Archivi Mensili: aprile 2014

Piazza Brunelleschi, i residenti “Vogliamo un giardino al posto del parcheggio interrato”

Fonte: La Nazione
Di: Rossella Conte

La parola ai comitati: “Proponiamo la creazione di un giardino protetto alla cui gestione
potrebbero partecipare i residenti, per portare chi frequenta e abita la zona a godere di
uno spazio adesso abbandonato al degrado”
 

“No al parcheggio interrato”. “Un giardino al posto del parcheggio interrato”. Piazza Brunelleschi batte i pugni contro la possibilità di realizzare “in piazza un parcheggio interrato”. “Vogliamo la riqualificazione della piazza ma il parcheggio interrato non è una soluzione. Proponiamo la creazione di un giardino protetto alla cui gestione potrebbero partecipare i residenti, per portare chi frequenta e abita la zona a godere di uno spazio adesso abbandonato al degrado e in più favorire la socializzazione tra le persone”, ribadiscono i cittadini che hanno scritto lettere e organizzato assemblee oltre che aver esposto striscioni e lenzuola che si rincorrono per esprimere a gran voce il proprio ‘No’.
“Stiamo organizzando – spiega Michele, portavoce del comitato – una protesta silenziosa per i primi di maggio.  Tappezzeremo la piazza di volantini illustrativi, striscioni informativi, slogan e foto. Chiediamo all’amministrazione di rivedere le proprie posizioni”. Per i cittadini “la riorganizzazione del sistema dei parcheggi della zona è necessaria, ma non va fatta solo a scopo di lucro.
Dev’essere utile alla cittadinanza, favorire l’accesso e l’uso dei mezzi pubblici, coerente con la ZTL e volta al miglioramento della vivibilità di tutta la città”. Ma in piazza Brunelleschi i problemi sono anche altri: l’esterno della sede dell’Università è stato eletto a dormitorio oltre che luogo di lavoro di un gruppetto di rom, specializzati nell’accattonaggio, e alcuni senza tetto, ormai inquilini fissi.
La protesta arriva questa volta da alcune studentesse: “Entrano nel giardino dell’università, si avvicinano, chiedono con insistenza i soldi e a volte capita anche che ti mettano le mani nella borsa o nei sacchetti della roba da mangiare. E’ davvero fastidioso”. Scritte sui muri, manifesti appiccicati un po’ ovunque, piazza Brunelleschi si presenta come una lavagna scarabocchiata martoriata da deiezioni canine e pozze di urina, da auto parcheggiate dove capita e due ruote infilate nel primo spiraglio utile. “Per non parlare dei parcheggiatori abusivi”, concludono.

