Archivi Mensili: febbraio 2013

Firenze, presentazione del libro “Azione popolare. Cittadini per il bene comune” di Settis

8 Marzo 2013, ore 17,00
Sala delle Leopoldine  Piazza Tasso, 7 Firenze

In occasione della presentazione del programma annuale dell’attività per il 2013 ITALIA NOSTRA ONLUS FIRENZE è lieta di ospitare Salvatore Settis che parlerà del suo ultimo libro “Azione popolare. Cittadini per il bene comune”
(Einaudi, 2012)
Introduzione di Tomaso Montanari Docente di Storia dell’arte moderna all’Università «Federico II» di Napoli.

La cittadinanza è invitata

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Falso e abuso d’ufficio, sequestrato maxi impianto fotovoltaico. 4 indagati

Fonte: Prima da noi

Mancanza di autorizzazioni e parere negativo dell’Autorità di Bacino

Sequestro preventivo questa mattina a Quadri, località Santa Fina, di un’area di 54 mila metri quadri sulla quale si sta realizzando un impianto fotovoltaico da 3 Mw.
Quattro le persone indagate: il legale rappresentante della Felicioni Energy srl (committente dei lavori), il legale rappresentante della Felicioni Menagment srl (esecutore materiale dei lavori), il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento amministrativo.
Il decreto di sequestro è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa, su richiesta della Procura di Lanciano che contesta i reati di falso e abuso in atti di ufficio e  l’esecuzione dei lavori dell’impianto in violazione  del vincolo paesaggistico.
Le  indagini sono state svolte sotto la direzione del comandante dal Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Chieti, Livia Mattei, dai forestali di Villa Santa Maria.
Venerdì scorso il pm ha fatto richiesta di sequestro e questa mattina sono scattati i sigilli.
Secondo quanto emerso in fase di indagine i lavori sarebbero cominciati senza il nulla osta della competente Sopraintendenza e senza il prescritto titolo abilitativo della Competente Autorità di Bacino su area sottoposta a vincolo idreogologico.
Il parere dell’Autorità di Bacino è arrivato in realtà solo dopo l’avvio dei lavori con una formulazione «nettamente negativa» in quanto «una fonte di rischio potrebbe essere connessa con periodi di forti precipitazioni che, non adeguatamente regimentate, favorirebbero il decadimento delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e il loro scorrimento superficiale».
Inoltre, contesta l’accusa, mancava anche il permesso a costruire, titolo necessario in vista dell’ impianto fotovoltaico di  3 MW complessivi.
Formalmente il progetto sarebbe stato frazionato in tre diversi impianti di 1 MW, per beneficiare della  Procedura Abilitativa Semplificata ed eludere dunque la normativa.
Sempre in corso di indagine si è scoperto che sarebbero stati realizzati lavori  consistenti anche in opere in conglomerato cementizio armato senza presentare la prevista denuncia al competente ufficio regionale.
Il pm contesta inoltre la falsità delle delibere e determinazioni adottate dal responsabile del procedimento «per agevolarne ed anzi accelerarne la realizzazione».
Gli inquirenti hanno scoperto che una relazione tecnica depositata il 18.10.12 è stata positivamente valutata a tempo di record nello stesso giorno e l’esecuzione dei lavori intrapresa il giorno successivo.
Nelle motivazioni di sequestro il gip parla anche di  «situazione di pericolo per la pubblica incolumità implicitamente rilevata nel parere dell’Autorità di Bacino». Un fatto «da fare ritenere altresì estremamente grave e rilevante la situazione di minaccia per cose e persone connessa alla realizzazione degli impianti di cui trattasi specie in un periodo di forti precipitazioni quale quello attuale».

28 febbraio: iniziativa per la Cappellina di Baroncelli‏

Riceviamo dal Comitato per la Cappellina di Baroncelli e volentieri diffondiamo

GIOVEDI  28  FEBBRAIO 2013, ORE 21,00
SALA CINEMA DEL C.R.C. ANTELLA
via di Pulicciano, 53  Antella
Proiezione del film
PONTORMO, UN AMORE ERETICO
r
egia Giovanni Fago
con Joe Mantegna, Galatea Ranzi, Alberto Bognanni, Sandro Lombardi, Massimo Wertmuller
prodotto da Carlo U. Quinterio e Angelo Bassi per la Palamo Film, durata 102 min.Italia 2004

Organizzato dal Comitato per la Cappellina di Baroncelli; con la collaborazione del Comune di Bagno a Ripoli e del Circolo Ricreativo Cultura di Antella.
La proiezione sarà introdotta dalla Direttrice di Casa Buonarroti, Pina Ragionieri, e dal regista e produttore, Carlo U. Quinterio

