Geotermia: dibattito sulla nuova centrale Enel a Bagnore

Fonte: Il Cottadino online
Di Fabrizio Pinzuti 

Non ci sono le condizioni per ulteriori sviluppi della geotermia sull’Amiata,
dicono i comitati ambientalisti

Geotermia: dibattito sulla nuova centrale Enel a Bagnore

PIANCASTAGNAIO – I comitati aderenti ad SOS Geotermia, coordinamento dei movimenti per l’Amiata, chiedono alla Regione Toscana che rispetti e faccia rispettare ad ENEL quello che è stato sottoscritto nel protocollo d’intesa del 2009, nella parte in cui contepmlava che ”la previsione di sviluppo dell’attività geotermica resta subordinata alla verifica, sul piano scientifico, delle condizioni di assoluta salubrità della coltivazione geotermica”.  La richiesta, espressa in un lungo e articolato documento, si giustifica nel fatto che, a giudizio dei comitati, “in questi anni è stato ampiamente dimostrato che queste condizioni non esistono”. Riprendendo alcuni spunti emersi in un incontro pubblico svoltosi il 20 luglio a Piancastagnaio, uno dei luoghi in cui sarebbe previsto in un prossimo futuro un potenziamento dell’attività geotermica, i comitati ricordano che “il 18 luglio si è tenuto presso la Regione Toscana un contraddittorio avente per oggetto la VIA (valutazione di impatto ambientale n.d.r.) di Bagnore 4, la centrale da 40 MW che andrebbe a triplicare lo sfruttamento geotermico di ENEL Green Power nel versante grossetano portandolo a 60 MW (l’attuale centrale di Bagnore 3 è di 20 MW). Sono stati invitati i vari soggetti che negli anni hanno presentato osservazioni alla costruzione di questa centrale, il cui progetto, vecchio e superato dagli sviluppi tecnologici del settore, in particolare per quanto riguarda gli impianti binari o ad emissioni zero, risale niente meno che al 2005, più volte modificato ed oggi stravolto con semplici integrazioni volontarie presentate dal proponente. Erano presenti anche alcuni amministratori dell’Amiata ed è stato il sindaco di Arcidosso a leggere un comunicato, proposto come documento condiviso da tutti i sindaci del versante grossetano, con il quale venivano ancora espresse preoccupazioni visto che permangono problemi e rischi. Le divergenze sono subito emerse con l’intervento del sindaco di Santa Fiora, che prima ha detto di condividere il documento unitario, poi ne ha letto un altro, dove si diceva esattamente l’opposto, sollecitando la costruzione della centrale. Gli interventi dei rappresentanti dei Comitati, delle Liste civiche e del WWF sono stati precisi e puntuali: non sono stati presentati giudizi o valutazioni personali, ma tutto quello che è stato detto è stato tratto da documenti, redatti dagli organi regionali, o risultati di studi e ricerche svolte su incarico della Regione. È stata riaffermata la pericolosità della geotermia sull’Amiata non solo per l’ambiente, l’acqua, l’aria e il suolo, ma anche per la salute della gente. Non solo gli studi condotti non hanno chiarito i problemi e i rischi derivanti dallo sfruttamento geotermico in questo territorio, ma hanno ampiamente confermato quello che ormai da tempo si viene denunciando e che si trova scritto in decine di documenti, spesso ignorati proprio da coloro che avrebbero il dovere di tutelare le nostre comunità. La geotermia nel corso degli anni ha contribuito a ridurre l’acquifero potabile di oltre 200 metri e questo danno sta continuando, come dimostrano anche gli ultimi dati del piezometro di Poggio Trauzzolo, che ci dicono che dal luglio 2011 al febbraio 2012 il livello della falda è sceso di altri 6 metri. Anche i redattori dell’ultimo studio modello Mobidic con il quale si indagava la dinamica, ossia le oscillazioni della superficie dell’acquifero, nelle loro conclusioni dicono che queste non possono dipendere soltanto dalla fluttuazioni climatiche, “ma che possa potenzialmente giocare un ruolo anche una fluttuazione della pressione inferiore” (dovuta allo sgonfiamento dei cuscini geotermici). Per non parlare poi della qualità dell’acqua e dell’aumento dell’arsenico registrato negli ultimi anni, come denunciano anche i documenti dell’Acquedotto del Fiora, di Arpat e delle Asl. Ma non sono soltanto questi i problemi; la VIA di Bagnore 4, a giudizio dei Comitati, non può essere autorizzata perché non lo consentono neppure gli atti ufficiali della Regione Toscana, in particolare la delibera della G.R. n. 344 del 2010. ENEL non riesce a rispettare i valori limite di emissione stabiliti dal quel provvedimento e lo confermano espressamente i dati sulle quantità di inquinanti, riportati nelle sue ultime integrazioni volontarie del Febbraio 2012. Neppure i miglioramenti impiantistici riescono ad abbattere l’enorme quantità di ammoniaca che viene emessa dalla centrale di Bagnore 3: nel 2005 addirittura 550 kg/h, a fronte dei 10 kg./h prodotti da tutte le altre centrali geotermoelettriche. E se le quantità sono così grandi Enel non potrà mai rispettare il limite di 2 Kg/h. Né migliori sono le previsioni per l’acido solfidrico (H2S), già estremamente alto nella centrale di Bagnore 3 e che, dicono, andrebbe ad aumentare ‘soltanto’ del 35%, come si trattasse di una sostanza benefica per la salute; discorso analogo per il mercurio. Non ci sono le condizioni per ulteriori sviluppi della geotermia sull’Amiata. I danni che già vengono evidenziati ci dicono che non sono sostenibili neppure le centrali esistenti, tra l’altro mai sottoposte alla VIA”.

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