Firenze: Pm10 alle stelle per sei giorni consecutivi ma il Comune tace

…Tranquilli perchè l’inceneritore di case Passerini, previsto nel Piano che andrà in adozione a fine mese migliorerà la salubrità dell’aria, gli verrà in soccorso l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, e non farà mancare il suo contributo neppure la Terza Corsia dell’A11 Fi-Po-Pt opere quest’ultime due già approvate dal Consiglio regionale!

Fonte: Il Sito di Firenze

RETE NO SMOG FIRENZE
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Riceviamo e pubblichiamo – “E’ emergenza smog con il  Pm10 alle stelle, ma il Comune di Firenze tace”. E’ questa l’accusa della Rete No Smog dopo sei giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di Firenze e di altre città della Toscana. E’ da mercoledì scorso che il Pm10 ha iniziato a sforare ininterrottamente nelle centraline, nei giardini di Boboli come a Scandicci, dove venerdì ha raggiunto la punta massima di 116 microgrammi/mc (la soglia è di 50), e a Ponte alle Mosse, dove ieri, lunedì, sono stati misurati 108 microgrammi/mc ed è stato il 36 giorno di sforamenti, superando così il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa e diventando così la centralina “maglia nera” e la più inquinata della Toscana. E nei prossimi giorni gli sforamenti del Pm10 sono destinati a continuare, viste le previsioni meteorologiche stabili, con freddo e alta pressione, favorevoli alle concentrazioni e innalzamento degli inquinanti nell’aria. “Nonostante gli sforamenti del Pm10 il Comune di Firenze e gli altri Comuni della piana non prendono provvedimenti antismog, a differenza di altre città come Milano e Roma – sottolineano le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! – perché continua l’inganno delle centraline “di fondo”, che registrano l’inquinamento in misura inferiore (un terzo dei giorni di superamento), ma sono prese come riferimento per gli sforamenti e quindi per i provvedimenti antismog”. La Rete ricorda infatti il paradosso che le centraline collocate all’interno dei giardini di Boboli e di viale Bassi vengono considerate come le più attendibili per l’esposizione dei cittadini agli inquinanti, “come se i fiorentini abitassero e vivessero ai giardini di Boboli”, commentano dalla Rete. Così la centralina di via Ponte alle Mosse, in zona di traffico e altamente residenziale, è quella record negativo di tutte le centraline della Toscana, ma per il Comune di Firenze i suoi 36 giorni di sforamenti non contano, perchè hanno valore i 13 giorni della centralina di Scandicci e gli 11 di Boboli e i 10 di Bassi. “Così in questi giorni i fiorentini respirano Pm10 a pieni polmoni – concludono le associazioni della Rete No Smog – ma il Comune non solo non prende provvedimenti, aspettando il superamento della soglia dei 15 giorni sforati dalla centralina di Scandicci, ma se ne disinteressa totalmente e non si preoccupa neanche di avvertire i cittadini dei rischi per la salute”.

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Una Risposta

  1. […] Ieri la rete NoSmog Firenze ha lanciato l’allarme per gli ultimissimi dati delle centraline Arpat che segnalano il settimo giorno consecutivo di superamento dei limiti di di PM10 a Firenze. A fronte di una soglia di 50 microgrammi /mc al Ponte alle Mosse sono stati rilevati ieri (martedì) ben 118 mg e persino nella criticata e ridicola centralina posizionata all’interno del giardino di Boboli si sono raggiunti i 76 mg. Per ora abbiamo perso la battaglia per il suo spostamento in zona più consona alla misurazione dell’inquinamento e dove è più reale l’esposizione dei cittadini, ma torneremo all’attacco anche su questo. L’A.C. continua per ora a non far nulla e prevede, nel caso che questi dati allarmanti continuino, misure ininfluenti come bloccare le auto più inquinanti ma solo dentro la ztl e ridurre il riscaldamento. Nessun intervento strutturale per abbattere l’inquinamento e neppure nessuna misura drastica in caso di sforamento dei limiti consentiti. Dunque non tutela la cittadinanza, che è ben consapevole dei rischi che le polveri sottili hanno sulla priopria salute. […]

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