Rassegna stampa su Fukushima

Fonte: Isde Italia Network

Fukushima: perdita di 300 tonnellate di acqua radioattiva

I manager Tepco spiegano che il livello di allarme è molto alto. Nella pozza che si è formata sotto la cisterna che perde ci sono livelli di radiazioni equivalenti ai livelli massimi di esposizione consentiti in cinque anni a un lavoratore nucleare.
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Fonte: Isde Italia Network

Fukushima: il direttore della centrale, Masao Yoshida,
muore per cancro dell’esofago

Ha ricevuto una dose di radiazioni “stimata in 70 millisievert tra l’incidente nel marzo 2011 e la sua partenza dalla centrale, sei mesi più tardi”. E la TEPCO nega il legame tra esposizione e cancro, sostenendo che ci vuole un tempo più lungo, almeno cinque anni, prima che le radiazioni provochino questo tipo di cancro. E’ terribile che la TEPCO possa rifiutarsi di pagare risarcimenti “perché un cancro non può essere il prodotto di pochi anni di esposizione..” E questo sulla base di un modello puramente astratto (che molti scienziati ed esperti del settore accettano ancora acriticamente) secondo cui perché si formi un cancro sarebbe sempre NECESSARIO UN ACCUMULO PLURIENNALE DI MUTAZIONI STOCASTICHE.. mentre dovrebbe essere ormai chiaro che, in particolare in caso di esposizioni massicce, si viene a determinare UNA INSTABILITA’ GENOMICA rapidamente progressiva (e migliaia di mutazioni che ne sono la CONSEGUENZA) il cui effetto è una sorta di CATASTROFE genomica (!)

Fonte: Unimondo

Giappone: a Fukushima continua l’emergenza

Il cadavere radioattivo della centrale nucleare di Fukushima Daiichi ha registrato il 19 luglio l’ennesima perdita di vapore da una piscina di stoccaggio di dispositivi e apparecchiature rimossi dal reattore prima che fosse danneggiato dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Il nuovo problema è stato scoperto grazie ad una telecamera di sorveglianza e un portavoce della Tokyo Electric Power (Tepco), che gestisce la centrale, ha ammesso la scorsa settimana che “Il vapore è stato visto in tutto il quinto piano dell’edificio del reattore 3 galleggiare in sottili scie nell’aria, ma non come una grande colonna di vapore che sgorga verso l’alto. Non crediamo, quindi, sia in atto una situazione di emergenza, anche se stiamo ancora indagando su cosa l’abbia causato”. Secondo la Tepco il vapore potrebbe essere stato prodotto da una forte pioggia che ha investito l’edificio del reattore 3, ma la compagnia energetica nipponica ha assicurato che gli strumenti di misurazione della radioattività non hanno mostrato cambiamenti nell’edificio disastrato.
Per Greenpeace “La Tepco ed il Governo stanno cercando di minimizzare l’ennesima situazione tragica di una struttura e di un territorio che probabilmente non potranno essere riportati alla normalità nemmeno entro i 40 anni previsti dal cronoprogramma di smantellamento e bonifica della centrale nucleare, tanto che solo nelle ultime settimane i lavori sono stati funestati da una ulteriore serie di fughe di acqua contaminata ed addirittura da un blackout che ha lasciato le piscine di raffreddamento senza corrente per più di un giorno”. La settimana scorsa la Nuclear Regulation Authority (Nra) giapponese ha detto che probabilmente dai reattori di Fukushima filtrano sostanze altamente radioattive nell’Oceano Pacifico ed ha espresso forte preoccupazione per il fatto che la Tepco, che non sia riuscita ad identificare la fonte e la causa degli alti livelli di radiazioni nelle acque sotterranee.
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