“La pittura italiana spesso si insinua nel cinema e, quasi legata da intima affinità,  ci offre la possibilità di immergerci nel passato,  per viaggiare nei quadri dei grandi artisti ed entrare  nelle vite degli uomini che li hanno realizzati. Il  film sul Pontormo- Jacopo Carucci, nato a Pontorme,   sobborgo di Empoli – pittore vissuto nel Cinquecento al crepuscolo del Rinascimento, ripercorre gli ultimi giorni del grande Maestro, nel periodo in cui è impegnato, per i Medici, nella colossale impresa della decorazione dell’abside della chiesa di  San Lorenzo.  Il lungometraggio procede  prendendo spunto dai famosi diari del Maestro, e narra la sua vita complessa e irregolare, alla corte dei Signori dell’epoca, cercando di esprimere il suo modo di essere, tormentato ed insoddisfatto, geniale e coraggioso ma altrettanto incline a cadere in crisi angosciose, essere schivo e  alieno a concessioni, se non a se stesso.”
“ E’ da oltre trent’anni che la Comunità di Bagno a Ripoli si prende cura dei suoi tabernacoli, segni distintivi di un territorio che ha visto crescere la sua importanza  per la fitta rete viaria che lo traversa e che nei secoli ha messo in comunicazione la città di Firenze con il Vardarno superiore , l’Aretino e Roma. Sono, i tabernacoli, testimonianze preziose, al di là del loro intrinseco pregio storico-artistico ( e ce ne sono di eccellenti) per la loro valenza  religiosa  ma anche civile, che li accosta all’anima ed al cuore degli uomini, in un legame di pietà e  affetto e  in cui ciascuno riconosce se stesso, nella fede e nella memoria.  Dalla prima iniziativa, datata 1983, nella quale fu oggetto di un importante recupero, il tabernacolo posto in via della Martellina, passando per il restauro dell’ affresco di Rimaggino, in via della Croce e dell’edicola del Podestà, posta all’incrocio tra via della Nave e Via Roma, condotti dal Comune di Bagno a Ripoli, con la fattiva collaborazione di sponsor del territorio, Enti di Credito, commercianti, associazioni di volontariato e semplici cittadini, siamo arrivati alla costituzione, nel 2007, di uno specifico Comitato che si è posto come obiettivo il restauro della Cappellina di Baroncelli, posta nei pressi della omonima chiesa, dedicata a San Bartolomeo, di fianco al piccolo cimitero. La struttura versa in condizioni assai critiche, tanto più preoccupanti in quanto che all’interno del piccolo vano, nella nicchia ricavata sopra la mensa d’altare, vi è un affresco assai pregevole, riconducibile al secolo XV.  Nonostante le ridipinture e due crepe profonde che traversano la pittura longitudinalmente, la composizione è assai imponente e mostra i segni di una ottima fattura, con il Cristo in croce, fiancheggiato da due angeli in volo e ai piedi la Maddalena dolente che abbraccia la croce. Situato in una delle strade più suggestive di Bagno a Ripoli, meta di frequenti passeggiate da parte dei cittadini, il piccolo oratorio, allorquando fosse restituito al godimento della comunità, testimonierebbe il successo del senso di civiltà e di doveroso decoro  sull’incuria, il degrado e la negligenza che finora si sono accaniti su questo bene.”
L’evento è stato organizzato per raccogliere fondi da destinare al restauro della Cappellina del Crocifisso.
Si ringraziano il Comune di Bagno a Ripoli, Il Circolo Ricreativo Culturale  Antella, gli Amici dei Musei fiorentini-Comitato per  la tutela dei tabernacoli  ed il dott. Carlo U. Quinterio.

Info. C.R.C. Antella 055.62.12.07
G.Righi  333.17.444.52
E.Renzoni Campeggi 055.630.398

Aiutateci a fermare le ruspe nella pineta di Villa Massimo!!

