Rassegna stampa sulla devastazione di Zeri

Fonte: Il Mattino di Parma

 Mazzadi: “Nonostante il taglio di alberi per consentire il passaggio”
Eolico Albareto, “Disagi e problemi nel trasporto già alla prima curva”

Emanuele Mazzadi, del ‘Comitato Santa Donna, per il ripopolamento della montagna’, segnala come il primo l’‘ecomostro’ di Albareto-Zeri , ovvero l’impianto eolico in costruzione,  inizi a dare problemi già in fase di trasporto materiali. E’ sottinteso il richiamo al secondo parco eolico che si vorrebbe costruire a Borgotaro e al quale i Comitati cittadini continuano a opporsi fermamente (leggi).
Il trasporto eccezionale con la prima elica per il parco Eolico di Zeri, che passa per il territorio del comune di Albareto, è fermo da due ore alla prima curva ‘difficile’ sopra la chiesa di Albareto, nonostante l’evidente ampliamento della carreggiata attuato nei giorni precedenti.
Si nota anche il taglio di alberi a ridosso di giardini privati, per cercare di consentire il passaggio.
Si prevede che per tutta la giornata di lunedì (ci sono decine di curve di questo tipo per arrivare alla cima) il trasporto eccezionale avrà problemi di questo tipo”.

9 pale da 150 metri in attesa della valutazione d’impatto ambientale
Eolico a Borgotaro, il comitato Santa Donna si batte per il ‘no’:
“Improduttivo e distruggerà il passo”

Di Annalisa Andolina aprile – 4 – 2013

Un “ecomostro” da 9 pale eoliche da 150 metri l’una in procinto di sorgere sul crinale appenninico del monte Santa Donna. Il progetto del Parco eolico di Borgotaro, finito di recente anche nel mirino di una discussione in Regione (leggi), solleva non pochi dubbi e perplessità tra la comunità montana. Portavoce di questi il ‘comitato Santa Donna, per il ripopolamento della Montagna‘ che, nel corso di un incontro pubblico giovedì al circolo Zerbini ha sviscerato il progetto presentato in Provincia e in attesa della valutazione d’impatto ambientale, che, dopo i 60 giorni di tempo per depositare le osservazioni, potrebbe ricevere il via. La prima versione del progetto, risalente a un anno e mezzo fa, prevedeva la costruzione di 3 pale, poi moltiplicate fino alle 9 previste attualmente. Ognuna della bellezza di 150 metri e con un impatto visivo pari a cinque volte l’altezza del Castello di Bardi, ma con una produttività tutta da dimostrare e messa in dubbio dallo stesso ente regionale chiamato a decidere sui fondi da erogare o meno alla Eolica Parmense Srl, l’azienda proponente del progetto – con un investimento iniziale di circa 50mila euro – formata per il 75% da capitale svizzero non meglio identificato e per il rimanente 25% da imprenditori privati locali.
Secondo i dati forniti nel catalogo dell’azienda, e analizzati scrupolosamente dal comitato che si oppone al parco eolico, la portata delle pale sarebbe a tutto svantaggio della produttività in una zona come quella del crinale appennino dove il vento non è costante e soggetto a diverse correnti. Delle 1800 ore richieste dalla normativa regionale per attestare l’efficienza dei parchi eolici sorti anche in zone agricole – requisiti non a caso legati ai finanziamenti degli enti messi a disposizione per i progetti ‘green’ – il Parco eolico di Borgotaro riuscirebbe a garantire, alla piena potenza nominale, una produttività di sole 458 ore di attività all’anno. “Un solo giorno su 20″, fa notare Emanuele Mazzadi, del comitato Santa Donna. “All’aumento della dimensione delle pale si abbassa la produttività – prosegue -infatti la ditta le presenta come pale off-shore  rogettate per le piattaforme marine”. Ma se l’efficienza energetica rimane in dubbio e sembra non giustificare l’imponenza del progetto, a preoccupare ancor di più il comitato e le associazioni cittadine è l’impatto ambientale e sul tessuto economico che il parco avrebbe su quel triangolo paesaggistico così particolare compreso tra Bardi, Compiano e Borgotaro. Un’area che da poco sembra mostrare segni di ripresa rispetto al congenito spopolamento degli anni passati. “Ci sono tanti agriturismi, bed and breakfast, frazioni che sorgono a ridosso delle pale i cui residenti vedrebbero dimezzare i valori immobiliari delle proprie case e vedrebbero distrutta la propria tranquillità abitativa. Per non parlare dei danni all’avifauna della zona oggi riserva naturale dei Ghirardi (Oasi Wwf), fino a ieri rimboscata.
Il passo di Santa Donna è perfino interdetto alla caccia dato che è considerato un importante corridoio migratorio”. Danni che però si profilano possibili anche in quanto la zona dove dovrebbe sorgere il parco, come mostra la Carta del Dissesto della Provincia, è vicina a punti con una rischiosità idro-geologica medio-alta. “Un crinale montano così delicato – aggiunge Mazzadi – con strade che in realtà sono piste di due metri che dovrebbero venire ‘adeguate’ fino a diventare della portata di 6-8 metri per permettere il passaggio dei bilici che dovranno trasportare i pezzi delle pale con componenti anche da 52 metri. La viabilità e la vicina pineta verranno intaccate pesantemente”. “L’autorizzazione concessa al tempo dal Comune di Borgotaro è una scelta che hanno fatto sulla pelle di altra gente“, osserva Davide Galli ricordando la localizzazione del parco eolico al confine tra i due Comuni. “Verrà sacrificata una parte di cittadinanza.
Noi chiediamo – ha aggiunto il membro del comitato – che la politica tuteli i cittadini dal business delle aziende”. “Il comprensorio degli 8 territori vicini al parco è già autosufficiente dal punto di vista degli obiettivi del 20% di energia rinnovabile richiesti dall’Europa entro il 2020. Non ci vengano a vendere i mega-progetti perchè occorrono fonti rinnovabili. Bastano impianti medio -piccoli e non svendere un crinale”, conclude Mazzadi.

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