Italia Nostra: fermiamo le speculazioni sulle biomasse in Valdichiana

Come ben noto Italia Nostra sezione Valdichiana ha evidenziato a più riprese l’irrazionalità di volere impiantare una mega centrale a biomasse nel territorio di Castiglion Fiorentino e continuerà in questa direzione. Italia Nostra è ancora una volta in allarme a causa del proliferare di piccole centrali a biomasse per forniture di energia elettrica che stanno invadendo il nostro territorio, con autorizzazioni già concesse o in attesa di esserlo.
Esse possono diventare piccoli inceneritori in assenza di legislazione in materia e di controlli. La possibilità di bruciare di tutto è veramente reale, con danni a falde acquifere, ai terreni,alle colture e di conseguenza alla salute a causa della catena alimentare. E’ da considerare che tali centrali diventano redditizie solo per gli incentivi concessi, altrimenti non vi sarebbe nessuna ragione per realizzarle, e non sono da classificare come impianti  di “energia sostenibile”. Infatti l’ ultimo rapporto americano sulla centrali a biomasse le definisce “nuovo carbone”, affermando dopo analisi accurate che queste inquinano più delle centrali a carbone o addirittura a gas.
Invitiamo con ciò tutte le amministrazioni comunali a prendere atto di tale situazione onde valutare  seriamente le ricadute di tali progetti sul territorio della Val di Chiana, e suggeriamo di visionare il “New Report: Green” Biomass Eletricity More Polluting Than Coal” che conferma gli studi di molti affermati scienziati.
Rileviamo una profonda contraddizione da parte della Regione Toscana la quale concede fondi per sostenere l’agricoltura integrata  e biologica, ma al contempo permette la realizzazione, attraverso incentivi, di piccole centrali a biomasse, contrastando di fatto  una vera  agricoltura biologica a causa dell’ inquinamento che le suddette provocano.
A nostro avviso vanno valutate altre forme di energia rinnovabile per la produzione di elettricità, come per esempio il fotovoltaico concedendo autorizzazioni per impianti da realizzare su capannoni già esistenti, prendendo sempre in considerazione prima di tutto le ricadute sull’ambiente e sul paesaggio.
Inoltre, concedere autorizzazioni per realizzare, a dei privati o titolari di aziende agricole, centrali per un numero di KW superiori al vero, e necessario consumo, dà luogo a speculazioni.
Le autorizzazioni dovrebbero essere infatti commisurate e rilasciate calcolando il reale consumo, senza eccedere nella  produzione in quanto lo scopo è quello di economizzare le spese sostenute dalle aziende agricole, senza incentivare la vendita di energia in eccesso.
Evitando di fatto che le piccole centrali a biomassa vengano realizzate al solo scopo speculativo.
Italia Nostra sezione Valdichiana
Mariarita Signorini, Gruppo lavoro energia Italia Nostra nazionale

Potete leggere il comunicato su Arezzo NotizieValdichiana oggi.
Riportiamo il commento di Carola Loretta Lazzeri – Comitato per Cortona

Condividiamo la posizione di Italia Nostra sul tema biomasse, sottolineando come la linea adottata dalle amministrazioni locali nel recente passato contravvenga a quello che era stato il principio ispiratore della normativa sulle energie rinnovabili relativamente alle biomasse.
Quella che sarebbe dovuta essere una buona pratica per smaltire gli scarti dell’agricoltura, producendo al contempo un reddito integrativo per le aziende agricole e un risparmio sulle spese energetiche, si è in realtà rivelata come alibi per far proliferare una agricoltura industralizzata, che adotta devastanti pratiche agronomiche, sottraendo territorio alla produzione alimentare umana e animale.
La forte incentivazione prevista dalla legislazione italiana ha poi trasformato questo principio virtuoso (recupero dell’energia da prodotti di scarto, risparmio energetico e diminuzione dell’inquinamento) in un vero e proprio assalto alla diligenza. Sono nate aziende similagricole, che di agricolo non hanno niente, che aggirando furbescamente la legge, stanno depredando denaro pubblico in totale spregio del risparmio energetico e della salute pubblica.
E’ inconcepibile che si incentivi, con accesso alla massima tariffazione, la cogenerazione là dove non c’è, l’autoconsumo inesistente, il dissennato sfruttamento dei terreni agricoli per coltivare prodotti destinati all’incenerimento o alla macerazione. E’ intollerabile che tutto avvenga attraverso un grande sperpero di energia, per recuperare poi appena un quinto dell’energia impiegata.
La politica assistenziale che ha caratterizzato e impigrito il sistema industriale nel nostro paese ha anche in questo settore prodotto gravi danni. E prosciugate le poche risorse economiche disponibili ci ritroveremo, quando finalmente finiranno queste speculazioni, terreni impoveriti, inquinamento aumentato, casse vuote e, soprattutto, meno sani.
Ben vengano quindi questi segnali di inversione di tendenza da parte della Provincia, relativamente al progetto PowerCrop. Non dimentichiamo però che tante piccole centrali sparse nel territorio, se svincolate dal reale bisogno di recuperare gli scarti prodotti e sottratte a rigidi regimi di controllo, possono rappresentare un serio pericolo per la salute , come risulta da evidenze scientifiche ormai universalmente riconosciute.
Questa è stata ed è la nostra posizione sul tema energia da biomasse, ben lontana dal luogo comune che ci vorrebbe contrari a tutto.

