifiuto pari a 1.500.000 mc prodotto dallo scavo dei due tunnel per il quale si impiegano additivi chimici, verrà, invece, trasportato su camion, trattato e recuperato in discariche per il momento fuori della Toscana.
In ogni caso ha aggiunto Ceccobao “la classificazione definitiva dei materiali di risulta dallo scavo di galleria non può che essere di competenza del ministero dell’Ambiente”.
Analoghe interrogazioni sullo stato dei lavori nei cantieri AV, presentate da consiglieri dell’ opposizione in Consiglio comunale, hanno avuto risposte elusive da parte dell’Assessore alle Infrastrutture Massimo Mattei.
La sostanziale incertezza sulla destinazione delle terre di scavo dimostra tutta l’approssimazione di questo progetto e in particolare del Piano di Gestione delle Terre del Passante e della Stazione AV definito nell’ambito della VIA e nel progetto riguardante la ex Cava di lignite di Santa Barbara approvato nella Conferenza dei Servizi del marzo 1999, la quale a questo punto dovrebbe essere invalidata.
Se è vero che da quando è scaduta la clausola di recesso per Scavalco, Passante di Firenze e Nuova Stazione AV (luglio 2008) i lavori per il nodo fiorentino sono diventati giuridicamente irreversibili, si deve però considerare che:

  • l’entrata in funzione della fresa a Campo di Marte prevista per il settembre 2011 è al momento rimandata di più di un anno
  • i lavori per la stazione Foster iniziati nell’ottobre 2010 procedono con molta lentezza anche se la loro conclusione è fissata al settembre 2016 
  • non si sa dove mettere più di metà delle terre di scavo, una quantità enorme che dovrebbe circolare su camion in città e per mezza Italia.

Basandosi sui numerosi accordi stipulati tra TAV spa, Ferrovie dello Stato, Comune di Firenze e altri Enti locali e Ministeri in un periodo compreso tra il 1995 e il 2011, i danni economici del ritardo maturato – per non parlare della eventuale cancellazione dell’opera – potrebbero essere pesanti per la collettività. Una valutazione sarà possibile, quando si disporrà del piano di recupero e di rientro temporale dell’impresa esecutrice vincitrice dell’appalto nel 2007.
Anche senza considerare le numerose irregolarità del progetto e i rischi sismici e idrogeologici prodotti da lavori che si annunciano infiniti a tutto vantaggio delle aziende costruttrici, questa incredibile imprevidenza progettuale, per un’opera equiparabile per importanza agli interventi del Poggi per Firenze capitale, basterebbe da sola a giustificare una sospensione dei lavori, in attesa di far chiarezza sul problema dello smaltimento dei materiali di risulta.
Tornano fuori così i vizi di origine di un progetto i cui risultati sotto il profilo dei servizi e della funzionalità ferroviaria e urbana saranno disastrosi.
In proposito si continua a sostenere, soprattutto da parte dei vertici della Regione Toscana, che una volta aggiunti due binari sotto terra si potrà riservare la rete di superficie per il trasporto regionale e metropolitano connettendo con treni non stop i capoluoghi di provincia e le maggiori stazioni ferroviarie con l’alta velocità nazionale. Ma le cose non stanno così, come ammettono ormai le stesse Ferrovie, perché le vere criticità del Nodo non vengono affatto sanate da questi faraonici lavori.
Nel caso però che alla fine, per un motivo o per l’altro, si giungesse ad una sospensione a tempo indeterminato dei lavori sarebbe auspicabile un intervento della Corte dei Conti per far pagare le conseguenze di una simile catena di insufficienze progettuali e di insipienza amministrativa in primo luogo a quegli amministratori che nel corso degli anni hanno sostenuto, e anche adesso continuano a sostenere a spada tratta, un’opera così chiaramente insostenibile

Il Ponte sullo Stretto non è prioritario

Passera: «Ponte non è prioritario»
E il Pdl s’infuria: «Malissimo»

19 giugno 2012

Il ponte sullo stretto di Messina non è un’infrastruttura prioritaria. A sottolinearlo è il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera, ai microfoni di ‘Radioanch’io’. Sul ponte di Messina «non c’è una scelta definitiva. Io non lo considero tra le infrastrutture più prioritarie a cui dedicarci», ha spiegato.
Poche parole, che bastano a scatenare le ire dentro il Pdl – che del Ponte, si sa, aveva fatto una bandiera. Altero Matteoli: «Passera ogni giorno cambia i numeri sul decreto sviluppo. Gli 85 miliardi attivabili annunciati venerdì oggi si sono ridotti a 30-40. Lo stesso refrain ha utilizzato sui fondi per le infrastrutture, prima 20, poi 100 miliardi. Poco male, anzi male. Malissimo, invece, l’altro annuncio odierno arrivato dopo 8 mesi di studi e di riflessioni sul Ponte sullo Stretto che il superministro considera non essere un’opera prioritaria».
Per l’ex ministro «in effetti, si era capito già a novembre scorso – ha aggiunto – che questo governo avversava la realizzazione del Ponte. L’idea che il manufatto non venga ritenuto prioritario è un grave errore e dimostra che il ministro ed il governo non siano lungimiranti ed abbiamo una visione ragionieristica e apolitica sulle infrastrutture. Noi continueremo a sostenere che il Ponte vada realizzato perché rappresenta un volano di crescita non solo per l’intero Sud ma per tutto il Paese e l’Europa. E, inoltre, Passera ha verificato l’entità del danno che deriverebbe al bilancio dello Stato in caso di stop dell’opera per le penali da pagare alle imprese che dovrebbero realizzare il Ponte?».
Catanolo, coordinatore provinciale Pdl di Catania, la butta sul sentimento. «Solo chi non ha idea di cosa sia l’interesse nazionale e solo chi non ha a cuore l’unità della Nazione, a partire dalla differenze con cui è stata costituita, può fare un’affermazione del genere sul Ponte sullo Stretto», dice. Dimenticandosi di tutti gli anni passati a rincorrere Bossi, che dell’unità, diciamo, ha (e ha avuto) tutt’altra idea.

