Questione progetto estrazione CO2 in zona “San Paolo”

Fucecchio, 27 dicembre 2012
All’attenzione dei sindaci dei Comuni di Certaldo, di San Gimignano, Barberino Valdelsa

Egregi Signori,
Con la presente, le sezioni Medio Valdarno Inferiore e Siena dell’Associazione Nazionale Italia Nostra intendono lanciare un fermo appello contro la realizzazione del progetto per l’estrazione di CO2 ipotizzato su di un’area di vostra pertinenza.
Nel corso di questo 2012 è emersa infatti la concreta possibilità di realizzare un grosso impianto per l’estrazione di CO2 nell’area così detta ‘San Paolo’ (dintorni di Certaldo). In tal senso e, dopo esserci documentati ed essere stati presenti ad alcune occasioni di incontro riguardo tale emergenza, vi evidenziamo le nostre forti preoccupazioni a riguardo.
A parte il fatto che trattasi di una zona che, come tante altre circostanti potrebbero rivestire un certo interesse paesaggistico e ci chiediamo, a tal riguardo se magari non sia protetta da alcun vincolo; da sottolineare inoltre come le preoccupazioni per le possibili conseguenze (sulla salute dei cittadini e sull’ambiente stesso) siano andate aumentando, mancando una garanzia di incolumità e abbiano quindi portato alla giusta creazione di un comitato sempre più vivo, presente e attivo. Senza citare le recenti mozioni e interrogazioni effettuate a livello comunale, provinciale e regionale. (Valgano come riferimento l’interrogazione mossa nello scorso aprile dai consiglieri Ciampolini, Franchi e Comucci alla Provincia di Firenze e la mozione per dire “no alla C02” recentemente passata all’unanimità in Consiglio Comunale a Barberino Valdelsa).
Consideriamo tale progetto un serio pericolo per l’area citata e per chi vi abita (già devastata da vicine industrie, dal problema della schiuma nell’Elsa e dai problemi legati alla 429).
Entrando nel merito del progetto, riteniamo che si configuri, in caso di attuazione, una pratica che sembra contraddire sia le indicazioni della comunità scientifica internazionale, per cui l’aumento di CO2 nell’atmosfera è causa diretta dell’aumento dei gas serra, e contraddire pure i conseguenti impegni presi con il Protocollo di Kyoto, intesi a contenere la produzione di gas climalteranti o con la riduzione diretta della generazione di anidride carbonica o con il suo “sequestro”, naturale (per mezzo del “verde”) o geologico (per mezzo delle tecnologie CCS).
Già nel 2001, l ‘Amministrazione Comunale di Barberino Val d’Elsa aveva negato l’estrazione di CO2 in un’area confinante con il Comune di Certaldo, e nel 2007 il Consiglio Regionale aveva bocciato analoga richiesta per il comune di Montespertoli, richiesta che la Giunta Regionale aveva già approvato.
A proposito di “estrazioni”, si deve considerare che il carbonio presente nel suolo è una delle più grandi riserve di carbonio esistenti in natura: più di due volte maggiore di quello presente nell’aria e più di tre volte di quello trattenuto nella vegetazione. È stato calcolato che una perdita di anidride carbonica pari solo all’1% di quella presente nei suoli europei avrebbe lo stesso effetto di 100 milioni di automobili.
L’estrazione, poi, dovrebbe essere sottoposta a continui e severi controlli: fughe incontrollate di anidride carbonica da sacche naturali hanno avuto in passato effetti letali di massa per inquinamento dell’aria o della falda freatica. Concreti, poi, sono i rischi geologici e di instabilità del terreno.
Il problema non è quello di aumentare l’anidride carbonica, ma, al contrario, quello di diminuirla.
Sotto tutti gli aspetti.
Premesso che il modo più semplice per contrastare l’eccessivo rilascio di carbonio è quello di limitarne le emissioni, se non è possibile o non si vuol percorrere questa via (che è la più diretta), si può allora pensare di smaltire le eccessive produzioni di CO2. Il metodo più semplice, sicuro, meno costoso e più utile è quello naturale: il ricorso alla fotosintesi clorofilliana, consistente, come è noto, nel piantare foreste e proteggerle da deforestazioni e incendi.
L’eccesso di CO2 ha indotto, per il suo contenimento, all’adozione di tecnologie complesse, costose e potenzialmente pericolose: la Cattura e il Sequestro di Carbonio, CCS (Carbon Capture and Sequestration/Storage).
Il metodo consiste nel confinamento geologico dell’anidride carbonica prodotta da grandi impianti di com­bustione (centrali termoelettriche, raffinerie, ecc.): l’anidride carbonica viene “cattura­ta”, separata con mezzi fisico/chimici da fumi e scorie, compressa fino alla liquefazione e pompata nel sottosuolo. Dagli 800 metri in giù, la pressione la mantiene liquida e, se il sito è mineralogicamente e geologicamente adatto, vi viene de­finitivamente intrappolata.
Evidentemente, il sito deve essere a prova di terremoto e assolutamente stagno e sigillato. Una fuga di anidride carbonica improvvisa e consistente o una fuoriuscita graduale e silen­ziosa, potrebbero essere letali: uomini e animali muoiono se la concentrazione di CO2 nell’atmosfera supera il 5%. La fuga di CO2 da una sacca formatasi per degassamento magmatico nei pressi del lago Nyos in Camerun provocò, nel 1986, la morte di 1800 persone.
Premesso quanto detto richiediamo alla SV di ripensare tale progetto alla luce delle negative e pericolose conseguenze a cui esso possa portare.

Francesco Maltinti,Presidente Italia Nostra Medio Valdarno Inferiore 
Lucilla Tozzi
, Presidente Italia Nostra Siena
Antonio dalle Mura
, Presidente Italia Nostra Toscana 
Mariarita Signorini
, gruppo energia Italia Nostra nazionale

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