Processo partecipativo Biogas a Buonconvento? Parliamone!

Volentieri condivido con voi una bella esperienza e un processo di partecipazione democratica ben fatto, al quale ha partecipato attivamente Italia Nostra.
Il risultato? Delle 4 centrali a biomasse progettate nel paese di Buonconvento, che fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, non ne hanno fatte neppure una!
Un processo partecipativo da esportare in altri contesti, e in altre regioni: penso per esempio al caso della nostra Valdichiana a Castiglion Fiorentino, per il quale Liliane Buffaut Mungo Presidente della locale sezione ci chiede aiuto per i diversi progetti di centrali previste attorno ad 1 MW.
Mariarita Signorini – responsabile comunicazione Italia Nostra Toscana, membro della Giunta, del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale Italia Nostra

Video del processo partecipativo promosso dal Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento, che ha coinvolto una giuria di cittadini nell’elaborazione di criteri-guida per la realizzazione di impianti di biogas compatibili con le risorse e i fabbisogni del territorio comunale.
Per informazioni: www.biogaspaliamone.it

Concorso per la selezione di nuovi progetti di valorizzazione del patrimonio culturale fiorentino

Fonte: Vivafirenze.it

Sostegno al patrimonio dalle prenotazioni alberghiere
Al via il concorso per la selezione di nuovi progetti

C’è tempo fino al prossimo 26 maggio per presentare i progetti
La selezione finale sarà curata dagli albergatori che hanno aderito al progetto

Firenze, 17 aprile 2014 – Nuovi progetti da sostenere attraverso il portale Vivafirenze.it. È stato appena lanciato il concorso per la selezione di nuove iniziative da supportare economicamente, nel corso del 2014, attraverso il modello Vivafirenze.it.
Il portale permette di destinare parte delle commissioni delle prenotazioni alberghiere (più di 300 le strutture attualmente aderenti al portale) alla valorizzazione del patrimonio culturale fiorentino, creando un’inedita e virtuosa sinergia fra viaggiatori, strutture alberghiere, patrimonio culturale e istituzioni locali. Il tutto senza alcun costo per il viaggiatore. Fino ad oggi, Vivafirenze.it ha permesso di sostenere le attività della Fondazione Angeli del Bello e il progetto “Firenze per bene” con Life Beyond Tourism® Heritage Community e in collaborazione con l’Ufficio Unesco del Comune di Firenze.
Ma, con il 2014, verranno compiuti alcuni fondamentali passi in avanti. Il portale è stato infatti completamente rinnovato, mentre è appena partita la selezione di nuovi progetti da inserire all’interno del modello di raccolta fondi di Vivafirenze.it. La scelta avverrà attraverso un apposito invito rivolto ad enti e associazioni che operino con finalità benefiche all’interno dell’ampio campo della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, museale, archivistico o naturale a Firenze o provincia.
Per partecipare, basta compilare il modulo disponibile all’indirizzo www.vivafirenze.it/vivaday seguendo le indicazioni contenute nella guida e spedendolo all’indirizzo mail sviluppo@vivafirenze.it entro il 26 maggio 2014, oppure, in formato cartaceo, per posta, a Vivafirenze.it Booking Hotels Srl, via del Giglio, 10 Firenze.
I progetti che saranno giudicati idonei, secondo una prima valutazione dell’organizzazione, accederanno alla seconda fase che coinvolgerà direttamente gli albergatori e i rappresentanti delle strutture ricettive a Firenze e provincia. Questi voteranno i quattro progetti migliori che saranno quindi inseriti sulla piattaforma Vivafirenze.it e otterranno la possibilità di ricevere sostegno economico grazie alla devoluzione di parte delle commissioni generate dalle prenotazioni, a partire dal 16 giugno 2014 per 12 mesi. La votazione e la comunicazione dei vincitori avverranno a giugno, durante una giornata dedicata al lancio del nuovo portale di Vivafirenze.it.

