Archivi Mensili: novembre 2012

Modello Tav, il debito che piace ai tecnici

Fonte: MicroMega
Di: Francesca De Benedetti

Dietro l’alta velocità si nasconde un meccanismo di privatizzazione dei profitti e di socializzazione delle perdite. A pagare gli ingenti costi infatti sono i cittadini, a testimoniarlo la Corte di Cassazione la quale ha decretato che i “debiti” del Tav verranno pagati dalle generazioni future fino al 2060.
Privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite, il sistema Tav docet. Nel silenzio generale dei media mainstream. E se per i “tecnici” ridurre il debito corrisponde a ridurre la spesa pubblica attraverso il dimagrimento o persino lo smantellamento dello Stato sociale, per sfatare la convinzione tacita e diffusa che rigore significhi sottrazione al pubblico e alla sua dimensione occorre parlare proprio del Tav.
Una scelta che potrà stupire, in un contesto in cui la rappresentazione sociale veicolata dai media relega spesso al silenzio questo tema, e in ogni caso predilige le chiavi semantiche e interpretative della “violenza”, della “tensione”, lasciando spazio comunque più alle azioni che alle ragioni. Nel caso del Tav e dei movimenti ad esso contrari – ma anche nel caso di altre manifestazioni di contestazione che avvengono in Italia quanto in Grecia e altrove – la stampa ci consegna la realtà (semmai decide di raccontarla) attraverso il linguaggio della violenza, con modalità di manipolazione dell’informazione non molto dissimili da quelle già riscontrate negli anni Settanta. L’altra faccia della realtà arriva perciò attraverso la controinformazione, oggi come ieri, e oggi soprattutto grazie alla Rete.
E’ necessario però, per una riflessione compiuta sulla crisi, sollevare il tema Tav dalla dimenticanza generalizzata. Questo perché, come più di ogni altro Ivan Cicconi ha avuto il merito di cogliere e divulgare come dietro la grande opera si nasconda la messa a punto di un potente sistema di ingrossamento e di occultamento del debito pubblico. Di più, questo sistema viene poi replicato e diffuso in altri contesti nazionali e locali. Lo ha affermato la Corte dei Conti: “La vicenda è considerata paradigmatica delle patologiche tendenze della finanza pubblica a scaricare sulle generazioni future oneri relativi a investimenti, la cui eventuale utilità è beneficiata soltanto da chi li pone in essere, accrescendo il debito pubblico. (…) Si pregiudica l’equità intergenerazionale, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali”. Il sistema inaugurato in grande stile con il Tav prende avvio con la dichiarazione che a pagare saranno i privati, e si conclude con spese reali lievitate ai massimi livelli e in sostanza a carico del pubblico, così come il rischio di impresa. Privatizzazione sì, ma dei profitti, e socializzazione delle perdite.
Cliccate qui per continuare a leggere

Annunci

L’eolico selvaggio minaccia il Monte Fumaiolo

Pendici nord-orientali del Monte Fumaiolo: in primo piano i pascoli e le abetine della Cella di S. Alberico, a sin. Le Capanne e il solco della Para, all’orizzonte i rilievi della Val Marecchia. Mentre ci adoperiamo per garantire una tutela adeguata a questi paesaggi di ancestrale bellezza, ecco nuovamente la minaccia dell’eolico selvaggio pendere come una spada di Damocle su di essi. Vittima sacrificale designata questa volta é il Monte Fagiola Vecchia, che si frappone in posizione estremamente panoramica fra Fumaiolo e Val Marecchia. Un sito di notevole interesse paesaggistico, botanico e ornitologico, che sarà nostra intenzione difendere da qualsiasi speculazione affaristica!
WWF Cesena

Stop al parco eolico, l’Ass. Guido di unisce alla battaglia di valori e rinnovamento