Agsm Verona nel mirino dell’Authority

Fonte: Cronache
Di: Paolo Fior

Correttezza e rispetto delle regole non sembrano in cima alla lista delle priorità di Agsm Verona. Anzi, a ben vedere la storia recente del gruppo è costellata di sanzioni per violazioni di ogni genere e grado. Si va dalla condanna Antitrust del 2010 per la mancata separazione societaria nonostante il gruppo operasse in regime di monopolio nell’erogazione del servizio di illuminazione pubblica (pare un peccatuccio veniale, in realtà Agsm non potrebbe operare al di fuori del territorio veronese), a violazioni di carattere tariffario per le quali l’Authority per l’Energia ha condannato il gruppo al pagamento di sanzioni per oltre 112mila euro (clicca qui per scaricare il documento). Da ultimo le cose più gravi: il 17 novembre scorso l’Authority per l’Energia ha avviato procedimenti nei confronti di Agsm VeronaAgsm Distribuzione e Agsm Energia per violazioni degli obblighi di separazione funzionale e contabile e per violazioni in materia tariffaria. Dagli accertamenti preliminari, condotti dall’Authority anche con un’ispezione della Guardia di Finanza, emergonofatti gravissimi: dai verbali del consiglio di amministrazione risulta che Agsm Distribuzioneha svolto l’attività di distribuzione senza l’autonomia decisionale e gestionale imposta dalla normativa e senza rispettare i criteri di efficienza, economicità, neutralità e non discriminazione previsti per promuovere la concorrenza nel settore dell’energia. Inoltre, come risultato dalla verifica ispettiva, i costi di manodopera sarebbero imposti dalla capogruppo a tutte le società del gruppo. La normativa prescrive che le società di distribuzione dell’energia debbano essere gestite da un Gestore Indipendente che peraltro dovrebbe limitare l’accesso alle informazioni “commercialmente sensibili” da parte di personale e aziende che non operano sotto la sua direzione e prescrive anche l’adozione di sistemi di tracciabilità dell’accesso a tali informazioni. Non solo: è previsto che le richieste di accesso debbano avvenire in forma scritta e debbano essere protocollate in un registro accessibile in ogni momento all’Autorità stessa. Dall’ispezione della Guardia di Finanza è invece emerso che Agsm Distribuzione non ha posto in essere limitazioni efficaci all’accesso delle informazioni commercialmente sensibili, né ha predisposto un piano finalizzato alla separazione fisica della banca dati, con l’aggravante che dai verbali del consiglio d’amministrazione “risulta una preordinata volontà dei vertici di Agsm Distribuzione di condividere con la capogruppo la soluzione della cosiddetta questione informatica peraltro nel senso di un rallentamento della messa a regime del nuovo sistema gestionale, pur nella consapevolezza del problema legato al rischio sanzioni”.
Insomma, comportamenti gravissimi, ma non basta. Dall’ispezione della Guardia di Finanza sono emerse anche violazioni in tema di separazione contabile e in particolare nella deliberazione dell’Authority si legge che “le operazioni di finanziamento infragruppo avvengono in favore della capogruppo e della Agsm Energia a condizioni diverse da quelle di mercato ed in particolare senza limiti di fido e piani di rimborso”. Quest’ultimo aspetto è di particolare rilevanza, perché apre un inquietante spaccato sulla contabilità del gruppo controllato al 100% dal Comune di Verona e di cui – come ho già osservato nel post precedente – non si capisce chi decide (e chi controlla) cosa. Di più: l’Authority rileva che“non ci sono contratti formalizzati relativi alle attività di finanziamento intercompany”e che “non esiste documentazione ufficiale circa le modalità di dettaglio per la determinazione del pricing”.
A questo punto sarebbe interessante capire qualcosa di più sui bilanci di questo gruppo e sucosa ha da dire PricewaterhouseCoopers che quei bilanci certifica. Voce in capitolo dovrebbe averla anche l’azionista, cioè il Comune guidato dal sindaco leghista Flavio Tosi, che ha messo alla guida del gruppo uno dei suoi fedelissimi: il ragionier Paolo Paternoster. Di questo parleremo prossimamente, intanto chi fosse interessato ad approfondire può scaricare da qui  il documento dell’Authority.

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