Bretella Lastra a Signa-Prato ci sono 9 indagati

Ancora a proposito di infrastrutture inutili per i più e dannose per l’ambiente, ma estremamente vantaggiose per i pochi e soliti noti!

Fonte: Repubblica Firenze
Di: Franca Selvatici

Le loro aziende avrebbero incassato il finanziamento regionale per realizzare l’infrastruttura che non è mai stata fatta. Tra i coinvolti Fusi di Btp, Vanni e Minischetti di Consorzio Etruria, Borgia e Bicchi, ad e presidente di Sit, la società creata per fare i lavori

La procura di Firenze ha indagato 9 persone nell’inchiesta sulla bretella Lastra a Signa-Prato, che doveva essere costruita a partire del 2006. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 316 bis del codice penale, quello che prevede la malversazione ai danni dello Stato. Si tratta del reato di chi riceve fondi pubblici per opere che non realizza.
Il 23 ottobre 2006 la Regione Toscana ha erogato 28,9 milioni di euro alla Sit, società infrastrutture toscane, la spa che era stata costituita per realizzare l’opera. In realtà quei soldi sono serviti ad alcuni dei soci per coprire i propri debiti. In particolare sono tre aziende costruttrici ad aver messo in pratica secondo le accuse la malversazione: Consorzio Etruria, Coestra e Btp. La Btp ha ricevuto 14,4 milioni e li ha usati per estinguere due finanziamenti a breve ricevuti da Unicredit; il Consorzio Etruria ha avuto 7,2 milioni con cui ha estinto debiti e pagato fornitori; Coestra, che faceva parte di Ergon, ha incassato altri 7,2 milioni, che sono serviti sempre a estinguere debiti oltre che a pagare Anas e la stessa Ergon. Dopo cinque anni, cioè il 21 novembre 2011, la Regione dopo che la procura ha avviato l’indagine ha rescisso il contratto e chiesto la restituzione del contributo.
Tra gli indagati per la distrazione di fondi pubblici ci sono Ruggero Borgia, ad di Sit, (e anche della Sat, che realizza la Livorno-Civitavecchia), Riccardo Bicchi, presidente della Sit, ed ex assessore regionale e presidente dell’aeroporto di Firenze, Riccardo Fusi di Btp, e vari ex amministratori del Consorzio Etruria tra cui Luigi Minischetti e Armando Vanni.
Nel frattempo prosegue il filone d’inchiesta sulla presunta corruzione dell’ex assessore regionale Riccardo Conti. Sarebbe stato compensato per i favori fatti al socio principale della Sit, cioè Autostrade, con la nomina nel fondo d’investimenti F2i di Vito Gamberale, a suo tempo presidente di Autostrade, che è stato archiviato dall’accusa di corruzione sempre in questo procedimento.

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