Per fermare le ruspe nella pineta di Villa Massimo e la speculazione
privata su un giardino pubblico

Si chiede:

  • L’interruzione immediata dei lavori in corso nella Pineta di Villa Massimo che prevedono di sostituire le esistenti giostre, per altro eccedenti gli spazi autorizzati, con una struttura commerciale, che dovrebbe ospitare un asilo a pagamento, una sala polifunzionale a pagamento, etc.
  • La revoca immediata della Determinazione Dirigenziale (n. 33 del 07.01.2013) del Servizio Giardini del comune di Roma che permette quanto sopra.
  • Al Sindaco del Comune di Roma di non avallare la D.D. n.33/2013 in quanto illegittima, perchè trattasi di rilevante variazione della destinazione d’uso di un bene pubblico che richiede una deroga al PRG e perciò stesso una adeguata informazione e l’ascolto delle ragioni degli abitanti, di richiamare Il Servizio Giardini al corretto espletamento delle sue funzioni, di rendere sollecitamente pubblici i risultati dell’inchiesta del Segretariato Generale sulla gestione della pineta, di operare per il ripristino della situazione preesiastente che concerne la rutela del giardino e ne vieta la privatizzazione anche parziale.
  • Al Presidente del Municipio Roma 3  di ritirare l’avallo dato, illegittimo, perchè trattasi di rilevante variazione della destinazione d’uso di un bene pubblico che richiede una deroga al PRG e perciò stesso una adeguata informazione e l’ascolto delle ragioni degli abitanti.
Pineta di Villa Massimo: speculazione privata e malgoverno
La pineta di Villa Massimo è ubicata a Roma nel cuore del quartiere di piazza Bologna.
Nell’area fino alla fine dell’800 vi era Villa Massimo, la più grande delle ville suburbane di Roma. La pineta è una delle poche testimonianze dell’aspetto originario dei luoghi.
La pineta di Villa Massimo, che è un parco comunale vincolato, area boschiva, zona N del Piano Regolatore, rientrava tra le aree verdi comunali da assegnare in gestione a privati per istallare giostre in maniera permanente.
Questo ha portato dal 2001 alla stipula di una convenzione Punto Verde Infanzia 3.2 che, oltre alle giostre, prevedeva  un punto di ristoro, un bagno pubblico, un parco giochi di uso gratuito.
Il concessionario doveva farsi carico di attrezzature, mantenere, pulire e recintare il giardino.
Negli anni successivi il concessionario ha continuato ad ampliare abusivamente il punto di ristoro e  le  giostre.
I 12 anni di convenzione hanno significato abusi, illegittimità, omissioni.
Gli abitanti del quartiere, dal 2010 attivi come Comitato di difesa della pineta di Villa Massimo, si battono contro l’ennesimo progetto del concessionario alla privatizzazione e stravolgimento delle funzioni della pineta.
Da ultimo anche il Segretariato Generale del Comune di Roma il 17.12.2012 ha aperto un’inchiesta su gestione e illegittimità nella Pineta di Villa Massimo.
In maniera clandestina e  illegittima il Servizio Giardini del Comune di Roma, in barba a leggi e regolamenti e con l’avallo del Municipio Roma 3, ha approvato  il 7 gennaio 2013 il progetto del concessionario, Dafi srl.
Il progetto approvato, dietro la copertura della ripiantumazione di alberi, autorizza un ulteriore salto nella privatizzazione e stravolgimento della pineta e delle sue funzioni.
Da  lunedi14 gennaio sono attive le ruspe nel giardino di Villa Massimo.
Nello spazio vuoto centrale della pineta di un tempo, creato da uno spietato taglio indiscriminato, perpetrato negli anni, per un totale di 43 pini secolari, verranno realizzate delle costruzioni che ospiteranno spazi meramente commerciali, che occuperanno 400 mq e che rimpiazzeranno l’attuale giostra e baraccopoli annessa. Questo in aggiunta al mostruoso ristorante sviluppatosi illegalmente dall’originario punto di ristoro, che doveva essere di 30 mq.
Tale manufatto avrà forma quadrata e ospiterà un asilo ad ore (baby parking) , uno  spazio multifunzionale (multitasking),una ludoteca, spazio giochi, Vi sarà un bagno (con fasciatoio!) ed un casotto uso deposito, bagno del personale, cassa, Tutte attività a pagamento.
Comitato per la difesa della pineta di villa massimo, Comitatovillamassimo@gmail.com

Mantova, supermercato vicino a Palazzo Te. A rischio riconoscimento Unesco

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Viabilità modificata con cinque nuovi rondò e due sottopassi ferroviari connessi al progetto.
L’associazione Italia Nostra ha quindi presentato un esposto al Tar. La zona è sottoposta anche a vincoli monumentali eppure sono stati raddoppiati dal comune gli indici di fabbricazione per realizzare anche un parcheggio da 500 posti.

