Archivi Mensili: marzo 2013

La Specola al fianco della Città della Scienza di Napoli

Fonte: Stamp Toscana

Sabato 23 marzo le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale di Firenze saranno visitabili in occasione di un’apertura serale straordinaria organizzata dall’Ateneo fiorentino per raccogliere fondi per la Città della Scienza partenopea.

Firenze – Dopo la distruzione della Città della Scienza di Napoli, molte sono state le manifestazioni di solidarietà. L’Università di Firenze, ha deciso di organizzare un’apertura serale straordinaria del Museo della Specola, ossia della sezione di Zoologia del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo, per raccogliere fondi per la ricostruzione della Città della Scienza partenopea. L’appuntamento è per sabato 23 marzo. Il museo di via Romana n. 17 resterà aperto al pubblico dalle 20.00 alle 24.00 e l’ingresso sarà libero, ma i visitatori verranno invitati a lasciare un’offerta per la ricostruzione della Città della Scienza di Napoli. Oltre che la collezione di zoologia e la collezione di cere anatomiche settecentesche, saranno visitabili, in questa occasione, anche il Salone degli Scheltri, dove sono conservati resti di animali estinti (piano terreno), e la Tribuna di Galileo realizzata nel 1841 in occasione di una storica riunione degli scienziati italiani. Prevista anche una visita al Torrino astronomico.

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Repower Pistoia, “L’esondazione dell’Ombrone pistoiese dimostra la pericolosità dell’impianto”

Comunicato congiunto
Italia Nostra
Gruppo Misto regionale

Staccioli, “Il fiume è tracimato proprio nell’area dove dovrebbe nascere la centrale”
Italia Nostra: si fermi il progetto devastante della mega centrale a gas

Firenze, 20 marzo 2013
“L’esondazione dell’Ombrone è la prova provata della pericolosità dell’impianto Repower in progetto alle porte di Pistoia”. A dichiararlo è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), che ha sottoscritto, tra l’altro, l’esposto presentato in Procura da Italia Nostra, in merito alla centrale a gas naturale da 245 MW.
“Il terreno è ad alto rischio idraulico – afferma Marina Staccioli insieme a Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra – come è stato dimostrato proprio in questi giorni. Diversi vivai della zona sono finiti sott’acqua, con ingenti danni per gli agricoltori. Non possiamo permetterci di insistere in una zona così delicata, costruendo un impianto invasivo e per di più di forte impatto sull’ambiente circostante”. “La centrale – aggiungono – emetterebbe infatti ingenti quantitativi di sostanze tossiche in una zona già ad alto tasso di inquinamento atmosferico”.
“Il Presidente Rossi faccia marcia indietro – conclude la consigliera Staccioli – prima di ritrovarsi a una nuova inevitabile conta dei danni”.

Fonte: Nove da Firenze

La Regione Toscana ha dichiarato lo stato di emergenza per le province di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Prato. Nelle Province
parte quindi il censimento dei danni, che potranno essere dichiarati
dai Comuni e dalle Unioni dei Comuni.

“Abbiamo appena inviato la comunicazione e le schede da utilizzare per segnalare le diverse criticità ai Comuni – spiega l’assessore alla Difesa del suolo della Provincia Stefano Arrighini – Il termine stabilito dalla Regione è il 25 marzo. La Provincia raccoglierà tutte le segnalazioni e le invierà entro questa data”.
A livello regionale il censimento riguarda il periodo a partire dal 6 marzo 2013, visto che in alcune zone ci sono stati danni anche nelle scorse settimane. A Prato naturalmente le segnalazioni riguarderanno essenzialmente gli effetti della piena di lunedì 18 marzo.
Le segnalazioni dovranno pervenire alla Regione su apposite schede e corredate di almeno una foto o un estratto cartografico. Fra gli interventi sono compresi quelli di somma urgenza, da eseguire, in corso o eseguiti, le spese di soccorso e la gestione della popolazione evacuata.
L’esondazione dell’Ombrone è la prova provata della pericolosità dell’impianto Repower in progetto alle porte di Pistoia”. A dichiararlo è la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), che ha sottoscritto, tra l’altro, l’esposto presentato in Procura da Italia Nostra, in merito alla centrale a gas naturale da 245 MW.
“Il terreno è ad alto rischio idraulico – afferma Marina Staccioli insieme a Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra – come è stato dimostrato proprio in questi giorni. Diversi vivai della zona sono finiti sott’acqua, con ingenti danni per gli agricoltori. Non possiamo permetterci di insistere in una zona così delicata, costruendo un impianto invasivo e per di più di forte impatto sull’ambiente circostante”. “La centrale – aggiungono – emetterebbe infatti ingenti quantitativi di sostanze tossiche in una zona già ad alto tasso di inquinamento atmosferico. Il Presidente Rossi faccia marcia indietro – conclude la consigliera Staccioli – prima di ritrovarsi a una nuova inevitabile conta dei danni”.
PRATO – Pioverà ancora nel pomeriggio, ma non c’è allarme per il reticolo idraulico tornato ormai quasi alla normalità. L’assessore alla Difesa del suolo della Provincia Stefano Arrighini non nutre particolari preoccupazioni per le piogge di questo pomeriggio.
“Si tratta di una precipitazione, stando alle previsioni, di moderata entità (30 mm circa nelle 24 ore) che il reticolo della provincia, ormai decongestionato, è in grado di smaltire – dice Arrighini – L’unica preoccupazione è per le condizioni del terreno, ormai saturo, e quindi per il rischio frane, soprattutto in Val di Bisenzio”.
Il Bisenzio è infatti tornato alla sua portata normale, l’Ombrone è quasi alla normalità, le due casse di espansione di Case Carlesi e Ponte alle Vanne sono completamente svuotate. La situazione è quindi definita di minima criticità.
La pioggia dovrebbe manifestarsi nell’intervallo di tempo che va dalle 12 alle 20 di questa sera. Poi il tempo torna asciutto.