Vivafirenze.it è il portale di prenotazione alberghiera no profit nato dall’orientamento “Life Beyond Tourism®” che punta a potenziare il viaggio come scambio di valori e non solo fornitura/fruizione di servizi, favorendo la conoscenza dei luoghi visitati, il dialogo fra culture diverse, la valorizzazione del patrimonio e lo sviluppo del territorio stesso nell’interesse collettivo. Il portale Vivafirenze.it è stato avviato nel 2011, conta attualmente 300 strutture affiliate ed è partner per la gestione delle prenotazioni per la Assemblea Generale ICOMOS del 2014. Info: 055.290730 (lunedì-venerdì 9-15), sviluppo@vivafirenze.it.

Rassegna stampa sulla vittoria per Monte Gazzaro

Pubblichiamo la nutrita rassegna stampa sulla vittoria per Monte Gazzaro: la Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha infatti bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Cliccate qui per leggere il comunicato stampa.
La bella vittoria ottenuta ci ripaga del grande impegno profuso per più di un anno nella salvaguardia di questo angolo di Paradiso. Abbiamo redatto e inviato documenti, osservazioni e tenuto stretti contatti con i vari Enti e in particolare con la direzione regionale e con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio.
Anche il Presidente nazionale di Italia Nostra ringrazia la Soprintendenza.

Fonte: La Repubblica, Firenze
Di: Serena Travaglini

Eolico, stop all’impianto di Monte Gazzaro
Italia Nostra: grande soddisfazione, tutelato uno dei principali crinali dell’Appennino

Una vittoria accompagnata da grande soddisfazione quella di Italia Nostra Firenze, del Comitato locale e di altre associazioni ambientaliste in seguito alla bocciatura delle pale eoliche sul Monte Gazzaro, decretata dalla Conferenza dei servizi della regione Toscana. In sede decisionale è stata riconosciuto il pericolo che le pale eoliche avrebbero rappresentato per l’ambiente in termini di danni gravissimi al paesaggio. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00” (doppio zero) del Cai, considerato uno degli itinerari storici più prestigiosi a livello europeo. “Apprezziamo moltissimo il lavoro svolto dalla Soprintendenza – dichiarano  i rappresentanti di Italia Nostra e del Comitato Monte Gazzaro – che, attraverso un riesame accurato della compatibilità ambientale delle pale eoliche, ha formulato un ‘no’ definitivo all’impianto, che avrebbe violato il crinale del nostro Appennino”. A chiudere la vicenda è valsa dunque l’azione decisiva della Soprintendenza, che, guidata dal Ministero del beni ambientali, ha recepito e accolto i principi contenuti nel nuovo piano paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale. Secondo quanto affermano gli ambientalisti, i rappresentanti di Italia in prima fila, la decisione della Soprintendenza è la chiara dimostrazione che se le battaglie sono portate avanti con caparbietà e sostenute da argomentazioni forti e ben fondate, è possibile raggiungere i propri scopi a beneficio, in questo caso, dell’intera collettività. Ad uscire sconfitti dalla vicenda i rappresentanti di Hergo Wind srl, società interessata ad accedere alle aste per l’installazione, mancata, dell’impianto eolico. Soltanto l’autorizzazione unica degli organi competenti avrebbe permesso alla Hergo Wind di ambire ai generosi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe potuto risultare redditizio.

