Eolico in Calabria – Dirigente insiste: “Firmate, mi avete rotto i coglioni!”

Fonte: Oggi notizie

Un’inchiesta scottante, denominata “Eolo”, che aveva avuto inizio da alcune intercettazioni telefoniche del cellulare di un imprenditore di Cosenza, Mario Nucaro, dalle quali si era poi messo in evidenza un apparato criminale che coinvolgeva altri imprenditori, politici, funzionari della pubblica amministrazione, in un diffuso sistema dominato dalla corruzione.
Nell’avviso di conclusione indagini, il sostituto procuratore Villani evidenzia a sua volta pesanti implicazioni nei confronti dell’ex vicepresidente Adamo, che avrebbe strumentalizzato il suo ruolo per intervenire direttamente, per nomine in in ruoli chiave dell’amministrazione e per condizionare l’esito di procedimenti amministrativi nonché di regolamenti favorevoli nei riguardi dei privati corruttori. Insomma, chi teneva i contatti con gli imprenditori e chi, come il dirigente Misiti, era di fatto il braccio esecutivo che agevolava le pratiche amministrative. E proprio in merito a questo, lo stesso Carmelo Misiti, ex dirigente del Dipartimento Economia è stato a sua volta intercettato in un’occasione in cui si doveva concludere un affare conveniente: “Adesso mi avete rotto i coglioni, qua dovete firmare, mettete qualche appiglio che volete voi, però oggi la conferenza si deve chiudere, il parco eolico è una cosa importante e deve passare perché questo è il volere di Nicola Adamo“.
Ora Misiti è fra gli indagati della maxi inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro Carlo Villani, che ipotizza i reati di associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e minaccia. Le accuse rivolte a Nicola Adamo, già coinvolto nell’inchiesta “Why Not”  di Luigi De Magistris e assolto in primo grado, sono contenute nell’attuale avviso di conclusione indagini. Adamo sarebbe il terminale di una tangente di 2 milioni e 400mila euro della quale gli agenti della Digos sono riusciti a ricostruire il pagamento dell’ultima trance da 912mila euro. In pratica, il 2% del totale valore dell’impianto “Pitagora”. Un accordo che avrebbe favorito imprenditori e politici, e che sarebbe stato concluso nell’agosto 2005 negli uffici della Regione. Una riunione in cui Nicola Adamo avrebbe affermato: “Volete investire in Calabria? Allora voi della ERG non avrete alcun tipo di problema…”

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