Archivi Mensili: maggio 2013

L’intervento di Tomaso Montanari a L’Aquila

Vi proponiamo il video integrale dell’intervento di Tomaso Montanari in occasione de L’Aquila 5 Maggio “Storici dell’arte e ricostruzione civile”

Orti in Città: nasce il Progetto Nazionale Orti Urbani per diffonderli in tutta Italia

Fonte: GreenMe
Di: Marta Albè

Orti urbani, un nuovo progetto per la loro diffusione in Italia nasce dalla collaborazione sorta tra AnciItalia Nostra Onlus e Res Tipica. La presentazione ha avuto luogo questa mattina, venerdì 10 maggio, presso la Sala della Presidenza Anci, in via dei Prefetti 46, a Roma.
In tale occasione le tre associazioni si sono occupate di sottoscrivere un rinnovato protocollo di intesa per la promozione del Progetto Nazionale Orti Urbani, che si rivolge a tutti coloro, enti pubblici o privati, che si trovino in possesso di aree verdi e che vogliano destinarle alla coltivazione, nel rispetto della vocazione e della memoria storica dei luoghi.
dettagli in proposito sono stati illustrati nel corso della conferenza mediante l’intervento di Veronica Nicotra, Segretario Generale Anci, Marco Parini, Presidente Italia Nostra Onlus, Evaristo Petrocchi, Responsabile nazionale Progetto Orti Urbani Italia Nostra Onlus e Fabrizio Montepara, Presidente Res Tipica.
L’iniziativa per la diffusione degli orti in città organizzata da parte di Italia Nostra Onlus aveva avuto inizio nel 2006 ed ora si prepara a trasformarsi in un progetto nazionale. Gli obiettivi principali del progetto consistono nel diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura tra i cittadini sia nelle città che nelle aree periurbane, limitare il consumo del territorio, riqualificare aree degradate, valorizzare le produzioni ortive tipiche e locali, spesso in via di estinzione, nonché migliorare la qualità dell’ambiente.
In modo particolare, si punta alla costituzione di una rete comune degli orti urbani e periurbani d’Italia, accomunati da regole etiche condivise, pur nella diversità delle tipologie, degli usi, dei luoghi, dei territori, per rafforzarne l’identità e la conoscenza, e favorire lo sviluppo di un’economia etica a vantaggio diretto per le comunità.
ANCI, Italia Nostra e Res Tipica con la firma del protocollo, ribadiscono i seguenti obiettivi comuni

  1. considerare gli Orti come realtà sociale, urbanistica e storica di primo livello sottraendoli ad eventuali situazioni di marginalità e degrado;
  2. favorire la conoscenza e la diffusione della cultura degli Orti su tutto il territorio italiano;
  3. favorire lo sviluppo di progetti di qualità sugli Orti da parte di soggetti pubblici e privati anche eventualmente avvalendosi di indicazioni o sistematiche che potranno essere definiti concordemente dall’Anci e da Italia Nostra;
  4. valorizzare la qualità delle varie attività riconducibili agli Orti;
  5. dare a tali spazi valore preminente di luoghi “urbani” “verdi” di qualità contro il degrado, il consumo di territorio e per la tutela dell’ambiente;
  6. tutelare la memoria storica degli Orti favorendo la socialità e la partecipazione dei cittadini e la relativa possibilità di aggregazione;
  7. favorire il recupero della manualità nelle attività connesse agli Orti;
  8. favorire la scambio di esperienze e la collaborazione tra pubblico e privato.

In Italia i metri quadrati di orti urbani sono stati calcolati per circa 500 mila, parte di numerosi progetti già attivi nelle città italiane per la riqualificazione delle aree verdi cittadine.
Tra i principali casi promettenti troviamo quanto in progetto nella città di Genova, dove il comune, dall’iniziale adesione con i 7 mila metri quadri dell’area di “Begato”, riguardante orti “sinergici” o “innovativi”, intende partecipare anche con tutte le aree oggetto di orti tradizionali (circa 140) per una superficie di 300 mila metri quadri.
Padova, il comune, dai primi 4 mila metri quadri della cosiddetta zona “Mandrie”, intende estendere l’adesione con ulteriori 18 mila metri quadri nei vari quartieri della città per destinare orti di circa 30/40 metri quadri ciascuno, a cittadini di ogni età e associazioni, con una funzione destinata a soddisfare non solo le esigenze di anziani o pensionati, ma di ogni categoria sociale.
Roma annuncia ulteriori 5 mila metri quadri nell’area della zona cosiddetta Giustiniana e nel cuore della valle della Caffarella, con la riattivazione della gestione agricola dei circa 170 ettari di proprietà comunale. A Perugia, infine, i 5 mila metri quadri dell’orto frutteto annesso all’antico convento di San Matteo degli Armeni, puntano a favorire la socialità e la vivibilità nello storico quartiere Sant’Angelo (uno dei più antichi della città) che sarà destinato ad orticoltura di qualità per un primo appezzamento di 700 metri quadri.
Ad essere interessate dal Progetto Nazionale Orti Urbani saranno numerose altre aree italiane, grazie al supporto di Anci, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ed alla realizzazione di attività formative e informative in proposito.

