“Terme di Petriolo a rischio crollo”, Italia Nostra chiede stop del cantiere

Fonte: La Repubblica

“Fermate il cantiere alle Terme di Petriolo”. E’ l’allarme lanciato da Italia Nostra che chiede lo stop immediato del cantiere per la costruzione del viadotto Siena-Grosseto a Monticiano. Lo storico complesso termale risalente al XIV e XV sec., con la cinta muraria, la chiesa di Papa Pio II e le sorgenti di acqua  sulfurea, conosciuto fin dall’epoca romana, secondo l’associazione “è a rischio crollo ma nessuna misura preventiva è stata effettuata”.  “Il cantiere per l’adeguamento a 4 corsie nel tratto Grosseto-Siena  appaltato da Anas alla Straba ne minaccia la sopravvivenza – ripete Italia Nostra –  perché nessuna delle misure indicate dalla Soprintendenza è stata attuata”. Immediata la risposta di Erasmo D’Angelis, sottosegretario ai trasporti al governo: “Grazie a modello di Débat Public tra due settimane partono i lavori per il recupero e la valorizzazione dell’intera area archeologica. Invece di assistere al degrado in atto da 40 anni abbiamo lavorato per un cantiere modello, paradossali le proteste di oggi”

 

Fonte: Qui Siena

Terme di Petriolo. Italia Nostra: “Danni irreparabili al monumento. Stop al cantiere” 
Italia Nostra chiede ad ANAS, STRABAG, imprese esecutrici, proprietà, Soprintendenza, Prefettura, e alle amministrazioni competenti di interrompere immediatamente i lavori.
Nessuna misura di tutela e protezione prevista è stata attuata. 

Non è una novità, purtroppo. Il cantiere relativo alla costruzione del viadotto Siena- Grosseto, nei pressi delle Terme di Petriolo, è da tempo indicato dall’associazione Italia Nostra, come a rischio. Nel mirino il complesso storico con la cinta muraria, la Chiesa di Pio II ele sorgenti di acqua sulfurea. Non è la prima volta che Italia Nostra lancia l’allarme su un rischio di danneggiamenti dei suddetti monumenti. Già poco tempo fa furono denunciate infiltrazioni di acqua nella storica chiesetta. Poco fa, con un comunicato stampa, Italia Nostra chiede l’immediato stop del cantiere: ” Italia Nostra – si legge nel comunicato – chiede l’interruzione immediata del cantiere per la costruzione del viadotto Siena-Grosseto, in località Monticiano, ad ANAS, STRABAG, imprese esecutrici, proprietà, Soprintendenza, Prefettura, e alle amministrazioni competenti perché ad oggi nessuna misura di tutela prevista è stata attuata a protezione delle Terme di Petriolo e i lavori stanno mettendo a grave rischio il monumento.
Lo storico complesso risalente al XIV e XV sec., con la cinta muraria, la chiesa di Papa Pio II e le sorgenti di acqua sulfurea, conosciuto fin dall’epoca romana, citato in un’orazione di Cicerone, furono il primo complesso termale in muratura. Durante il Rinascimento, le Terme assunsero notevole prestigio, tanto che vi si recarono personaggi della famiglia dei Medici e dei Gonzaga, oltre a papa Pio II. Oggi rappresentano uno dei pochi, se non l’unico, complesso termale con libero accesso per i cittadini in un paesaggio di straordinaria bellezza.
Ma il cantiere per l’adeguamento a 4 corsie nel tratto Grosseto-Siena (S.S. 223 di Paganico) appaltato da ANAS alla STRABAG ne minaccia la sopravvivenza. Il monumento è a rischio crollo poiché, ad oggi, nessuna delle misure di sicurezza e prescrizioni impartite a luglio 2013 dalla Soprintendenza è stata messa in atto.
Quanto prospettato dalle imprese dei lavori, confermato anche pubblicamente su Rai 3 durante la puntata dell’8 dicembre 2013 nella trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”, non è stato realizzato.
Non sono stati eseguiti:

  • monitoraggio per prevenire ed evitare dissesti al bene tutelato;
  • necessarie ed urgenti opere di restauro e manutenzione, al fine di scongiurare il rischio imminente e grave di totale ed irreparabile rovina di un bene irriproducile; 
  • impermeabilizzazione e messa in sicurezza del tetto della Chiesa;
  • consolidamento del campanile;
  • protezione dei capitelli dei pilastri di sostegno delle quattro arcate delle “Antiche Terme” e puntellature, con presidi di protezione, puntellamenti e rivestimenti temporanei delle sezioni murarie;
  • messa in sicurezza dei setti murari attraverso un ponteggio delle mura medievali;
  • collocamento di tappeti antivibrazione stradali;
  • percorso alternativo per i tir rispetto al tracciato di cantiere. Quanto alle ulteriori misure cautelative di cui la Soprintendenza richiedeva specificazione (tra cui velocità, peso e dimensione massime dei mezzi, numero di transiti giornalieri, attività di formazione del personale addetto alla movimentazione dei mezzi, presidi anti-urto a tutela delle strutture) nel progetto di messa in sicurezza non vi è traccia.

In assenza delle dovute cautele, i lavori hanno già arrecato danni: l’inadeguato sistema di canalizzazione, unito al disboscamento per la creazione della strada di cantiere, impedendo l’effetto drenante verso valle, ha fatto sì che con le prime piogge autunnali il fango invadesse le pozze termali che costeggiano il fiume Farma, riversandosi sulla cinta muraria, con grave rischio di cedimenti strutturali e inquinamento della sorgente. Ed è assolutamente inopportuna la realizzazione di una scogliera sull’alveo del fiume, con massi ciclopici, perché non solo non sarebbe in grado di consolidare lo smottamento in atto, ma costituirebbe un’opera irreversibile che interferirebbe con lo scorrimento del fiume deviandone il corso dell’acqua.
Il mancato rispetto delle prescrizioni, con il proseguire dei lavori, ha causato e causa notevoli danni e rischio di aggravamento, per lo stato dei luoghi, la chiesa e la cinta muraria. Gli interventi di restauro e manutenzione, come da prescrizioni della Soprintendenza, dovevano essere eseguiti prima di ogni altra attività.
Italia Nostra invita pertanto l’ANAS, la STRABAG, le imprese esecutrici, la proprietà, la Soprintendenza, la Prefettura, ogni altro Ente comunque coinvolto, per quanto di rispettiva competenza, ad interrompere o a far interrompere senza dilazione i lavori di cantiere, adottando o facendo adottare in maniera specifica e preventivamente alla ripresa dei lavori medesimi tutte le prescrizioni, funzionali al restauro, così come impartite dalla Soprintendenza. In assenza di positivo riscontro si riserva ogni azione legale”.

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