Fonte: La Nazione
Di: Paolo Guidotti

Monte Gazzaro, stop all’eolico. la Soprintendenza dice no

Il risultato non era scontato: la Regione premeva, la società proponente Hergo Wind, comprensibilmente premeva ancora di più. Ma la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici ha tenuto duro, confermando definitivamente il suo parere negativo ad alzare sei grandi pale eoliche sul Monte Gazzaro, nei comuni di Barberino, Scarperia e Firenzuola. In una prima fase la Soprintendenza aveva detto sì, poi, dopo l’incontro con il comitato “Monte Gazzaro – No eolico selvaggio”, aveva cambiato posizione. E subito, ieri, il Settore Energia della Regione aveva dichiarato di non condividere sul piano procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza.
Che però è rimasta ferma sulla propria posizione: a suo giudizio l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi alla superficie boscata, tutelata dalla legge e anche al paesaggio nel suo complesso. E questo basta per bloccare tutto. I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia: il no della Conferenza dei Servizi della Regione Toscana fa saltare un investimento di 6 milioni di euro, e non hanno potuto far altro che mettere subito in dubbio la legittimità del parere della Soprintendenza.
Tutt’altra atmosfera tra gli osservatori del Comitato, di Italia Nostra e della Rete di Resistenza dei Crinali: “Abbiamo apprezzato moltissimo – dichiara Luciano Ardiccioni – il lavoro della Soprintendenza: un riesame accurato della documentazione e soprattutto almeno due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per un no definitivo all’impianto”.
“Dopo mesi di battaglia – aggiunge Fabrizio Nazio – si è tutelato un patrimonio enorme dal punto di vista ambientale, storico e turistico. Abbiamo fatto un buon lavoro: il materiale prodotto è stato pertinente e competente. Ma la  cosa che mi dà più soddisfazione è l’aver ribadito che non vince sempre il più grande, chi smuove più soldi, chi ha più agganci”. Soddisfatto della bocciatura anche il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli: “Avevano espresso parere contrario. Non ne valeva la pena. L’esiguo numero di aerogeneratori non aveva un ritorno economico tale da giustificare un intervento”.

Fonte: Corriere fiorentino

Monte Gazzaro, un altro no al parco eolico

Il parco eolico di Monte Gazzaro non s’ha da fare. Nella conferenza dei servizi che si è tenuta ieri in Regione il ministero dell’Ambiente, attraverso la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici, ha confermato il no al progetto della società privata Hergo Wind: le sei pale eoliche avrebbero provocato troppi danni al bosco tra Firenzuola, Scarperia e Barberino di Mugello. Esultano i comitati ambientalisti: “Abbiamo condotto una battaglia giusta”.

Fonte: Firenze in diretta
Di: Viola Bretone

Stop all’eolico su Monte Gazzaro. Vittoria di comitati e associazioni

Intorno alle due del pomeriggio di ieri il colpo di scena: dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a tagliare la testa al toro.
E´ stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggio alla superficie boscata (tutelata dalla legge). L’impianto sarebbe sorto sul “sentiero doppio zero del CAI”. ‘il Sentiero degli DEI’ , più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che ne avrebbe avuto danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti e apprezzati a livello europeo.
E questo è bastato per dire no all’impianto.
Il Ministero dei Beni Ambientali per bocca della Soprintendenza, ha recepito i principi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana.
I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l´inatteso smacco subito e soprattutto, “per gli ingenti danni subiti dall´impossibilità di accedere alle aste” (probabilmente le ultime. Ndr).
I rappresentanti dei comitati contrari all´installazione sono soddisfatti della svolta della Soprintendenza che ha dimostrato come anche i cittadini possono portare avanti e vincere una battaglia per il bene comune.

Fonte: 055 Firenze

Stop all’eolico sul Monte Gazzaro.
Parere contrario della Soprintendenza alla realizzazione dell’impianto sull’Appennino

“Con un ragionamento serrato e ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi alla superficie boscata (tutelata dalla legge) e anche al paesaggio nel suo complesso. E questo basta per dire no all’impianto”. Così il Comitato dei cittadini contrario alla costruzione di un impianto eolico sul Monte Gazzaro ha commentato il parere contrario della Soprintendenza ai beni ambientali a tale progetto.
“Il Comitato Monte Gazzaro – No eolico selvaggio, Italia Nostra e la Rete di Resistenza dei Crinali apprezzano moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare un forte handicap iniziale rappresentato dal suo giudizio favorevole espresso in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto almeno due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per un no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino.
I rappresentanti del Comitato e delle Associazioni sottolineano anche l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti una battaglia giusta. Ed anche della loro scelta di confrontarsi a trecentosessanta gradi con le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione”.