Interrogazione parlamentare sull’eolico ad Orvieto presentata dal M5S

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4/00357
[…] Firmatari
Primo firmatario: GALLINELLA FILIPPO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE[…]

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, al Ministro dello sviluppo economico. – Per sapere – premesso che:
lo sviluppo e la promozione di fonti di energia rinnovabile sono fondamentali per il futuro del nostro Paese;
l’energia eolica, solare e fotovoltaica dovranno trovare una strada privilegiata nel territorio italiano che, in base alle sue caratteristiche geomorfologiche, si presta allo sviluppo di queste energie naturali, ma mantenendo necessariamente le peculiarità paesaggistiche, naturalistiche, ambientali e culturali;
molti impianti, infatti, spesso invadono aree protette o di particolare importanza per la produzione agricola o la bellezza del paesaggio; basti pensare alle distese di pannelli solari che occupano centinaia di ettari del territorio agricolo ormai fondamentale per la produzione di cibo, nonché impianti eolici di grandi dimensioni che stanno arrecando danni ambientali non più sopportabili in molte regioni del Paese;
uno dei casi che stanno suscitando maggiore interesse nelle ultime settimane è quello dei due impianti eolici ravvicinati sul Monte Peglia, in vista del duomo di Orvieto, una delle città simbolo del nostro Paese;

Cliccate qui per leggere tutto il documento

Gli Uffizi sono al top, parola di critico

Fonte: Touring Magazine
Di: Barbara Gallucci

Agli inglesi piace fare liste e classifiche su ogni cosa. The Times è andato oltre chiedendo a esperti e critici d’arte di stilarne una sulle più belle gallerie del mondo. Quattro le italiane presenti. A cominciare dalla numero uno. Forse si potrebbe anche fare meglio…

“Musei e gallerie non sono solo per gli introdotti al mondo dell’arte. Sono per tutti noi”. Con questo incoraggiamento The Times, blasonato quotidiano britannico introduce la classifica delle 50 migliori gallerie del mondo (la distinzione con i musei deriva dalla volontà del giornale di separare collezioni meramente artistiche, chiamate gallerie, con quelle che includono anche materiali che mostrano come si vivesse nelle epoche delle opere, i musei). Per stilarla ha coinvolto alcuni dei più stimati critici in circolazione e il risultato è incoraggiante per l’Italia con quattro posizioni occupate. La prima è la prima tout court. Le Gallerie degli Uffizi di Firenze sconvolgono per la bellezza delle collezioni, ma anche per l’incredibile edificio che le ospita progettato dal Vasari. E gli inglesi non possono far altro che metterle al primo posto. La top ten prosegue con il Prado di Madrid, l’Hermitage di San Pietroburgo, il MoMa di New York, il Kunstmuseum di Basilea, il Met di New York, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra e la Frick collection di New York. In effetti non proprio una classifica dai risultati scontati…
La seconda italiana in lista è al 12esimo posto ed è la Galleria Borghese di Roma. Questa la giustificazione: “La brutale ambizione simil mafiosa della famiglia Borghese che presidiò la società romana, non solo come principi e pontefici, ma anche come mecenati dell’arte, diventa molto evidente visitando la galleria che ospita un’enorme parte della sua collezione”. Un po’ di snobismo britannico che nulla toglie alla ricchezza della galleria ovviamente. Poco oltre, al 19esimo posto ecco i Musei Vaticani dei quali si consiglia di non perdere la vista alla Cappella Sistina (suggerimento un po’ scontato, ma tant’è). L’ultima italiana in classifica è però una sorpresa che persino pochi italiani conoscono: l’Accademia Carrara a Bergamo. Grazie al mecenatismo e al collezionismo del conte Giacomo Carrara si possono oggi vedere capolavori di Botticelli, Bellini, Mantegna e Raffaello e, poco lontano, nella più recente galleria d’arte moderna, anche le opere di Morandi e De Chirico. Una bella soddisfazione per un una galleria non proprio mainstream, ma in grado di colpire i critici britannici.
Forse considerando l’immenso patrimonio delle gallerie italiane si poteva sperare in qualche postazione in più e ci si augura un miglioramento nella classifica del prossimo anno. Diciamo che poi i sudditi della regina sono stati un po’ di parte con ben dieci gallerie britanniche segnalate. Un record che ci si augura di superare al più presto.

