Rassegna stampa inchiesta Tav

Fonte: La Repubblica Firenze 19/9/2013
Di: Simona Poli, Franca Selvatici

Inchiesta Tav, Rossi sentito in procura
I pm convocano lui e il direttore Barretta come persone
informate sui fatti
IL PRESIDENTE Pd della Toscana Enrico Rossi e il direttore generale della Regione Antonio Barretta sono stati sentiti martedì in procura come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sul passante dell’alta velocità ferroviaria di Firenze. A quanto risulta, i pm Giulio Monferini e Gianni Tei hanno chiesto loro chiarimenti sui rapporti con Italferr, la società del Gruppo Ferrovie guidata fino a ieri da Maria Rita Lorenzetti, ex presidente Pd della Regione Umbria da lunedì agli arresti per associazione a delinquere e corruzione, e con Nodavia, la società controllata da Coopsette che deve realizzare il nodo dell’alta velocità di Firenze.

Dalle indagini del Ros Carabinieri risultano interventi e pressioni di Italferr sulla Regione, in particolare della presidente Lorenzetti su Barretta, per sollecitare un cambio di rotta nella qualificazione delle terre e rocce di risulta degli scavi della fresa Monna Lisa e consentirne il trasferimento a Cavriglia e l’utilizzo per realizzare un parco giochi. Le pressioni, secondo i magistrati, sarebbero state tali e tante da costare il posto al dirigente dell’ufficio Valutazione impatto ambientale Fabio Zita, colpevole ai loro occhi di aver classificato come rifiuti gli scarti degli scavi del tunnel (come tali inutilizzabili a Cavriglia), e per questo insultato pesantemente dai vertici di Italferr e di Nodavia e da loro definito di volta in volta “terrorista, mascalzone, bastardo, stronzo e coglione”.

«Nessun legame fra la destinazione ad altro incarico di Zita e le sue valutazioni sulle terre di scavo ». Questa la posizione ufficiale della Regione. E questo ha ripetuto Rossi ai magistrati, spiegando che non è lui a decidere gli spostamenti da ufficio ad ufficio, che questo è un compito dei dirigenti. Non è stata sentita invece l’assessore all’Ambiente Bramerini, che era stata ascoltata a febbraio in procura sempre in merito al trasferimento di Zita e al ritiro a lei della delega alla Valutazione d’impatto ambientale che Rossi ha avocato a sé, due decisioni di cui l’assessore si è detta stupita e di cui le sfuggivano le ragioni. «Nessun legame», ripete la Regione, «tra il caso Zita e la vicenda della classificazione dei materiali di scavo». Ma qualcosa stride. Il 27 giugno 2012 l’ingegner Valerio Lombardi di Italferr informa la presidente Lorenzetti che Zita è stato sostituito e che all’assessore Annarita Bramerini è stata tolta la delega sulle valutazioni ambientali. Ma la proposta di trasferimento di Zita al settore Tutela del paesaggio è del giorno successivo, 28 giugno 2012. Il direttore generale delle politiche territoriali Riccardo Baracco scrive al direttore generale della Presidenza Barretta per informarlo che l’avviso di mobilità interna per la nomina di un responsabile della Tutela del paesaggio, in scadenza proprio il 28 giugno, è “purtroppo andato deserto”, e per pregarlo di “valutare la possibilità di un trasferimento dell’architetto Zita”, ritenuto il più competente per tale incarico. Barretta risponde lo stesso giorno dichiarando la sua “piena comprensione” per l’esito negativo dell’avviso di mobilità interno.
Proprio per far fronte a tali difficoltà — scrive — “ed anche se ciò a sua volta mi creerà indubbi problemi nella copertura del settore Valutazione di impatto ambientale che conseguentemente si renderà vacante, ti do la mia disponibilità al trasferimento dell’architetto Fabio Zita presso codesta Direzione”. Il trasferimento diventa esecutivo soltanto il 2 luglio, con l’ordine di servizio del direttore generale dell’organizzazione Carla Donati. Ma già una settimana prima in Italferr tripudiavano per la rimozione del funzionario scomodo. Chi li aveva informati?
Il Pdl e Fratelli d’Italia chiedono a Rossi di chiarire nell’aula del consiglio regionale la sua versione dei fatti. «In certi casi», fa notare Giovanni Donzelli, «è più semplice scusarsi, ammettere superficialità e buona fede piuttosto che arrampicarsi sugli specchi inciampando in palesi contraddizioni. Perché altrimenti si rischia solo di alimentare dubbi sulla propria correttezza ». Solo il segretario regionale dei Socialisti Pieraldo Ciucchi mette in guardia da “derive populiste”: «Vogliamo sia fatta piena luce dalla magistratura», dice, «ma anche che procedano speditamente le opere indispensabili per la Toscana».