Fonte: Pianeta Lecce

L’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, accoglie l’appello del professor Wojtec Pankiewicz, fondatore del Movimento politico-culturale “Valori e Rinnovamento”, per salvare il Parco Eolico nell’area del Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere e del complesso delle Terre salentine.
Pankiewicz aveva lanciato un appello, raccolto anche da Dario Stefano, per dire no “all’alterazione e allo stravolgimento del nostro paesaggio agrario, tratto distintivo del Salento anche sotto il profilo culturale. Diciamo si alla salvaguardia dell’identità territoriale salentina, anche perché, dati ufficiali alla mano, produciamo il 90% in più dell’energia elettrica che consumiamo.”
L’Assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, si è unito alla battaglia: “Fermare il mega impianto eolico che alcuni progetti vorrebbero realizzare nel feudo di Miggiano e ai confini dei comuni di Ruffano e Montesano Salentino, andando a intaccare la piana olivetata e acquitrinosa, cuore di massimo pregio ambientale e paesaggistico del parco naturale dei Paduli anche se non rientra nelle mie più strette competenze assessorili, è un impegno che assumo con convinzione e che intendo portare avanti di concerto con il movimento fondato dall’ex consigliere comunale Pankiewicz. Noi siamo per le energie rinnovabili, sole e vento, ma non per annientare la bellezza paesaggistica, che è un bene non rinnovabile. Con questo mio impegno voglio ricambiare il sostegno dimostratomi da Pankiewicz quando ho espresso la mia intenzione di limitare il proliferare dei parchi eolici anche a Lecce, in particolar modo sulla provinciale per Torre Chianca, a ridosso del Parco Naturale di Rauccio”.
Si tratta di 8 aerogeneratori da 2,5 MW cadauno la cui istanza ha ricevuto nel 2010 la VIA di competenza regionale negativa. Tuttavia, a seguito di ricorso amministrativo da parte della società, il TAR ha imposto al Servizio Ecologia regionale il riesame della VIA negativa; il riesame è stato avviato a settembre scorso, la pratica è ad oggi in comitato VIA e si attende la documentazione da parte della società inerente il censimento degli ulivi, poiché una delle questioni dibattute in udienza è stata proprio quella di accertare la presenza di ulivi monumentali. Si dovrà riunire, pertanto, anche l’apposita Commissione, previa documentazione e censimento da parte del proponente ai sensi della L.R. 14/2007.
“Auspicando che il riesame imposto alla Regione dai giudici amministrativi avvenga nel più breve tempo possibile e non violenti la valutazione tecnica espressa dagli uffici regionali – spiega l’ex consigliere Wojtec Pankiewicz – rivolgo il mio appello e quello di tutto il mio movimento al Tribunale amministrativo affinché possa porre la massima attenzione agli aspetti del paesaggio e a quelli ambientali connessi. Un parco eolico tra i feudi di Miggiano, Ruffano, Montesano, Supersano, Specchia, Casarano, Lucugnano – Tricase, San Cassiano, Scorrano, Surano, Botrugno, Maglie, Cutrofiano, Collepasso e Nociglia rischia di danneggiare il prestigioso mosaico rurale delle contrade, fatto di muretti a secco, antiche masserie, casali – anche recentemente restaurati – bucolici rivi campestri e olivi monumentali. Metterebbe a rischio habitat naturali di grande importanza che ospitano specie animali e faunistiche ormai molto rare e porterebbe alla conseguente compromissione della qualità della vita e della salute dei cittadini a causa dei molteplici inquinamenti provocati da questi aerogeneratori: inquinamento acustico, elettromagnetico e visivo diurno e notturno”.

Impianto eolico Biancarda: è scoccata l’ora della verità

Fonte: Corriere di Romangna.it

Oggi il Tar valuta il ricorso contro l’autorizzazione,
presentato da Wwf e Italia Nostra