I 30 milioni per i mondiali di ciclismo agli alluvionati

Comunicato stampa de
Il Pianeta
Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,
del Patrimonio Storico e Paesaggistico.
Rignano sull’Arno (Firenze)

Radio RAI 1 stamani ha trasmesso sul tg regionale l’intervista al governatore della Toscana Rossi che ha indicato essere stimato in circa 30 milioni di euro la necessità per i danni derivanti dalle note trascorse alluvioni e la richiesta che tale cifra sia tolta dal patto di stabilità.
Tale cifra coincide con quella destinata all’asfaltatura strade palesata a suo tempo per i mondiali di ciclismo: appare chiaro che poteva essere destinata (chiunque vi contribuisca) invece a coloro che sono stati colpiti dalle alluvioni, in seno ad una politica responsabile che dovrebbe privilegiare esigenze più impellenti e serie e lasciando al ciclismo l’utilizzazione delle medesime strade che tutti i cittadini percorrono quotidianamente (magari adeguando le ruote dei velocipedi).
In un periodo di assenza sostanziale di buona disponibilità economica dovrebbe essere intento comune destinare le contenute risorse alle esigenze più importanti.
E prevenire i disastri territoriali dovrebbe inoltre imporre cautele non solo con la realizzazione di opere territoriali ma in concrete mutazioni di indirizzo economico che evitino emissioni di gas serra in atmosfera, dato che l’Italia come altri paesi industrializzati risulta aver oltrepassato l’impronta ecologica sostenibile e non essere adempiente alla riduzione prefissata in Kyoto dei detti gas tale da contenere nei 2 ° C il riscaldamento medio globale.
Quindi prevenire disastri e prevenire ulteriore aggravio degli effetti delle mutazioni climatiche indotte dalle attività umane, significa anche e soprattutto:

  • evitare di costruire nuove autostrade e strade,
  • evitare di agevolare il traffico invece di mettere in ferrovia le merci,
  • evitare l’alta velocità anche nel trasporto collettivo in quanto aumenta i consumi energetici,
  • evitare di agevolare prodotti usa e getta (pur nella logica del riciclo che comunque ha ulteriori costi energetici e ambientali) come tetrapak e simili, lattine, plastiche, eccetera,
  • evitare di costruire inceneritori che non solo immettono gas in atmosfera ma alimentano/sostengono la catena anzidetta legata alle produzioni di rifiuti ed al consumismo,
  • evitare di continuare a tassare i rifiuti solidi urbani sulla superficie abitabile che non incentiva il consumatore a cambiare stile di vita ma spostare sulle tipologie produttive le tassazioni e su chi le sceglie (ferma restando anche la necessità di eliminare totalmente determinate produzioni).

Il governatore Rossi, l’assessore Bramerini e colleghi dovrebbero riflettere in modo approfondito e lungimirante in questo senso.
Leonardo Mastragostino

Tav, cancellate le assoluzioni per discariche e traffico di rifiuti

Un’ottima a notizia che volentieri inoltro.
Ricordo a tutti che Italia Nostra, tramite l’avvocato Massimo Ramalli del Direttivo fiorentino, è stata l’unica associazione che stavolta aveva presentato una memoria, depositata alla cancelleria della Corte d’Appello a metà gennaio che l’ha trasmessa (celermente) alla Corte di Cassazione. Italia Nostra si era già costituita parte civile per i disastri provocati in Mugello da Tav.
Mariarita Signorini vice presidente I.N. Firenze

