Archivi Mensili: giugno 2013

Campi di silicio, pale giganti. Inevitabile il duello paesaggio-sviluppo?

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Le scelte e l’impasse. Il maxiprogetto di Roccastrada
per 80 ettari di solari, il super-eolico sul crinale
tra Toscana ed Emilia e il dibattito nelle istituzioni

FIRENZE – Due casi, emblematici, a confronto. A Roccastrada, dove un progetto monstre prevede la costruzione di un parco solare da 80 ettari: dopo il sì del Comune, il no dei comitati e una battaglia in Regione. In Lunigiana, invece, si combatte per un crinale «minacciato» da 16 maxi pale eoliche, alte più di cento metri ciascuna. La Toscana ha bisogno di energia e sviluppo. È davvero inevitabile il duello fra paesaggio e crescita? Il sottosegretario Erasmo D’Angelis: «Un paradosso i no ambientalisti», l’assessore Anna Marson: «Torniamo alla terra per salvarla».
IL LAGO DI PANNELLI SOLARI – Siamo in Maremma, la località si chiama L’Aratrice, dove c’è anche un’azienda che coltiva rose. «Sono bellissime» dicono a Roccastrada, il Comune che sovrasta la valle. Il loro futuro però è incerto. A due passi da lì potrebbe nascere un enorme «lago» fatto di vetro e silicio. Ottanta ettari di impianto fotovoltaico: è il progetto presentato nel 2010 dalla società Ns di Treviso, su cui si sta giocando una vera e propria battaglia che vede protagonisti comitati e soprattutto la Regione. Prima il sì del Comune, poi il vincolo della Regione nel 2012 che include la zona tra le aree non idonee a ospitare «campi solari» , poi però la Provincia chiede e ottiene di togliere il vincolo. Intanto, tra ricorsi al Consiglio di Stato e leggi – come quella sul Fondo Energia – sparite o modificate, si arriva ai giorni d’oggi con la battaglia che prosegue in conferenza dei servizi. Due sedute sono già state fatte e la terza, in agenda per il 19 giugno, sarà probabilmente quella decisiva: è atteso il parere della soprintendenza.
LA FORESTA DI TORRI EOLICHE – Sulla carta sarebbe il parco eolico ideale, quello progettato lungo il crinale che corre tra il Passo del Cirone e il Groppo del Vescovo, nel Comune di Pontremoli: la velocità media annua del vento rilevata dagli anemometri è di 7,5 m/s, e la connessione con la Rete Nazionale garantita da un vicino elettrodotto. A guastare la festa alla società svizzera Repower, col suo maxiprogetto per 50 MW c’è il «popolo della montagna» di quel pezzo di Lunigiana, insieme a quello della vicina provincia di Parma, che lo scorso 11 maggio hanno accolto con cori da stadio i tecnici venuti a illustrare il progetto. Il malumore della popolazione è stato recepito dal Consiglio comunale di Pontremoli che si è riunito in sessione straordinaria il 19 maggio a Molinello, una delle frazioni interessate, e ha deciso di inviare alla Regione il proprio parere negativo. A preoccupare gli ambientalisti è anche la costruzione della strada di servizio sul crinale dove passa la Via Francigena, itinerario storico su cui le comunità della Lunigiana stanno investendo molte risorse, e delle nuove reti di collegamento a media e alta tensione. Certo 50 Mw sarebbero una bella fetta di quei 300 Mw di eolico previsti entro il 2020 dal Piano di indirizzo energetico regionale approvato nel 2008. Ma l’eolico sui crinali toscani d’appennino sembra portare un sacco di guai. Come è successo di recente per le cinque pale da 2 Mw in costruzione sulla cresta del Monte Colombo, a 1250 metri di quota nel Comune di Zeri (MS). Dopo che per settimane betoniere piene di calcestruzzo hanno percorso le strade di montagna per alimentare il cantiere, lo scorso 10 maggio il Consiglio di Stato ha prorogato la sospensiva dei lavori per alcune difformità nella conduzione dei cantieri.