VERGHERETO. Scocca l’ora della verità per l’impianto eolico progettato sul crinale del Poggio Biancarda. Oggi il Tar dell’Emilia Romagna esaminerà a Bologna il ricorso presentato da Wwf e Italia Nostra per opporsi all’autorizzazione data dalla Provincia di Forlì-Cesena alla realizzazione di questa opera sul territorio di Verghereto. Le due associazioni ambientaliste sono assistite dagli avvocati Piergiorgio Donati di Rimini e Paolo Donati di Bologna, la Provincia è rappresentata dall’avvocato Giampaolo Dacci di Bologna, mentre gli interessi delle imprese “Biancarda Srl” e “In Vento Srl”, unite nella volontà di portare avanti il progetto, sono tutelati dagli avvocati Mario Bucello, Simona Viola, Giuseppe Broccoli ed Alessandro Martini.
«La sentenza che ci auguriamo a noi favorevole sarà emessa dopo un certo lasso di tempo – fa sapere Ivano Togni, responsabile del Wwf di Cesena – Dopo avere valutato tutte le istanze, passeranno presumibilmente da uno a tre mesi di tempo prima di conoscere la decisione».

Il Comitato Notunneltav scrive a Renzi alla vigilia delle primarie

Le grandi opere inutili non le avrebbe fatte? È sempre in tempo; non servono strizzatine d’occhio in clima elettorale, ma un preciso impegno ad abbandonare progetti sbagliati ed economicamente devastanti a livello nazionale e locale.
Condividiamo e diffondiamo la lettera aperta al sindaco Renzi alla vigilia delle primarie del Comitato Notunneltav Firenze.

Comunicato stampa del Comitato Notunneltav
Firenze 23 novembre 2012
Il Comitato Notunneltav scrive a Renzi alla vigilia delle primarie 

Egregio signor Sindaco,
abbiamo letto in questi giorni le sue dichiarazioni nelle quali sostiene che Lei non avrebbe realizzato “grandi opere inutili” e avrebbe invece destinato le risorse ad altre opere più utili come scuola, sanità e messa in sicurezza del territorio. Ne siamo contenti: è quanto chiediamo da decenni a governi nazionali e locali assolutamente sordi.
Non ci convince per nulla invece che lei si nasconda dietro la foglia di fico: “i contratti sono firmati” e “ci sarebbero penali da pagare” se abbandonassimo i progetti.
Non è mai tardi per fermare opere sbagliate, infrastrutture che non rispondono ad alcuna esigenza concreta, che hanno rischi ambientali elevati, costi altissimi, proprio adesso che il debito pubblico sembra diventare il problema più grave che abbiamo.
Il problema delle “penali”, lo sa bene, non è un problema grave: il committente pubblico, se volesse, avrebbe molte armi per impedire questo problema. Il primo sarebbe non firmare contratti come quelli del Ponte sullo Stretto. Da cittadini vorremmo sapere chi sono i politici e i dirigenti che hanno firmato contratti che sono un capestro per l’erario. Resterebbe soprattutto la possibilità di ricontattare con le ditte costruttrici lavori utili per la collettività.
Ricorderà che il suo concorrente a queste primarie Bersani, nel 2007, durante il governo Prodi, fece la proposta di rescindere i contratti per le linee TAV, allora in fase di ultimazione, sostenendo documentatamente che pagare le penali e stipulare nuovi contratti sarebbe convenuto ai committenti pubblici. C’è chi dice che il governo Prodi cadde anche per questo motivo.
Per questo le chiediamo di non dire più “ormai è tardi”; suona come un espediente per raccattare voti in questa fase elettorale, una stonata scusa cui i cittadini non credono più.
Le ricordiamo anche che a Firenze starebbe per prendere l’avvio lo scavo di un sottoattraversamento ferroviario inutile, pericoloso e costosissimo. Come primo cittadino Lei può opporsi alla realizzazione di questo inutile scempio per le competenze urbanistiche, ambientali e sanitarie di cui dispone.
Questo progetto fiorentino resta caro all’ala del PD rappresentata dal Presidente della Regione Enrico Rossi, ma ha visto anche la sua approvazione quando è stato Presidente della Provincia di Firenze. Come Sindaco, dopo iniziali perplessità, ha firmato nell’agosto 2011 un accordo con le Ferrovie dello Stato e con il Governo per ottenere un tesoretto di circa 90 milioni di euro come “compensazione” in cambio del nulla osta per la devastazione della sua città.
Signor Sindaco, come associazione vorremmo anche ricordarle che il giorno 16 maggio 2012 alcuni esperti di trasporto europei, assieme a due autorevoli difensori del patrimonio artistico e ambientale come Salvatore Settis e Alberto Asor Rosa, scrissero a Lei, alla Regione Toscana e al Governo nazionale una lettera in cui documentavano i rischi del progetto fiorentino, i costi enormi e il pericolo che questi rappresentano per la nostra economia disastrata.
Da parte sua ci fu solo un esplicito silenzio.
Per evitarle inutili ricerche alleghiamo i testi a questa nostra.
Il futuro del nostro paese è piuttosto fosco, infrastrutture come i tunnel di Firenze sono un macigno che rischia di schiacciare ancora di più una società che boccheggia; crediamo che da parte Sua e dei suoi concorrenti in queste primarie sarebbero molto più utili precisi impegni ad abbandonare la follia delle “grandi opere inutili” invece di lanciare messaggi ambigui, strizzatine d’occhio cui non crede più nessuno.
La salutiamo cordialmente.
Comitato Notunneltav Firenze