Un supermercato Esselunga a poche centinaia di metri da Palazzo Te a Mantova. Viabilità modificata con cinque nuovi rondò e due sottopassi ferroviari connessi al progetto. Risultato: un aumento del traffico intorno alla villa di Giulio Romano, uno stravolgimento paesaggistico, con unimpatto ambientale negativo e penalizzante per il monumento storico e anche per i quartieri circostanti, e il rischio concreto che l’Unesco tolga il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità a Mantova, ottenuto nel 2008.
Preoccupata per questa situazione, la sezione locale dell’associazione “Italia Nostra” ha presentato un esposto al Tribunale Amministrativo Regionale di Brescia (competente per Mantova, ndr), per fare in modo che il progetto del supermercato da 50 milioni di euro (34mila metri quadrati), previsto nell’ultimo Piano di Governo del Territorio e approvato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco di centro destra Nicola Sodano, venga fermato in tempo. “In primo luogo spiega Sergio Cordibella, presidente della sezione locale di Italia Nostra – non si capisce quale sia l’utilità di un nuovo supermercato a Mantova, considerato che in città abbiamo una media di 546 metri quadrati di insediamenti commerciali per mille abitanti, contro una media regionale di 274 metri quadrati e una nazionale di 228. In secondo luogo, contestiamo con forza le modalità con cui questo progetto è stato approvato, raddoppiando gli indici di fabbricazione per consentire la realizzazione di un supermercato con parcheggio sotterraneo con 500 posti. Senza considerare che tutta la viabilità intorno a Palazzo Te verrebbe sconvolta, con cinque rondò, uno dei quali andrebbe a funzionare proprio là dove adesso si trova la storica Porta delle Aquile, ingresso della Villa, e due sottopassi ferroviari. Con queste modifiche la zona intorno al monumento storico diventerebbe l’ingresso principale alla città, con un conseguente aumento del traffico e conseguenze negative per la conservazione del palazzo. Senza dimenticare che l‘aumento di smog sarebbe deleterio anche per i residenti della zona”.
Ma c’è di più. Perché il Comune di Mantova, quando l’Unesco nel 2008 ha decretato che la città insieme a Sabbioneta era meritevole di diventare Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ha sottoscritto un accordo di rispetto e tutela dell’area intorno a Palazzo Te, che con la realizzazione del progetto commerciale sarebbe disatteso. Addirittura si era concordato di rivalutare l’area circostante attraverso la realizzazione di un parco. Altro che supermercato. “Per questo – prosegue Cordibella – abbiamo informato l’Unesco di quanto sta accadendo. Non è la prima volta che il riconoscimento viene tolto per il non rispetto dei vincoli di tutela del patrimonio.” Ad esempio è già successo aDresda nel 2009, quando l’Unesco tolse la qualifica a seguito della realizzazione di un ponte per unire due parti della città tedesca. “Nell’esposto che presenteremo al Tar il 2 marzo – spiega ancora il presidente locale di Italia Nostra – abbiamo anche sollevato un vizio di forma che a nostro parere bloccherà subito il progetto: manca la necessaria valutazione ambientale strategia”. Ma c’è anche un altro problema per il Comune: l’area intorno a Palazzo Te è tutelata dai vincoli monumentali per effetto di un decreto ministeriale del 1955. Per cui spetta alla Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici dare l’ok al progetto: “Ma quando il sovrintendente – conclude Cordibella – si troverà di fronte a questo progetto di privati, non potrà che applicare l’articolo 1 del decreto del 1955 e bloccare tutto”.

Liguria, pessime notizie: semplificate le procedure per le energie rinnovabili

Pessima notizia in arrivo dalla Liguria: la Regione Liguria semplifica le procedure per le autorizzazioni degli impianti industriali per la produzione di energia rinnovabile.

Fonte: Rete della Resistenza sui Crinali

La Regione Liguria semplifica le procedure per le autorizzazioni degli  impiantiindustriali per la produzione di energia rinnovabile.
Claudio Burlando (PD) e Gabriele Cascino (Italia dei Valori) sono  rispettivamente il Presidente e l’Assessore all’Urbanistica della Giunta ligure che ha attuato questo colpo di mano. Cascino in particolare è stato il “proponente” formale della variante legislativa.
Come da noi anticipato in un precedente articolo  è in atto in Liguria un violentissimo attacco, da parte dei partiti della maggioranza (scarsamente contrastati, per la verità, dall’opposizione), per distruggere la pre-esistente normativa di tutela ambientale e paesaggistica al solo fine di compiacere gli speculatori delle rinnovabili elettriche, con la meschina scusa (assolutamente falsa) dell’obbligo del raggiungimento di obiettivi di produzione in un settore dove, come sappiamo, in Italia essi sono già stati conseguiti l’anno scorso con ben 8 (otto!) anni di anticipo rispetto agli impegni assunti con l’Europa.

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