Fonte: Controradio

Stop all’impianto sul Monte Gazzaro
Soddisfazione di Italia Nostra Firenze e i comitati per la protezione ambientale

La Conferenza dei servizi della regione Toscana ha decretato la bocciatura dell’impianto eolico sul monte Gazzaro in quanto è stato riconosciuto il pericolo che le pale avrebbero rappresentato per l’ambiente e il paesaggio.
Infatti, l’impianto sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del Club Alpino Italiano, considerato uno degli itinerari storici più prestigiosi a livello europeo.
Soddisfatti della decisione “Italia Nostra Firenze”, il Comitato locale e altre associazioni ambientaliste.
“Apprezziamo moltissimo il lavoro svolto dalla Soprintendenza – dichiarano i rappresentanti di Italia Nostra e del Comitato Monte Gazzaro – che, attraverso un riesame accurato della compatibilità ambientale delle pale eoliche, ha formulato un ‘no’ definitivo all’impianto, che avrebbe violato il crinale del nostro Appennino”.

Fonte: Il Meteo.it

Ambiente: Italia Nostra, bocciato in Toscana impianto eolico monte Gazzarro

Adnkronos – Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio ”la Soprintendenza a chiudere la vicenda.
Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza – si legge nel comunicato – ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione”.

Fonte: AdnkronosSardegnaoggi, Arezzo webLiberoWall Street Italia, Newsit24, Olbia Notizie

Bocciato impianto eolico di Monte Gazzaro

Adnkronos – La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro.
“Riconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze e da altre associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato – fa sapere Italia Nostra – L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero ’00’ del Cai, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo.
E questo è bastato per dire no all’impianto”.
I rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale.
Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino”.

Fonte: Agricolturaoggi

La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Con un documento ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggioRiconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze dal locale Comitato e da altre Associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00” (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto. I Rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino“. Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a chiudere la vicenda. Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza, ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione.
I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso colpo subito e soprattutto, com’è sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni subiti dall’impossibilità di accedere alle aste”. L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere redditizio. Italia Nostra, i rappresentanti del Comitato e delle altre Associazioni ambientaliste hanno sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti questa battaglia e della scelta di confrontarsi con tutte le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione dimostrando, in tal modo, che se le richieste sono giuste e ben argomentate, anche se portate avanti solo da volontari che difendono interessi collettivi, possono farsi spazio ed essere condivise laddove si decide pro o contro il bene comune
Mariarita Signorini, Italia Nostra Firenze e nazionale
Luciano Ardiccioni, Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio
Alberto Cuppini, Rete della Resistenza sui Crinali

Fonte: Greenreport

Eolico contro biodiversità? Bocciature a raffica, e le associazioni ambientaliste si
dividono Lipu e Italia nostra esultano. Legambiente: «Pregiudizio delle Soprintendenze
nei confronti degli impianti»

