L’eolico divide, polemica accesa tra sostenitori ed accusatori

Fonte: Adnkronos

Tra le accuse mosse all’energia del vento troviamo rumore e incendi, ma anche danni all’agricoltura, all’avifauna e addirittura
alla salute umana

Roma, 7 set. – (Adnkronos) – L’eolico divide. Tra sostenitori e accusatori, è difficile capire dove pende realmente l’ago della bilancia. Tra le accuse mosse all’energia del vento troviamo: rumore e incendi. Ma anche danni all’agricoltura, all’avifauna e addirittura alla salute umana. A parlare dei rischi è il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi. In generale, spiega Nadia Bartoli, presidente del Comitato, “siamo favorevoli alle energie rinnovabili ma non agli impianti industriali che provocano seri danni all’agricoltura, all’ecosistema ma anche alla salute umana”.
Il rumore prodotto dell’eolico, ad esempio, “non è solo il sibilo. Le pale, infatti, producono anche degli infrasuoni che sono molto più pericolosi perchè possono comportare mal di testa, depressione, ma anche danni celebrali e problemi tumorali”. Per non parlare degli animali: “i pipistrelli vengono attirati da questi ultrasuoni e ci sono video che mostrano uccelli falciati dalle turbine”.
Inoltre, questi impianti, eolico ma anche fotovoltaico, “sono soggetti ad incendi”. Insomma, “si rischia la vita”. Ma è veramente così? Secondo il presidente dell’Anev, l’Associazione nazionale energia dal vento, siamo di fronte “ai falsi miti del nostro mondo” e lo dimostra il fatto che “non ci sono impianti eolici che abbiano subito un’opposizione territoriale tanto da non realizzare la costruzione”.
La polemica, dunque, commenta “è più ideologica e poco legata al territorio come dimostra anche una recente indagine realizzata dall’istituto Ispo, guidato da Renato Mannheimer, secondo cui l’accettabilità sociale dell’eolico è vicina all’82%”. Un dato che “sostanzialmente è rimasto invariato negli anni”. E non solo: “l’indagine dimostra anche che l’accettabilità cresce nelle popolazioni che vivono vicino a questi impianti”. Per Togni, inoltre, la rumorosità degli impianti non è più un problema viste le moderne tecnologie. Ma non tutti sono d’accordo.
Come ad esempio gli abitanti di Campomaggiore, in provincia di Potenza, che da anni si battono contro la presenza di 7 turbine eoliche che sovrastano il comune. Quanto ai problemi legati all’avifauna, Togni rassicura: “gli associati sono tenuti ad evitare di installare impianti dove è presente fauna selvatica di pregio o rischio di estinzione”. Nessuna controindicazione per l’eolico, neanche per Alfredo Lavagnini, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr: Il ricercatore, infatti, sottolinea che in Danimarca e Olanda i grandi parchi eolici non solo non sono rumorosi, ma convivono tranquillamente con le attività agricole e di pastorizia.
La grande questione, però, secondo Mariagrazia Midulla, responsabile policy clima ed energia del Wwf Italia, “è che ci deve essere una programmazione del territorio, per evitare di occupare dei terreni importanti per l’agricoltura ma anche per la biodiversità”. In questo contesto, conclude, “hanno ruolo importante le regioni che negli ultimi decenni non hanno fatto il loro lavoro”.

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