“No eolico offshore”; le associazioni si riuniscono in Assemblea

Fonte: Stato Quotidiano

CHE cosa? Offshore? Non sappiamo nulla. Nessuno ci ha informato di niente. Prima le maglie, poi il fermo, dunque le limitazioni, ora gli impianti. Nessuno – tra politici e federazioni – ci ha informato di nulla. Di certo sono un danno: provate a mettere dei pali in mezzo a una strada e poi cercate di guidare”. Una mattina con i pescatori di Manfredonia a poche ore dall’Assemblea pubblica a Palazzo dei Celestini (ore 17 e 30, sabato 19) per informare la cittadinanza sugli impianti eolici offshore prossimi all’installazione. “I nostri rappresentanti? Se ne fregano”, dice sconsolato Giuseppe.
2 I PROGETTI PREVISTI PER UN TOTALE DI 100 KM2 DI MARE. Come risaputo, 2 i progetti previsti: uno della Parco Eolico Marino Gargano Sud, Ex Ats, sostenuto dalla tedesca Wpd , l’altro della Trevi Energy spa . In totale circa 100 km quadri di area marina occupati, con possibile interdizione perenne, “a partire da Torre Rivoli”. Per i pescatori avvicinarsi dovrebbe essere dunque impossibile, “essendo impianti di utilità nazionale che producono energia”. “I pescatori di Manfredonia – impegnati ad oggi nell’area di Posidonia dalle Isole Tremiti al Nord Barese – dovranno trovare altre zone per effettuare le proprie attività. Dunque la nostra marineria è a rischio”, come già detto a Stato da Enzo Renato, del comitato regionale di Legambiente Puglia.
“Se devono essere installati non devono creare impatto a livello ambientale, né limitare le attività dei pescatori”, dice Antonio Rucher, storico Maestro d’Ascia di Manfredonia. “Quella scelta è forse l’area più pescosa del Golfo. Inoltre c’è vento solo con il cattivo tempo, dunque continuiamo proprio a non comprendere: 100 km2 di area interdetta, oltre 90 palificate alte quasi un centinaio di metri, il tutto a 10 km dalla costa”. “Il settore pesca? Tutti devono darsi una regolata – aggiunge Rucher – il mare è una risorsa per tutti ma bisogna rispettarlo”.
“Vogliono installare gli impianti in mezzo al mare – dice Giacomo – bene allora si ritirassero tutte le licenze e ci pagassero per i prossimi anni. Mi chiedo: a cosa servono questi impianti?”. “Invece dei pesci pescheremo la corrente”, aggiunge un altro pescatore.
“Qualche anno fa si parlava del piano regolatore portuale di Manfredonia, poi bloccato – aggiunge Ernesto Castigliego, maestro d’ascia ed operatore del settore nautica da diporto – al tempo si parlava di navi da crociere che dovevano arrivare nel Golfo di Manfredonia; e dunque? Ora con questi impianti eolici in mezzo al mare cosa succederà? Andiamo incontro ad un nuovo disastro come nel Giglio? La Città cortesemente si concentri sul turismo”.
“Già con gli impianti di miticoltura ed acquacoltura (nei pressi del bacino Alti Fondali,ndr) ci era stata limitata un’importante area di pesca – dice Mimmo Mondelli, pescatore del centro – ora anche questi impianti. La piccola pesca è destinata a scomparire definitivamente. Inutile parlare di misure contro la crisi se poi ci autodanneggiamo. A questo punto meglio fermarsi ora con le nostre attività”.
“Non soltanto la pesca risentirà di queste installazioni – dice il sig. Nobile – ma soprattutto lanavigazione. Immaginiamoci in un giorno di maltempo, un veliero, un qualsiasi natante perde il gps: non c’è il rischio di urto contro questi impianti? Non è possibile: creare degli intralci, degli ostacoli nel mare, ma stiamo scherzando? Già 10 km2 sarebbero stati troppi, figuriamoci un’interdizione interessante 100 km2 di acque del Golfo”.
“Relativamente agli impianti – dice il segretario organizzativo della Uila pesca di Manfredonia Luigi Marinaro – la posizione regionale della Uila è prettamente negativa. Noi ci dissociamo completamente dall’installazione previste nel Golfo. Parliamo di un’area di 100 km2. Certo spiace notare la mancanza di interventi da parte di altre sigle sindacali o di federazioni dell’area. Ci chiediamo: quali i reali interessi dietro questi impianti? Sotto quale aspetto socio-economico bisognerebbe giustificare l’installazione di queste impianti?”. Già, quali i reali interessi dietro l’installazione delle palificate previste nel Golfo di Manfredonia.
Il documento sottoscritto dal Coordinamento delle Associazioni provinciali

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