Raddoppio Siena Grosseto. Petriolo. Il punto della situazione di Italia Nostra

Fonte: Qui Siena
Di: David Busato

Signorini: “ Il progetto ANAS non ci convince”. Tozzi: “Ho scritto due volte alle Soprintendenze ma fino ad ora nessuna risposta”

“Giù le mani da Petriolo” titolavamo il 13 Settembre, dopo un comunicato di Italia Nostra, che sottolineava dubbi e perplessità su alcuni aspetti del raddoppio in quella zona. In quell’occasione, Italia Nostra denunciava “Incuria e degrado per la colpevole negligenza di istituzioni, enti locali e gestori privati”.
Non solo, “Il complesso termale – denunciava l’associazione ambientalista – è messo a dura prova in questo periodo, anche dall’attraversamento della strada di cantiere, utilizzata per il passaggio dei mezzi pesanti di trasporto per i materiali necessari alla costruzione del nuovo viadotto della Siena-Grosseto. Questo passaggio, secondo gli ambientalisti, mette a repentaglio, oltre alle sorgenti di acqua sulfurea, i beni monumentali che, in parte già lesionati, non possono subire ulteriori danni. Abbiamo dato al Governatore Rossi un plico. Tra le varie cose, ci sono i camion ad un metro dalle mura storiche – dichiarava  Maria Rita Signorini consigliere nazionale di Italia Nostra– Tutta quella zona è di grande interesse storico. Ci sono le mura medievali, una chiesa ed è l’unico esempio di terme accanto ad una Chiesa (voluta da papa Pio Piccolomini). Quindi quella zona è un bene di interesse storico-artistico. Quella zona è già negletta e abbandonata da un po’ di tempo. Noi chiediamo, visto che non è stato possibile mettere il cantiere da un’altra parte, perlomeno di mettere quella zona in sicurezza e tutti un domani possano usufruirne. Vorremmo che quella zona ritornasse ad un certo splendore, invece così non sarà che un ammasso di ruderi. Consideri le vibrazioni dei camion che sono ad un metro dalla chiesa. Vogliamo che la Soprintendenza intervenga per salvaguardare. Ci appelliamo al Ministero dei Beni Culturali”.
E ora? Quale la situazione dopo tre mesi? L’8 Dicembre la trasmissione di Licia Colò, “Alle falde del Kilimangiaro” ha affrontato l’argomento Petriolo. “ Abbiamo visto – dichiara la Signorini interpellata telefonicamente durante un’intervista a Radio Toscana web  – che c’è un progetto di messa in sicurezza da parte dell’ANAS, che è un progetto che non ci lascia tranquilli perché sono previsti lavori “ibridi”, cioè a metà tra lavori di messa in sicurezza e parziale restauro. Noi chiediamo la messa in sicurezza delle mura della chiesa e del castellare in modo da tutelarli dal passaggio dei mezzi pesanti. Noi semplicemente avevamo chiesto la messa in sicurezza completa di tutto ed il restauro totale come indennizzo che passano di lì per fare i lavori. Ricordo che il progetto precedente prevedeva il passaggio dei mezzi pesanti nel bosco. Ipotesi non portata avanti perché avrebbe creato la necessità di tagliare molte piante. Per praticità è stato deciso di far passare i camion proprio accanto al castellare ed alla chiesa. Quello è un luogo unico e vogliamo preservarlo. Non c’è altro esempio di terme con chiesa annessa. Noi insistiamo sul fatto che questo progetto ibrido dell’Anas non ci piace per niente e vogliamo che venga fatto un lavoro che non precluda il restauro successivo di tutto il complesso e la sua rivalutazione. Un bene del genere può veramente produrre la ricchezza di quei luoghi: parlo di agriturismi, di prodotto legati alla bellezze e altro. Noi abbiamo tante idee per rilanciare quel luogo. Noi abbiamo chiesto all’ANAS ulteriori documenti di approfondimento sia sulla messa in sicurezza che sul restauro finale e spero ce li diano. Non siamo affatto tranquilli anche guardando altri casi nazionali. Ma noi ci saremo sempre”.
Interpellata sull’argomento, Lucilla Tozzi, Presidente della Sezione senese di Italia Nostra afferma: “ Il 12 Settembre ho scritto una lettera alla Soprintendenza di Siena e Grosseto in cui chiedevo se aveva monitorato gli enti che dovevano far rispettare le prescrizioni. Non solo ma chiedevo alla stessa di segnalare i gravi comportamenti omissivi alla Procura di Siena, per l’accertamento di eventuali reati. Non è stato fatto niente e non mi hanno nemmeno risposto. Quindi, Non avendo ricevuto nessuna risposta, ho scritto una nuova lettera il 24 Ottobre e questa volta ho inviato la lettera anche alle Procure di Siena e Grosseto. In queste lettere, chiedo alle Soprintendenze di sapere quali misure siano state adottate per assicurare il rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza stessa. Nele recente Accordo istituzionale, il sottosegretario De Angelis ribadisce che la Soprintendenza ha prescritto una serie di interventi a tutela da eseguirsi prima dell’inizio dei lavori. I lavoro sono iniziati da tempo e si continua ad assistere al transito di mezzi pesanti nelle immediate adiacenze della chiesa e nell’area termale sottoposta a tutela. Ho anche allegato delle foto. Insomma, quali misure sono state adottate per assicurare il rispetto di queste prescrizione impartire dalla Soprintendenza stessa?”.
Domanda legittima. Inoltre, il 29 Novembre si è svolta una riunione presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche per il Tavolo di concertazione che ha per oggetto l’Accordo Istituzionale per la gestione del cantiere del Maxilotto della E 78: “ A quella riunione – afferma la Tozzi – la Soprintendenza di Siena e Grosseto, purchè convocate, non erano presenti. In questa occasione è stato ribadito dal Governo che da Gennaio prossimo dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione/messa in sicurezza della chiesa e del muro. Noi di Italia Nostra, insieme all’Associazione Amici dei Bagni di Petriolo, abbiamo ribadito che passano mezzi pesanti e che non è sufficiente mettere in sicurezza la chiesa, ma ridare dignità al luogo visto che il castellare del ‘400 è in completo abbandono. Per il problema del monitoraggio delle vibrazioni prodotte dagli automezzi sulla struttura della Chiesa, ci è stato detto, che  i dispositivi applicati danno risultati entro limiti di legge e che il problema secondo ANAS dovrebbe ridursi con una nuova pista. In quest’incontro è stato anche accennato all’idea di creare un portale ed un numero telefonico per eventuali comunicazioni di inconvenienti in loco. Inoltre sarebbe opportuno che la Regione e l’Assessore Scaletti impostino fin da ora il problema del recupero di Petriolo a fini turistici. Dal 29 Novembre – afferma la Tozzi – non si è saputo più niente. Chiarisco –infine- che Italia Nostra non è contro il raddoppio, ma contro la cantierizzazione. Come è possibile che con tutte le prescrizioni, i camion continuino a passare accanto alla Chiesa?”.
A Gennaio, lo sperano fortemente Italia Nostra e l’Associazione Amici dei Bagni di Petriolo,  sapremo eventuali novità sulla vicenda.

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