Il Consiglio di Stato blocca il parco eolico di Zeri

Fonte: Città della Spezia

Stop a “Vento di Zeri” in attesa della pronuncia edl Tar. Esultano gli ambientalisti: “Salvaguardato il valore ambientale dell’Appennino”.

Lunigiana – “Sussistono gli estremi del pregiudizio grave ed irreparabile alle posizioni fatte valere in giudizio dalle associazioni ricorrenti”. Con questa formula il Consiglio di Stato ha prorogato la sospensiva dei lavori per “Vento di Zeri”, il grande parco eolico in costruzione al Parco dei Due Santi sull’Appennino, proprio al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.
Lo stop era arrivato il 16 aprile scorso dopo l’azione promossa dal Wwf e da altre associazioni ambientaliste emiliane, e portato avanti dagli avvocati Daniele Granara e Federico Tedeschini. Grande soddisfazione per i ricorrenti che ritengono di “aver contribuito all’affermazione dei valori costituzionali in materia ambientale, salvaguardando l’elevato pregio ambientale e paesistico, oltre che storico e culturale, dell’Appennino Tosco-Emiliano”.
Cinque pale alte fino a 120 metri in rotazione, circa 10 Mw di potenza, in fila sulla cresta del Monte Colombo a 1250 metri: un pugno in un occhio secondo gli abitanti zeraschi. Dall’altra parte dei monti, sul versante emiliano, sono stati invece i cittadini di Albareto a subire i disagi legati alla viabilità. Per settimane betoniere piene di calcestruzzo e camion con i macchinari hanno percorso le strade di montagna per alimentare il cantiere, con grande sofferenza delle vie di comunicazione.
Sconfessate la Regione Toscana, la Fera srl – l’azienda responsabile del progetto – e il Comune di Zeri, che in ogni caso non si è constituito in giudizio in questo grado. Il prossimo round è atteso per il 29 maggio presso il Tar di Firenze, che si riunirà in assemblea pubblica.

Parchi eolici sequestrati in Toscana e Sicilia

Fonte: Eco blog

Due sequestri nel giro di pochi giorni a Zeri e nell’ennese: stop anche a quello che avrebbe dovuto nascere ai laghi di Conversano

È guerra ai parchi eolici. Nella sola giornata di venerdì due parchi eolici sono stati sequestrati: quello di Zeri, nel massese, e quello del Giunchetto, posto fra i comuni di Nicosia, Leonforte e Assoro.
Da venerdì pomeriggio i sigilli della Procura di Parma bloccano la strada d’accesso che da Albareto, nell’Appennino parmense, conduce al crinale di Zeri, situato in Toscana. Lì dovrebbe nascere Vento di Zeri che prevede l’installazione di cinque pale eoliche di oltre 120 metri d’altezza.
A causare il sequestro è stato il mancato rispetto dei parametri fissati per il trasporto delle pale: per far transitare le pale le strade montane avrebbero dovuto essere allargate di 3 metri, ma l’aumento è stato di 10 metri. Da qui il sequestro.
In zona, precisamente nel parco eolico di Santa Donna a Borgo Taro, la polemica potrebbe accendersi a breve a causa del progetto d’installazione di 9 pale di 150 metri d’altezza.
Sempre venerdì, in Sicilia, è stato effettuato il sequestro preventivo del parco eolico del Giunchetto che sorge fra i comuni ennesi di Nicosia, Leonforte e Assoro. Il provvedimento ordinato dal Gip del tribunale di Nicosia Stefano Zammuto è stato aperto contro ignoti per inquinamento acustico dopo un esposto dei residenti della zona. Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno accertato gravi violazioni edilizie e difformità tra i progetti originari approvati dalla Regione e le opere poi realizzate.
Sempre per rimanere in tema, negli scorsi giorni la Regione Puglia tramite il bollettino ufficiale ha reso noto l’annullamento del parco eolico che avrebbe dovuto nascere nel territorio dei comuni di ConversanoTuri e Putignano, una zona a forte valenza paesaggistica e naturalistica che si è deciso di tutelare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: