I 30 milioni per i mondiali di ciclismo agli alluvionati

Comunicato stampa de
Il Pianeta
Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,
del Patrimonio Storico e Paesaggistico.
Rignano sull’Arno (Firenze)

Radio RAI 1 stamani ha trasmesso sul tg regionale l’intervista al governatore della Toscana Rossi che ha indicato essere stimato in circa 30 milioni di euro la necessità per i danni derivanti dalle note trascorse alluvioni e la richiesta che tale cifra sia tolta dal patto di stabilità.
Tale cifra coincide con quella destinata all’asfaltatura strade palesata a suo tempo per i mondiali di ciclismo: appare chiaro che poteva essere destinata (chiunque vi contribuisca) invece a coloro che sono stati colpiti dalle alluvioni, in seno ad una politica responsabile che dovrebbe privilegiare esigenze più impellenti e serie e lasciando al ciclismo l’utilizzazione delle medesime strade che tutti i cittadini percorrono quotidianamente (magari adeguando le ruote dei velocipedi).
In un periodo di assenza sostanziale di buona disponibilità economica dovrebbe essere intento comune destinare le contenute risorse alle esigenze più importanti.
E prevenire i disastri territoriali dovrebbe inoltre imporre cautele non solo con la realizzazione di opere territoriali ma in concrete mutazioni di indirizzo economico che evitino emissioni di gas serra in atmosfera, dato che l’Italia come altri paesi industrializzati risulta aver oltrepassato l’impronta ecologica sostenibile e non essere adempiente alla riduzione prefissata in Kyoto dei detti gas tale da contenere nei 2 ° C il riscaldamento medio globale.
Quindi prevenire disastri e prevenire ulteriore aggravio degli effetti delle mutazioni climatiche indotte dalle attività umane, significa anche e soprattutto:

  • evitare di costruire nuove autostrade e strade,
  • evitare di agevolare il traffico invece di mettere in ferrovia le merci,
  • evitare l’alta velocità anche nel trasporto collettivo in quanto aumenta i consumi energetici,
  • evitare di agevolare prodotti usa e getta (pur nella logica del riciclo che comunque ha ulteriori costi energetici e ambientali) come tetrapak e simili, lattine, plastiche, eccetera,
  • evitare di costruire inceneritori che non solo immettono gas in atmosfera ma alimentano/sostengono la catena anzidetta legata alle produzioni di rifiuti ed al consumismo,
  • evitare di continuare a tassare i rifiuti solidi urbani sulla superficie abitabile che non incentiva il consumatore a cambiare stile di vita ma spostare sulle tipologie produttive le tassazioni e su chi le sceglie (ferma restando anche la necessità di eliminare totalmente determinate produzioni).

Il governatore Rossi, l’assessore Bramerini e colleghi dovrebbero riflettere in modo approfondito e lungimirante in questo senso.
Leonardo Mastragostino

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