Prato, Gian Antonio Stella: “Per salvare le Cascine dire no agli speculatori”

È la nostra battaglia storica dal 2004! Dieci anni di disfacimento di un luogo unico al mondo

Fonte: Il Tirreno
Di: Cristina Orsini

La fattoria del Magnifico sbarca a Sanremo. L’editorialista del Corriere della Sera,
tra gli ospiti della seconda puntata, ha nuovamente lanciato
l’allarme sulla tutela dei beni culturali in Italia

PRATO. Un palcoscenico davvero eccezionale per la causa del recupero della Fattoria medicea delle Cascine di Tavola da tempo in condizioni di degrado. Il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella ha partecipato alla seconda serata del Festival di Sanremo ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Stella ne ha approfittato per perorare la causa della Fattoria medicea inserita nella lista nera dei beni culturali destinati a sparire. Quasi un anno fa il giornalista aveva dedicato sul Corriere della Sera un ampio spazio alla storia del declino dell’edificio mediceo.
Cliccate qui per sentire l’intervista
Secondo l’editorialista del Corriere della Sera, intervistato telefonicamente, per salvare le Cascine di Tavola è necessario trovare un giusto equilibrio tra le necessità dei privati “che però non devono speculare, altrimenti non li vogliamo” dice, e l’interesse dei cittadini. Per Stella sono due le ragioni per le quali in Italia  i beni culturali troppo spesso vengono abbandonati al loro destino: “La prima – afferma – è che manca la consapevolezza del patrimonio che abbiamo. Siamo il Paese che ha effettivamente più roba che è un bene ma è anche una maledizione, perché alla fine, visto che c’è Firenze, gli Uffizi, che c’è Roma, c’è la Reggia di Venaria già recuperata, perchè stare a spendere soldi anche per le Cascine di Lorenzo il Magnifico o la Cascina di Cavour in Piemonte?”. La seconda  ragione, per Stella, sta nella difficoltà, tutta italiana, a trovare linee d’intervento condivise. “L’esempio – spiega – è la collocazione della statua della Dea Morgantina (scolpita nel V secolo, statua proveniente dal sito archeologico di Morgantina a 9 chilometri da Piazza Armerina, in provincia di Enna ndr). E’ stata messa, dopo il ritorno, tre anni fa, da Los Angeles, nel microscopico museo di Aidone ma perchè è scoppiata la guerra con Armerina. Quindi ognuno fa i propri manifesti, ognuno ha il suo sito, ciascun museo pensa alla pubblicità e la statua resta lì. Questa è l’Italia”.

 

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