La Lipu esulta: «Stop agli impianti eolici che disturbano l’habitat dell’orso e colpiscono, fino a uccidere, gli uccelli selvatici, in particolare rapaci come nibbio reale, nibbio bruno, grifone, aquila reale e biancone».  Il  Consiglio regionale dell’Abruzzo, fino a ieri accusato di voler riaprire la caccia nei Parchi e nelle zone dove vivono gli ultimi orsi, ora riceve i complimenti per aver approvato un progetto di legge sulle energie rinnovabili che stabilisce il divieto di installazione, nelle aree di maggiore rilevanza ambientale, di aerogeneratori con potenza singola o complessiva maggiore di 0,300 Megawatt.  «Un provvedimento – spiega la Lipu –  col quale la Regione vuole porre un freno ai danni alla biodiversità causati dai mega impianti, come accaduto nemmeno un mese fa con la morte di almeno due grifoni a Collarmele».
Il divieto vale per le Important bird areas (Iba), per le aree circostanti un raggio di 5 Km  dai dormitori di nibbio reale,  per le aree cuscinetto di 2 Km intorno ai Siti importanza comunitaria (Sic)  con presenza di nibbio reale e nibbio bruno e per le aree cuscinetto di 4 Km intorno al perimetro delle Zone di importanza speciale (Zps). La Lipu dice che «A beneficiare delle nuove norme anche specie di grande importanza come l’orso bruno marsicano le cui aree di presenza sono ora interdette a nuovi impianti, in attuazione dell’accordo Patom (Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano) approvato nel giugno 2010 dalla Regione Abruzzo con delibera di Giunta. Tutele anche per aquila reale e lanario, per le quali l’interdizione è attiva nei 5 chilometri circostanti le pareti siti di nidificazione, e per il biancone, con le stesse tutele ma dal punto di nidificazione.  Infine, inclusi nelle norme anche i chirotteri inseriti nell’allegato II della Direttiva 147/209/CE, per i quali l’interdizione agli impianti eolici vale per le aree circostanti un raggio di 3 chilometri da cavità o altri siti che ospitano colonie o, per le specie gregarie, siti di svernamento».
Secondo il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria, «Quella dell’Abruzzo potrebbe essere una svolta per tutta l’Italia. L’approvazione di queste norme può fermare la strage dei rapaci in una Regione così importante e pone paletti indispensabili per la tutela della biodiversità in Abruzzo. Ringraziamo il consigliere regionale Maurizio Acerbo che si è battuto con coraggio e determinazione affinché si giungesse a questo importante risultato. Non possiamo che augurarci che questo modello possa essere esportato anche in altre Regioni, tutt’ora teatro di gravi episodi che vedono vittime specie di grande pregio conservazionistico e protette dalle normative europee».
Ad esultare per la bocciatura da parte della Conferenza dei servizi della Regione Toscana delle pale eoliche sul Monte Gazzaro, sull’Appennino Toscano  sono invece Italia nostra e Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio  e  Rete della Resistenza sui Crinali che spiegano che «L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto».
Italia Nostra e comitati scrivono in una dichiarazione congiunta: «Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino».
Un’altra Soprintendenza, quella della Liguria, ha bocciato il progetto di costruire un impianto eolico con 4 “torri” a Vado Ligure e Quiliano, ma qui un’associazione ambientalista non è affatto d’accordo. Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria, fa notare alcune incongruenze rispetto ai pareri sull’eolico ed a quelli su altre opere ben più impattanti: «Se i criteri che la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria ha applicato per bocciare il progetto di un impianto eolico, nei Comuni di Vado Ligure e Quiliano, si dovessero applicare in tutta la Liguria di sicuro vi sarebbe uno stop immediato alla Gronda autostradale di Genova, alla piattaforma Maersk nel golfo savonese e a migliaia di altri interventi edilizi e infrastrutturali. Il parere appare sorprendente perché questo progetto ha avuto una lunga istruttoria, con modifiche, e le aree dove si sarebbe dovuto localizzare l’impianto sono fuori da aree protette e da siti di importanza comunitaria e la stessa valutazione di impatto ambientale regionale era stata positiva».
Il Cigno Verde chiede alla Regione Liguria di intervenire per fare chiarezza rispetto al futuro delle fonti rinnovabili in Liguria: «In particolare in un momento come questo – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente –, con le preoccupazioni occupazionali e industriali legate alla chiusura della Centrale di Vado Ligure, occorre dare un segnale chiaro con politiche che vadano nella direzione della spinta all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. Il pregiudizio contro l’eolico condiziona invece il lavoro delle Sovrintendenze e favorisce il fossile in una regione dove è finalmente venuta al pettine la questione delle centrali al carbone. Sarebbe veramente un grave errore bloccare un impianto che è coerente con le Linee Guida nazionali e regionali per l’integrazione delle rinnovabili nel paesaggio e che ha avuto un parere di Via positivo, per ragioni sostanzialmente estetiche».
Legambiente, a differenza di altre associazioni ambientaliste e così come Greenpeace, non è contraria all’eolico, e anche in Liguria chiede  regole chiare e condivise dai diversi attori istituzionali per l’integrazione nel paesaggio delle fonti rinnovabili. «Proprio l’esperienza di impianti eolici di successo come quelli realizzati a Varese Ligure, a Stella o a Mele dimostra come i progetti, in realtà, si possano ben integrare nel paesaggio – sottolineano gli ambientalisti liguri –  Questi aspetti dovrebbero rappresentare la spina dorsale del futuro piano energetico regionale che determinerà la visione a medio-lungo termine delle politiche energetiche nel territorio ligure. La Soprintendenza è entrata in conflitto con la Regione sulla valutazione dell’impatto dell’impianto che riguarderebbe, in parte, aree boscate, vincoli di tutela “dell’assetto insediativo” e di distanza di 150 metri dai corsi d’acqua previsti dal piano paesistico regionale, mentre per la bocciatura di carattere estetico il problema sarebbe “l’intervisibilità” di alcune delle torri dalla Via Aurelia e da rilievi e luoghi vincolati. In entrambi i casi, il parere esplicita un pregiudizio negativo nei confronti dell’eolico. Ed è per queste ragioni che occorre fare chiarezza su come in Liguria si vuole tutelare il territorio e permettere un corretto sviluppo delle fonti rinnovabili».