Oltrarno, è rivolta di quartiere contro i parcheggi interrati

Fonte: Nove da Firenze

Ieri sera nella Sala Leopoldine di Piazza Tasso 9, con 150 persone e gremita fino a esaurimento dei posti, si è svolto un incontro pubblico organizzato dal Comitato di Oltrarnofuturo e Rete No Smog Firenze su ‘le ragioni del no ai parcheggi sotterranei di piazza del Carmine e Brunelleschi.’
Durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche abitanti di Piazza Brunelleschi, sono state ribadite le ragioni di un’opposizione forte e motivata ai due progetti, supportate questa volta anche dai pareri autorevoli dei rappresentanti intervenuti di Medicina Democratica, in ordine alle preoccupazioni su inquinamento e salute pubblica, di Italia Nostra per impatto ambientale e sui monumenti e di sTraffichiamo Firenze per quanto riguarda la mobilità pubblica e privata nei quartieri interessati.
Le motivazioni alla base del NO, sono le seguenti:

  • I lavori di scavo renderanno invivibile il rione di San Frediano e dell’area di S.Maria Nuova e piazza Brunelleschi per anni, causando forti disagi ambientali, idrogeologici e di inquinamento da polveri e da rumore;
  • Preoccupazione e possibili danni per le strutture delle case intorno agli scavi (che potrebbero interessare anche la magnifica chiesa del Carmine);
  • Nessuna utilità per i residenti in quanto i posti auto saranno a pagamento tariffa oraria ‘mordi e fuggi’ (3 euro l’ora), eliminando totalmente gli attuali posti sosta gratuiti per residenti (previsti al Carmine 36 box auto in concessione per 35 anni al prezzo stimato in 65 mila euro);
  • Peggiorerà la qualità della vita nell’Oltrarno, svalutandone il tessuto sociale a favore di una speculazione e di un’idea di città che non tiene in alcun conto le esigenze di chi ci vive, aggravando lo stesso processo già in atto nel rione di S.Croce e nel centro storico;
  • Snaturerà di fatto la ZTl con aumento del traffico e dell’inquinamento diurno e notturno.

Per questo i cittadini riuniti ieri sera nella Sala Leopoldine di Piazza Tasso hanno ribadito la contrarietà e la ferma opposizione alla costruzione dei due parcheggi sotterranei, in piazza del Carmine e Brunelleschi. Hanno inoltre deciso di avanzare al sindaco e all’amministrazione comunale la richiesta di alcuni interventi essenziali per la vivibilità dell’Oltrarno:

  1. spostamento della centralina di rilevazione della qualità dell’aria che attualmente si trova dentro al giardino di Boboli, in via de’ Serragli o via Romana;
  2. allontanamento dalle strade del quartiere di tutti i torpedoni turistici e privati che a vario titolo le percorrono;
  3. ZTL 24 ore su 24.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: