Archivi Mensili: dicembre 2013

Buon Natale!!

La sezione fiorentina di Italia Nostra augura a tutti Voi un felice Natale!

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Cafonate quadriruotate a Dorgali

Fonte: Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Agli inizi del XIX secolo venne realizzato la prima “galleria” viaria della Sardegna, come testimoniano i relativi documenti custoditi all’Archivio di Stato di Cagliari: il tunnel fra DorgaliCala Gonone, percorribile a cavallo e a piedi.
Oggi è frequentato prevalentemente da escursionisti e turisti.  Dovrebbe essere incluso fra i“beni culturali” da proteggere (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e, magari, far conoscere anche con un semplice pannello illustrativo.
Invece no.
Ecco la prodezza realizzata con fuoristrada da un gruppo di simpaticoni quadriruotati, convinti di compiere chissà quale impresa.
Una bella cafonata, a base di scarichi inquinanti, rumore e, forse, qualche perdita d’olio.
Una disciplina normativa dei percorsi fuoristrada non esiste a livello nazionale né in Sardegna. E i risultati si vedono.
P.S.  si ringrazia per la segnalazione Sandro Mezzolani e il prof. Alberto Marini.

Dietrofront: “I mai visti” capolavori dai depositi agli Uffizi

Il 17 dicembre 2013 e il 2 febbraio 2014 si terrà la mostra i “Mai visti”: la mostra Dietrofront che quest’anno presenta anche il lato non visibile delle collezioni
presso la Galleria degli Uffizi, Sala delle Reali Poste, Piazzale degli Uffizi, Firenze.
Orario feriale e festivo dalle 10.00 alle 17.00 , resterà chiuso lunedì, natale e capodanno.
Ingresso libero

ditrofront

Raddoppio Siena Grosseto. Petriolo. Il punto della situazione di Italia Nostra

Fonte: Qui Siena
Di: David Busato

Signorini: “ Il progetto ANAS non ci convince”. Tozzi: “Ho scritto due volte alle Soprintendenze ma fino ad ora nessuna risposta”

“Giù le mani da Petriolo” titolavamo il 13 Settembre, dopo un comunicato di Italia Nostra, che sottolineava dubbi e perplessità su alcuni aspetti del raddoppio in quella zona. In quell’occasione, Italia Nostra denunciava “Incuria e degrado per la colpevole negligenza di istituzioni, enti locali e gestori privati”.
Non solo, “Il complesso termale – denunciava l’associazione ambientalista – è messo a dura prova in questo periodo, anche dall’attraversamento della strada di cantiere, utilizzata per il passaggio dei mezzi pesanti di trasporto per i materiali necessari alla costruzione del nuovo viadotto della Siena-Grosseto. Questo passaggio, secondo gli ambientalisti, mette a repentaglio, oltre alle sorgenti di acqua sulfurea, i beni monumentali che, in parte già lesionati, non possono subire ulteriori danni. Abbiamo dato al Governatore Rossi un plico. Tra le varie cose, ci sono i camion ad un metro dalle mura storiche – dichiarava  Maria Rita Signorini consigliere nazionale di Italia Nostra– Tutta quella zona è di grande interesse storico. Ci sono le mura medievali, una chiesa ed è l’unico esempio di terme accanto ad una Chiesa (voluta da papa Pio Piccolomini). Quindi quella zona è un bene di interesse storico-artistico. Quella zona è già negletta e abbandonata da un po’ di tempo. Noi chiediamo, visto che non è stato possibile mettere il cantiere da un’altra parte, perlomeno di mettere quella zona in sicurezza e tutti un domani possano usufruirne. Vorremmo che quella zona ritornasse ad un certo splendore, invece così non sarà che un ammasso di ruderi. Consideri le vibrazioni dei camion che sono ad un metro dalla chiesa. Vogliamo che la Soprintendenza intervenga per salvaguardare. Ci appelliamo al Ministero dei Beni Culturali”.
E ora? Quale la situazione dopo tre mesi? L’8 Dicembre la trasmissione di Licia Colò, “Alle falde del Kilimangiaro” ha affrontato l’argomento Petriolo. “ Abbiamo visto – dichiara la Signorini interpellata telefonicamente durante un’intervista a Radio Toscana web  – che c’è un progetto di messa in sicurezza da parte dell’ANAS, che è un progetto che non ci lascia tranquilli perché sono previsti lavori “ibridi”, cioè a metà tra lavori di messa in sicurezza e parziale restauro. Noi chiediamo la messa in sicurezza delle mura della chiesa e del castellare in modo da tutelarli dal passaggio dei mezzi pesanti. Noi semplicemente avevamo chiesto la messa in sicurezza completa di tutto ed il restauro totale come indennizzo che passano di lì per fare i lavori. Ricordo che il progetto precedente prevedeva il passaggio dei mezzi pesanti nel bosco. Ipotesi non portata avanti perché avrebbe creato la necessità di tagliare molte piante. Per praticità è stato deciso di far passare i camion proprio accanto al castellare ed alla chiesa. Quello è un luogo unico e vogliamo preservarlo. Non c’è altro esempio di terme con chiesa annessa. Noi insistiamo sul fatto che questo progetto ibrido dell’Anas non ci piace per niente e vogliamo che venga fatto un lavoro che non precluda il restauro successivo di tutto il complesso e la sua rivalutazione. Un bene del genere può veramente produrre la ricchezza di quei luoghi: parlo di agriturismi, di prodotto legati alla bellezze e altro. Noi abbiamo tante idee per rilanciare quel luogo. Noi abbiamo chiesto all’ANAS ulteriori documenti di approfondimento sia sulla messa in sicurezza che sul restauro finale e spero ce li diano. Non siamo affatto tranquilli anche guardando altri casi nazionali. Ma noi ci saremo sempre”.
Interpellata sull’argomento, Lucilla Tozzi, Presidente della Sezione senese di Italia Nostra afferma: “ Il 12 Settembre ho scritto una lettera alla Soprintendenza di Siena e Grosseto in cui chiedevo se aveva monitorato gli enti che dovevano far rispettare le prescrizioni. Non solo ma chiedevo alla stessa di segnalare i gravi comportamenti omissivi alla Procura di Siena, per l’accertamento di eventuali reati. Non è stato fatto niente e non mi hanno nemmeno risposto. Quindi, Non avendo ricevuto nessuna risposta, ho scritto una nuova lettera il 24 Ottobre e questa volta ho inviato la lettera anche alle Procure di Siena e Grosseto. In queste lettere, chiedo alle Soprintendenze di sapere quali misure siano state adottate per assicurare il rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza stessa. Nele recente Accordo istituzionale, il sottosegretario De Angelis ribadisce che la Soprintendenza ha prescritto una serie di interventi a tutela da eseguirsi prima dell’inizio dei lavori. I lavoro sono iniziati da tempo e si continua ad assistere al transito di mezzi pesanti nelle immediate adiacenze della chiesa e nell’area termale sottoposta a tutela. Ho anche allegato delle foto. Insomma, quali misure sono state adottate per assicurare il rispetto di queste prescrizione impartire dalla Soprintendenza stessa?”.
Domanda legittima. Inoltre, il 29 Novembre si è svolta una riunione presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche per il Tavolo di concertazione che ha per oggetto l’Accordo Istituzionale per la gestione del cantiere del Maxilotto della E 78: “ A quella riunione – afferma la Tozzi – la Soprintendenza di Siena e Grosseto, purchè convocate, non erano presenti. In questa occasione è stato ribadito dal Governo che da Gennaio prossimo dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione/messa in sicurezza della chiesa e del muro. Noi di Italia Nostra, insieme all’Associazione Amici dei Bagni di Petriolo, abbiamo ribadito che passano mezzi pesanti e che non è sufficiente mettere in sicurezza la chiesa, ma ridare dignità al luogo visto che il castellare del ‘400 è in completo abbandono. Per il problema del monitoraggio delle vibrazioni prodotte dagli automezzi sulla struttura della Chiesa, ci è stato detto, che  i dispositivi applicati danno risultati entro limiti di legge e che il problema secondo ANAS dovrebbe ridursi con una nuova pista. In quest’incontro è stato anche accennato all’idea di creare un portale ed un numero telefonico per eventuali comunicazioni di inconvenienti in loco. Inoltre sarebbe opportuno che la Regione e l’Assessore Scaletti impostino fin da ora il problema del recupero di Petriolo a fini turistici. Dal 29 Novembre – afferma la Tozzi – non si è saputo più niente. Chiarisco –infine- che Italia Nostra non è contro il raddoppio, ma contro la cantierizzazione. Come è possibile che con tutte le prescrizioni, i camion continuino a passare accanto alla Chiesa?”.
A Gennaio, lo sperano fortemente Italia Nostra e l’Associazione Amici dei Bagni di Petriolo,  sapremo eventuali novità sulla vicenda.

Impruneta aderisce a Rifiuti Zero !