Fonte: La Repubblica Firenze
Di: Franca Selvatici

La Cassazione: danni in Mugello, nuovo processo per i 27 imputati

Dovrà essere nuovamente celebrato in corte di appello il processo per i danni causati al territorio del Mugello dai lavori di costruzione della linea di alta velocità ferroviaria Firenze – Bologna. La Corte di Cassazione ha infatti annullato in parte la sentenza della corte di appello di Firenze che il 27 giugno 2011 aveva cancellato le condanne inflitte in primo grado a 27 imputati, fra cui i vertici del Consorzio Cavet, controllato da Impregilo, che ha realizzato la tratta ferroviaria di 79 km, di cui 73 in galleria, fra Firenze e Bologna, finiti sotto processo per illecito smaltimento delle terre di risulta degli scavi e dei fanghi di lavorazione, per traffico di rifiuti e per i danni al territorio e ai corsi d’acqua. Accogliendo in parte il ricorso dei pm Giulio Monferini e Gianni Tei, la Cassazione ha annullato la sentenza di appello che aveva dichiarato prescritti i reati di gestione abusiva di discariche e aveva assolto nel merito gli imputati accusati di omessa bonifica delle discariche e di traffico organizzato di rifiuti. Ora una nuova sezione della corte di appello dovrà riesaminare i fatti. L’avvocato Nino D’Avirro, che difende numerosi imputati del Cavet, si riserva di commentare la decisione della Suprema Corte dopo aver letto le motivazioni. Per effetto di questo rinvio, i giudici fiorentini si troveranno a riesaminare le accuse contro l’esecuzione dei lavori della Tav in Mugello mentre la procura, con gli stessi pm Monferini e Tei e con il Ros Carabinieri, sta indagando sui lavori di costruzione del tunnel dell’alta velocità ferroviaria a Firenze, gestiti dal Consorzio Nodavia controllato da Coopsette.
In primo grado, il 3 marzo2009, il giudice Alessandro Nencini aveva condannato 27 imputati a pene comprese fra i 5 anni di reclusione (inflitti ai vertici del Consorzio Cavet) e i 3 mesi di arresto. In sentenza il giudice scrisse che i lavori dell’alta velocità ferroviaria in Mugello erano responsabili del più rilevante inquinamento ambientale che avesse mai interessato la Toscana e che era stata commessa «una quantità enorme » di reati ambientali — inquinamento di vastissimi terreni agricoli, di pascoli, di boschi, di falde acquifere — per effetto «di una sistematica e ripetitiva violazione delle norme poste a tutela della salute pubblica». E se i dirigenti del Cavet rivendicavano «con orgoglio di aver eseguito un’opera pubblica mai realizzata prima», il giudice osservava amaramente: «Come se l’esecuzione di un’opera pubblica di estremo rilievo e complessità tecnica dovesse prescindere dal rispetto della legge o, per meglio dire, non potesse essere eseguita nel rispetto dei diritti delle popolazioni ». Secondo il giudice Nencini, i dirigenti e i tecnici del Cavet avevano operato nella «assoluta ignoranza, o ritenuta irrilevanza, delle norme prudenziali e di legge, soprattutto in tema di discariche di rifiuti».
I danni complessivi inflitti al Mugello sono stati valutati in 741 milioni di euro. In alcune aree sono stati dispersi fanghi sterili, da cui non possono nascere piante. Particolarmente drammatici, per un territorio ricchissimo di acque, gli effetti degli scavi sui fiumi. Secondo le accuse, sono stati disseccati o gravemente impoveriti 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, 30 pozzi e 5 acquedotti. In alcune zone è morta la vegetazione. Le falde acquifere sono sprofondate di 200 metri, perché sono state realizzate gallerie drenanti prive di sistemi di raccolta e di convogliamento delle acque verso l’esterno. Fino a pochi anni fa in Mugello l’acqua si attingeva dalle sorgenti o dai pozzi; ora gli acquedotti devono andarla a cercare in profondità. Tuttavia — sembra quasi un controsenso — le assoluzioni per i danni ai corsi d’acqua sono divenute definitive, in parte perché i reati sono stati dichiarati prescritti, in parte perché i danneggiamenti sono stati ritenuti colposi e perciò non costituenti reato. Però molti imputati e il Consorzio Cavet, citato come responsabile civile, sono stati condannati a risarcire il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, la provincia di Firenze, i Comuni di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Scarperia, Vaglia e San Piero a Sieve, la Comunità montana del Mugello, Italia Nostra, Idra, Wwf e Legambiente Toscana.

“Eolico e Salute” del Dr. Giuseppe Miserotti

Cliccate qui per leggere la relazione medica effettuata dal Dr. Giuseppe Miserotti, medico di famiglia, referente regionale ISDE Emilia-Romagna, al convegno di Pontremoli, il 9 marzo 2013.

Loro Piceno: sversamento di acque della centrale a biogas nel fiume Fiastra

Fonte: Vivere Marche

E’ stato segnalato venerdì 15 marzo da parte di un guardiacaccia lo sversamento nel fiume Fiastra di acque di riciclo vicino alla centrale biogas a passo Loro.
I tecnici dell’Arpam e del Comune e gli agenti del Corpo Forestale sono intervenuti mentre i tecnici della centrale tentavano di riparare il danno.
Pare che le acque che si sono riversate nel fiume non siano inquinanti ma i cittadini sono allarmati.

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