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Gli ambientalisti consegnano le firme contro l’eolico al presidente della Provincia di Perugia

Fonte: Orvieto News

Le associazioni ambientaliste dell’Orvietano e il Comitato Tutela del Monte Peglia hanno avuto un incontro con il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli per consegnargli le circa 3000 firme raccolte fino ad ora, a testimonianza della contrarietà da parte degli abitanti del territorio al mega progetto di installazione di 18 pale eoliche sul monte Peglia. “E’ stata l’occasione – riferiscono – per aprire una discussione costruttiva su impatti e costi-benefici che un impianto come quello proposto potrebbe avere sul territorio coinvolto, che va ben oltre i confini dei due comuni  di Parrano e San Venanzo. E’ stata evidenziata al presidente Polli la necessità di sviluppare sì le fonti rinnovabili, ma in maniera positiva ed equilibrata senza speculazioni e senza danneggiare altre economie presenti sul territorio, collocandole in un quadro di interesse per i cittadini. L’incontro si è concluso con l’impegno del presidente Polli a salvaguardare il valore paesaggistico e ambientale dell’area orvietana”.

Petrosino, il danno e la beffa dell’eolico off-shore

Fonte: Marsala.it

Assenti ingiustificati erano i sindaci dei comuni della provincia di Trapani, mercoledì sera a Petrosino durante la presentazione del progetto del parco eolico off-shore che si vorrebbe realizzare nello specchio di mare davanti Biscione.
C’erano i pescatori di Marsala e Petrosino, i rappresentanti locali di Legambiente, i No Muos, le associazioni di pesca subacquea. Mancavano gli amministratori delle altre città. Cosa è successo. A Petrosino non stanno un attimo tranquilli, perché adesso, oltre agli altri allarmi ambientali si aggiunto quello sulla realizzazione di un parco eolico off-shore.
L’amministrazione Giacalone non ci sta, perché ha letto il progetto, studiato le carte, e sembra una bella presa in giro. Molto pericolosa però. Si sta parlando di un parco eolico da 48 aerogeneratori, così si chiamano le pale, conficcate giù sul fondale a 2 miglia di distanza dalla costa petrosilena, esattamente in corrispondenza della zona che va da Capo Feto a Punta Biscione: ad esempio le pale saranno ad una distanza di 5.833 metri da Punta Biscione, 4.313 metri da Punta Giardinello, 4.823 metri da Capo Feto. Il parco interessa una superficie di circa 40 km/q. Oltre alle pale c’è la realizzazione dei relativi cavidotti di asservimento in atterraggio sulla costa siciliana (Petrosino). Gli aerogeneratori, hanno un’altezza totale di 195 metri e emergono dal mare per 150 metri, verranno posizionati a profondità batimetriche variabili da 19 a 40 metri. Ma lo “scherzo” non sta tanto nelle caratteristiche tecniche della pale. Quanto alla stessa denominazione del progetto: Impianto eolico off-shore a Mazara del Vallo. Proprio così, a Mazara del Vallo. E addio Petrosino. Infatti secondo il progetto non c’è “nessun centro abitato di significative proporzioni presente sulla costa immediatamente a ridosso del lotto chiesto in concessione, mentre il centro Mazara è a circa una decina di chilometri ad oriente sulla costa”. Peccato però che la zona di mare che si vuole occupare con le pale eoliche, non solo è davanti la città di Petrosino, ma anche a quell’immensa area di interesse ambientale a livello internazionale che sono i Margi. Secondo i progettisti inoltre sarebbero minimi gli effetti sul comparto pesca.

Energia eolica, Freda: “No agli impianti in Regione se non rispettano la norma”

Energia eolica. Freda: “No agli impianti in regione se non rispettano la norma della efficienza minima stabilita dalla delibera assembleare di due anni fa”

Comunicato stampa con la posizione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna espressa giovedì scorso davanti alla Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità. “La produzione di energia da fonte eolica per la Regione Emilia-Romagna non è prioritaria.”

