Petrini: “Fermare il consumo di suolo libero”

Fonte: Casa&Clima

Appello del fondatore di Slow Food per una moratoria contro il cemento e contro gli impianti fotovoltaici su aree agricole

Occorre emanare “una moratoria nazionale contro il consumo di suolo libero”, perché “se la terra agricola sparisce il disastro è alimentare, idrogeologico, ambientale, paesaggistico”.
A lanciare la proposta, comparsa oggi sulle pagine del quotidiano La Repubblica, è Carlo Petrini, gastronomo, giornalista, scrittore e fondatore del movimento culturale Slow Food.
Enorme consumo di territorio
Nel suo articolo Petrini lancia un grido d’allarme sul consumo impressionante del territorio italiano: dal 1950 è andato perso in Italia il 40% della superficie libera, e dal 1990 al 2005 “si sono superati i due milioni di ettari di terreni agricoli morti o coperti di cemento”. La selvaggia e incontrollata occupazione del suolo libero riguarda ormai ogni Comune, Provincia e Regione d’Italia e viene accelerata, scrive Petrini, anche da alcune iniziative del Governo e delle amministrazioni locali, come ad esempio il Piano Casa.
No agli impianti fotovoltaici su aree agricole
Il fondatore di Slow Food punta il dito non solo contro il proliferare incontrollato dei centri commerciali, delle shopville, delle aree residenziali in campagna, dei nuovi quartieri periferici, ma anche contro l’installazione selvaggia di parchi eolici e di impianti fotovoltaici su terreni agricoli. “I pannelli fotovoltaici a terra inaridiscono completamente i suoli in poco tempo, provocano il soil sealing, cioè l’impermeabilizzazione dei terreni” scrive Petrini, osservando come sia stupido dedicare agli impianti fotovoltaici “immense distese di terreni coltivabili in nome di lauti incentivi, quando si potrebbero installare su capannoni, aree industriali dismesse o in funzione, cave abbandonate, lungo le autostrade”.
Eolico in odore di mafia
Quanto all’eolico selvaggio, Petrini lo definisce “sovradimensionato, sovente in odore di mafia e sprecone”, ma poi ci tiene a precisare che il suo non è un articolo contro il fotovoltaico o l’eolico, ma “contro il loro uso scellerato e speculativo”.
Serve una moratoria
Di fronte a un consumo del territorio che pare inarrestabile, Petrini invita i cittadini a mobilitarsi per dire basta e propone una moratoria nazionale che i ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e dei Beni Culturali dovrebbero rendere ufficiale congiuntamente.

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