Perugia, collegio Adisu a San Bevignate: sale la protesta. Boccali: «Stop ai lavori»

Scempio “palazzinaro” a Perugia. La chiesa duecentesca dei templari di San Bevignate verrà sommersa dal cemento.
Italia Nostra mercoledì terrà una conferenza stampa nella sede della Provincia per denunciare lo scempio paesaggistico di un edificio di fronte alla chiesa di San Bevignate.

Fonte: Umbria24

Mobilitazione e raccolta firme contro la palazzina per studenti. Il sindaco: «Compiere una riflessione e riesaminare il progetto». Fioroni: «Lo aveva approvato lui»

Il progetto risale al 2007 quando l’Università degli studi di Perugia aveva sui 30 mila iscritti, circa diecimila più di oggi, e molti fuorisede. Oggi quel collegio universitario pensato su un terreno della Regione in via Enrico Dal Pozzo, di fronte al complesso di San Bevignate, a molti sembra più un pugno nell’occhio che non un utile servizio agli studenti. Che, tra l’altro, sorgerebbe a poche centinaia di metri dalle residenze previste nella Nuova Monteluce. Tante proteste che (forse anche per il clima delle primarie) Boccali dice stop.
Boccali: «Fermiamoci» Il sindaco ricorda che il progetto è vecchio di 7 anni fa. «Fu, allora – afferma –  frutto di un protocollo tra Regione-Adisu ed Università, con il Comune che approvò una variante al Prg relativa alla riclassificazione di un’area in via Enrico dal Pozzo per la realizzazione di una residenza universitaria. Uniter regolarissimo e con tutte le necessarie autorizzazioni, anche della Soprintendenza. Anche in considerazione del fatto che sono state espresse molte perplessità e alcune autorevoli posizioni nettamente contrarie, credo sarebbe saggio riesaminare il progetto. Il che significa fermarsi, compiere una riflessione, condividere  contenuti e dettagli di questa scelta con la città. Per quanto riguarda il Comune di Perugia, siamo disponibili a prendere in esame qualunque soluzione riesca, nello stesso tempo, a tutelare un monumento come San Bevignate e  rispondere alle esigenze di residenza studentesca».
Fioroni: più partecipazione Tra gli altri anche la sua rivale per le primarie, Anna Rita Fioroni, era intervenuta sostenendo che l’opera «sia fortemente in contrasto con un progetto di città che si dimostri attento alle tematiche ambientali». Poi dopo lo stop di Boccali torna sull’argomento notando «con sorpresa che il sindaco apprezza e fa propri i miei suggerimenti e le mie proposte per rinnovare Perugia. Mi dispiace che per un decisione così importante per il futuro dei cittadini si sia dovuto aspettare così tanto. Soprattutto con un così notevole spreco di tempo e soldi. Ricordo inoltre – sottolinea Fioroni – che il permesso a costruire era stato dato dallo stesso Boccali e che non si può fare il buono ed il cattivo tempo in maniera così palesemente demagogica . Non solo, una tale decisione fu presa senza tenere in alcuna considerazione il parere dei cittadini, disconoscendo quasi il valore storico, artistico ed ambientale della città da lui stesso governata. Ci sembra perciò alquanto inopportuna una simile dichiarazione e decisione che avviene proprio ora e non in tempi non sospetti».
Il collegio Riguardando al progetto, si tratta di una «residenza universitaria con annessi servizi polivalenti, per circa 150 posti letto per accogliere studenti universitari e ricercatori italiani e stranieri» da edificare «su terreni di proprietà della Regione Umbria». Una palazzina di quattro piani che mirava – si legge nella delibera relativa alla variante urbanistica approvata dal consiglio comunale – a incrementare «l’attrattiva e il rafforzamento di Perugia quale sede universitaria incrementando la dotazione di nuovi posti letto e servizi» anche alla luce del «profondo riordino intrapreso a seguito del progressivo trasferimento della Facoltà di Medicina», «riconfermando comunque di fatto un polo universitario a Monteluce a sostegno del decongestionamento della Conca».
L’aspetto paesaggistico Nell’autorizzare l’edificazione si faceva comunque riferimento al luogo dove la residenza sarebbe sorta. In particolare all’utilizzo «del concorso di architettura in un contesto paesaggistico, ambientale e storico molto particolare che porta i progettisti a rendersi maggiormente consapevoli delle preesistenze ed a confrontare le proprie proposte progettuali allo scopo di elevare la qualità compositiva, urbanistica ed architettonica della zona».
La protesta Ma proprio quel «contesto» porta oggi all’innalzarsi di un polverone. Italia Nostra mercoledì terrà una conferenza stampa nella sede della Provincia per denunciare lo scempio paesaggistico di un edificio di fronte alla chiesa di San Bevignate. E c’è anche una raccolta firme con circa 200 sottoscrizione, tra le quali quelle di molti docenti universitari.
Caso in Regione E il caso è arrivato anche in Regione con l’interrogazione urgente alla giunta di Oliviero Dottorini (Idv) che definisce la costruzione uno «schiaffo all’ambiente al buon senso e ad un complesso monumentale di eccezionale importanza a livello internazionale» chiedendo «di far sospendere l’esecuzione dei lavori e valutare la possibilità di individuare soluzioni alternative». «Perugia non ha certo bisogno di un’altra colata di cemento – aggiunge Dottorini -. Per giunta appare assolutamente fuori luogo e fuori contesto la realizzazione di un nuovo edificio quando nella zona in questione già sono presenti svariati immobili di proprietà dell’Università e di altri enti pubblici che potrebbero essere recuperati come residenze per studenti. Anche nel vicino complesso “Nuova Monteluce”, i cui lavori sono in corso d’opera, sono previsti alloggi per studenti. La scelta di realizzare questo nuovo edificio è aggravata dal fatto che San Bevignate è una delle più importanti chiese templari d’Europa, ospita affreschi di notevole interesse e la sua particolarità è quella di essere posta in un’area rimasta incontaminata e cirondata dal verde che ne amplifica la bellezza e l’interesse».
Moriconi: «Problema più vasto» «Il caso specifico – dice a Umbria24 Franco Moriconi, rettore dell’Università degli studi di Perugia – non lo conosco e perciò non vorrei entrarci. Quello che mi preme e che vorrei fare è affrontare il problema in modo molto più vasto. Mi spiego: che futuro avrà la città dal punto di vista sociale e urbanistico? Non mi fermerei al fatto contingente, dobbiamo vedere qual è il futuro che andremo a costruire per la nostra città».
Ugl all’attacco Il segretario regionale dell’Ugl Enzo Gaudiosi sostiene che «quella cascata di cemento di fronte a San Bevignate è un errore enorme. Così si uccide il turismo a Perugia e si rovina una delle zone più belle della città. Quella dell’Adisu – spiega Gaudiosi – è un’operazione che puzza di sprechi e un danno all’intero comparto del turismo. Vorremmo che l’amministratore unico dell’Adisu, Maurizio Oliviero, – conclude Gaudiosi – ci fornisse delle spiegazioni convincenti sulla questione. Così come chiediamo lumi all’amministrazione comunale e chi ha delle responsabilità in tutta questa vicenda».

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