Il comune di Impruneta (Fi) approva la delibera Rifiuti Zero.
L’onda dei comuni a Rifiuti Zero aumenta anche in provincia di Firenze

Progetto Mensano. Il Comitato Difensori della Toscana: “Chi l’ha vista? Cercasi pratica per vincoli paesaggisti scomparsa in Regione Toscana”

Fonte: Qui Siena
Di: David Busato

Il 19 Dicembre una delegazione del Comitato a Firenze per la presentazione ufficiale del
nuovo piano paesaggistico della Regione. Dubbi e timori.
L’incontro del 19 Dicembre in Regione a Firenze

Siena – Progetto Mensano. Il Comitato dei Difensori della Toscana continua a nutrire dubbi e perplessità sulla vicenda. Il 19 dicembre, infatti,  presso gli uffici della Regione Toscana in Piazza Unità a Firenze, una delegazione del comitato si è recata alla presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana che verrà approvato nei prossimi mesi. Forte il sospetto nel Comitato di essere stati “snobbati”.
“Il 19 dicembre – affermano dal Comitato –  presso gli uffici della Regione Toscana in Piazza Unità 1 a Firenze, una delegazione del nostro comitato si è recata alla presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana che verrà approvato nei prossimi mesi. La partecipazione all’evento si è resa necessaria per il timore, poi purtroppo confermato, che un’istanza di tutela del paesaggio, sottoscritta da diverse associazioni e tremila cittadini e presentata alcuni mesi prima agli uffici regionali, non fosse stata presa in considerazione. Il sospetto di essere stati “snobbati” era sorto vedendo che nessuno degli uffici regionali preposti rispondeva alle email inviate, nemmeno a quelle di posta certificata che notoriamente vengono protocollate”.
I fatti in questione? “In data 11 febbraio 2013, – continuano –  volendo tutelare il proprio territorio, “I Cittadini della Toscana, dell’Italia e del Mondo”, il “Comitato Difensori della Toscana”, l’Associazione “Casolenostra”, l’Associazione “Ecomuseo Borgo La Selva” e “WWF”, raccogliendo circa 3000 firme, hanno presentato richiesta di attivazione della Procedura di Dichiarazione di notevole interesse pubblico (art. 136 e succ. D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004) del paesaggio di Casole d’Elsa-Monteguidi-Mensano-Radicondoli. Tale richiesta è stata ufficialmente sostenuta dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che per statuto svolge attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico. Già in passato, nel gennaio 2008, la Sezione senese di Italia Nostra richiese l’attivazione di una procedura di apposizione di vincolo paesaggistico per le aree situate nel Comune di Casole d’Elsa. Quindi ieri, durante l’incontro in Regione, è stato chiesto al relatore, prof. Morisi, garante della comunicazione per la partecipazione nel governo del territorio, se la richiesta firmata da 3000 cittadini e cittadine fosse stata presa in considerazione. La risposta è stata che la pratica deve ancora essere valutata. A tal proposito abbiamo preparato un breve comunicato stampa che invieremo nei prossimi giorni ai giornali e ai blog”.
Insomma dubbi e perplessità, con il passare dei mesi, aumentano: “ Il Comitato dei Difensori della Toscana è in allarme poiché la richiesta di vincoli paesaggistici sottoposta alla Regione Toscana nel marzo 2013, sembra essersi volatilizzata nel nulla e nessuno sa dove possa essere finita.  Che dire? Che possa essere rimasta sepolta sopra qualche scrivania di qualche funzionario troppo oberato per dar corso alla richiesta o per rispondere alle numerose sollecitazioni? Ci si chiede infatti quanto si debba ancora attendere per ottenere la risposta ufficiale dalle autorità competenti. Ricordiamo che la richiesta di attivazione della Procedura di Dichiarazione di notevole interesse pubblico (art. 136 e succ. D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004) del paesaggio di Casole d’Elsa-Monteguidi-Mensano-Radicondoli (SI) è una petizione che ha raccolto oltre 3000 firme lo scorso mese di febbraio, e rappresenta attualmente, l’unico strumento in mano ai cittadini per difendere e proteggere l’integrità del territorio  in assenza di una legislazione specifica in materia.
Tale iniziativa è stata sostenuta da “I Cittadini della Toscana, dell’Italia e del Mondo”, il “Comitato Difensori della Toscana”, l’Associazione “Casolenostra”, l’Associazione “Ecomuseo Borgo La Selva” e “WWF Siena”. Inoltre, tale richiesta è stata ufficialmente sostenuta con atto proprio dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che per statuto svolge attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004, n.42.
Il Ministro Massimo Bray durante la trasmissione “Che Tempo che fa” del 15 Dicembre affermava:…”Il nostro primo dovere è quello di tutelare il nostro patrimonio culturale…ad esempio il paesaggio, quante volte è stato ferito in maniera cosi grave…”  Il progetto Mensano, con la possibile costruzione di centrali geotermiche infatti, non solo deturperebbe il paesaggio ancora intatto in grande parte della zona, ma costituisce una minaccia per la salute e le capacità produttive degli abitanti che da anni hanno fatto enormi investimenti economici nei settori dell’agricultura e del turismo culturale e ambientale.
Non bastano dunque investimenti economici, occorrono leggi che proteggano gli interessi della collettività contro gli interessi di quei pochi senza scrupolo, e amministratori capaci che facciano rispettare i diritti della comunità. Restiamo in fiduciosa attesa…”

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