«La norma è chiara e non può essere diversamente interpretata: per installare impianti eolici sopra i 1200 metri o in area agricola serve un’alta efficienza energetica, non inferiore a 1800 ore di funzionamento alla massima potenza nominale. Il calcolo non può essere fatto considerando le ore equivalenti». È la posizione dell’assessore regionale all’Ambiente e alla Riqualificazione urbana Sabrina Freda, chiarita oggi nel corso della Commissione assembleare su territorio, ambiente e mobilità, in cui si è discusso dell’interpretazione autentica da dare alla delibera assembleare 51 del 2011 relativa all’individuazione di aree e siti per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, fra cui quella eolica.
«La nostra attenzione – aggiunge Freda – è quindi altissima per i diversi progetti in fase di approvazione in tutta l’Emilia-Romagna: se non verrà rispettata la norma regionale non ci sarà alcuna autorizzazione alla costruzione».
«Lo sviluppo delle energie rinnovabili – prosegue Freda – deve conciliarsi con la tutela della qualità della vita e della salute delle persone, con la preservazione del paesaggio, della fauna e dell’avifauna, con l’attenzione per l’assetto idrogeologico, evitando ad esempio scavi profondi o interventi di allargamento delle strade che potrebbero compromettere la stabilità delle zone di montagna. Non bisogna inoltre dimenticare che la produzione di energia da fonte eolica per la Regione Emilia-Romagna non è prioritaria: dati alla mano il nostro territorio spesso non è sufficientemente ventoso, sia per quantità sia per qualità dei venti, non solo in pianura ma anche sul crinale appenninico. Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, in Regione si dovrà puntare sempre di più sull’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle costruzioni».

Smog e polveri sottili, la protesta dei residenti in via Serragli

Fonte: La Nazione
Di: Rossella Conte

Il Comitato residenti torna sul piede di guerra “Non possiamo più vivere in queste condizioni”

Non possiamo più vivere in queste condizioni“, il Comitato residenti di via Serragli via Romana torna sul piede di guerra. Cartelli, slogan e mascherine anti smog: oltre cento persone hanno manifestato tra via dei Serragli e via Santo Spirito. Troppo smog, troppo traffico: “Le istituzioni ci devono delle risposte ed è arrivato il momento di agire per farsi ascoltare”. I residenti non ne possono più di polveri sottili, vibrazioni e smog: “Il passaggio di mezzi pesanti come i bus, di auto e scooter sta creando seriproblemi alle strutture delle case che si affacciano sulla strada e un disagio per i residenti che non rirscono più a condurre una vita serena nel proprio ambiente domestico”.

Passo delle Pianazze-Case Ini ritirato progetto eolico

Volentieri pubblichiamo la lettera di ringraziamento di Mario Isingrini, Presidente del Comitato Pianazze-Case Ini.

Finalmente dopo tre anni e mezzo di attesa (e di persistente, e tenace impegno da parte del Comitato suddetto, specialmente durante la fase iniziale, dal Novembre 2009 al Novembre 2010), la ditta Oppimitti Energy ha abbandonato la corsa all’eolico al Passo delle Pianazze, ritirando il progetto d’ impianto eolico in località Passo Pianazze nei Comuni di Farini (PC.) e di Bardi (PR.).
Si ringraziano in particolare:

  • Alberto Cuppini, Bologna, Rete della Resistenza sui Crinali
  • Angelo Farneti, Bologna
  • Emilio Salemme, Modena
  • Mauro Bruzzi, Bettola (PC)
  • Pierluigi Rivaldi, Prato Barbieri – Bettola (PC)
  • Gian Paolo Savi, Bardi (PR)
  • Valerio Antoniazzi, Bardi (PR)
  • Franco Gandolfini, Bardi (PR)
  • Aldina Bardiani rappresentante di ITALIA NOSTRA di Parma,
  • Francesco Valenzano rappresentante di ITALIA NOSTRA di Piacenza
  • Fabio Paterniti, Bardi (PR);

gli esperti ambientali:

  • Fabrizio Binelli (PC)
  • Giuliana Casizzi (PC)
  • Pierluigi Mori (PR)
  • Alberto Zarini (PC);

infine, sul tema della salute:

  • il Dottor Giuseppe Miserotti (PC)
  • l’ Avvocato Federico Gualandi, Bologna (esperto in campo eolico)
  • l’amico Avvocato Alberto Spaggiari, Parma
  • il sito internet “Via dal vento” che ci ha fornito importanti informazioni in merito
  • e tutti coloro (Comitati e Politici compresi) che hanno collaborato per la buona riuscita dell’operazione.

Seguirà una Conferenza stampa per il quotidiano “Libertà” di Piacenza.

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