Fonte: La Nazione Firenze 19/9/2013
Di: Gigi Paoli

«Interrogato» il presidente Enrico Rossi Zita rimosso,
il caso scuote la Regione

Il governatore ascoltato dai pm come persona infornata sui fatti
IL GOVERNATORE della Toscana Enrico Rossi e il direttore generale della Regione Antonio Barretta sono stati ascoltati in procura come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sui lavori per l’Alta velocità. Rossi è stato convocato due giorni fa dai pubblici ministeri Giulio Monferini e Gianni Tei, che coordinano l’inchiesta condotta dai carabinieri del Ros e che ha portato agli arresti domiciliare, nei giorni scorsi, di sei persone fra le quali l’ex governatore dell’Umbria ed ex presidente di Italferr, Maria Rita Lorenzetti.
AL PRESIDENTE Rossi e al suo direttore generale, gli inquirenti hanno chiesto conto di quanto emerso dalle indagini e dalle intercettazioni: e cioè di quel «gioco di squadra» che, all’ombra di quei cantieri, si muoveva in un vasto giro di manager pubblici, imprenditori, tecnici e progettisti che la Lorenzetti, secondo l’accusa, poteva influenzare. Tra gli obiettivi della “squadra” a Firenze c’era quello dell’ottenimento di un decreto che mutasse la qualifica giuridica delle terre di scavo da rifiuti, da smaltire in discariche apposite, a “sottoprodotti” da poter trattare come normali inerti.
Quel decreto interministeriale – il 161 del 2012 – arrivò prevedendo un differente criterio di classificazione delle terre di scavo, non più definite come “rifiuti”, bensì come “sottoprodotto” riutilizzabile a seguito di autorizzazione ministeriale’. A questa impostazione, recepita dalla Regione, si oppose con tutte le sue forze l’architetto Fabio Zita, responsabile dell’ufficio Via (Valutazione impatto ambientale) della Regione che venne rimosso dal suo incarico.
NELL’ESTATE 2012, racconta oggi Zita, «mi convocò il dirigente Barretta e mi disse che era opportuno che mi dedicassi a un’altra esperienza lavorativa. Gli dissi che non gradivo questa impostazione ma venni trasferito a responsabile del Piano paesaggistico regionale». E’ lui quello che Maria Rita Lorenzetti definisce «stronzo» e «terrorista» E’ tutto questo che fa scrivere al gip Pezzuti come «la vicenda della rimozione dell’architetto Zita sia stata concordata su richieste e pressioni della Lorenzetti e con decisione personalmente assunta dal presidente della Regione Toscana, il quale, indipendentemente dalla buona fede nell’assumere tale decisione in vista della rapida evoluzione autorizzativa del procedimento istruttutio di Valutazione impatto ambientale, ha di fatto consentito all’associazione criminale di escludere un funzionario pubblico scomodo».
IN DUE testimonianze blindate, Rossi e Barretta hanno ribadito la buona fede delle loro scelte, sottolineando come lo spostamento fosse causato anche da conflittualità nell’ufficio. «Io nomino i direttori generali – ha dichiarato Rossi – e loro, in modo autonomo, determinano chi mettere in un posto. Zita non è stato rimosso ma posto in un altro settore». Nelle prossime ore, in procura, sono comunque attese altre testimonianze ‘eccellenti’.
Fonte: La Nazione Firenze
Via agli interrogatori Lorenzetti martedì dal gip Pezzuti
E’ STATO fissato per martedì prossimo alle 15 davanti al giudice per le indagini preliminari Angelo Antonio Pezzuti l’interrogatorio di garanzia per l’ex presidente di Italferr ed ex governatore umbro Maria Rita Lorenzetti (nella foto) agli arresti domiciliari per l’indagine sui lavori della Tav. La Lorenzetti ha già annunciato di volere rispondere alle domande del giudice.
Il gip ha programmato anche altri interrogatori di garanzia: domattina toccherà a Valerio Lombardi, tecnico di Italferr, mentre lunedì alle 12.30 sarà la volta del presidente di Nodavia Furio Saraceno.
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