Fonte: Go News.it

Eolico, bocciato l’impianto di Monte Gazzaro. Italia Nostra: “Tutelato uno dei
principali crinali dell’Appennino”

La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Con un documento ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggio. Riconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze dal locale Comitato e da altre Associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto. I Rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino“. Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a chiudere la vicenda. Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza, ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione. I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso colpo subito e soprattutto, com’è sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni subiti dall’impossibilità di accedere alle aste”. L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere redditizio. Italia Nostra, i rappresentanti del Comitato e delle altre Associazioni ambientaliste hanno sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti questa battaglia e della scelta di confrontarsi con tutte le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione dimostrando, in tal modo, che se le richieste sono giuste e ben argomentate, anche se portate avanti solo da volontari che difendono interessi collettivi, possono farsi spazio ed essere condivise laddove si decide pro o contro il bene comune.
Mariarita Signorini, Italia Nostra Firenze e nazionale
Luciano Ardiccioni, Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio
Alberto Cuppini, Rete della Resistenza sui Crinali

La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro

Condividiamo con voi un’ottima notizia!! Dopo mesi di dura battaglia finalmente arriva il no all’impianto. Potete ripercorrere la vicenda cliccando qui

Italia Nostra Firenze e nazionale
Comitato Monte Gazzaro – No eolico selvaggio
Rete della Resistenza sui Crinali

Riconosciute le sacrosante ragioni contro uno scempio insensato espresse in questi
mesi da Italia Nostra Firenze dal locale Comitato e da altre Associazioni ambientaliste

Firenze, 16 Aprile 2014

Intorno alle due del pomeriggio di ieri il colpo di scena: dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a tagliare la testa al toro.
Con un documento ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggio alla superficie boscata (tutelata dalla legge). L’impianto sarebbe sorto sul  “sentiero doppio zero del CAI”.  ‘il Sentiero degli DEI’, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, ne avrebbe avuto danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo.
E questo è bastato per dire no all’impianto.
Il Ministero dei Beni Ambientali per bocca della la Soprintendenza, ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo cosí esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della nostra Regione.
I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso smacco subito e soprattutto, come è sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni subiti dall’impossibilità di accedere alle aste” (probabilmente le ultime. Ndr). L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe alcuna possibilità di essere redditizio. I Rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, presenti come osservatori, manifestano la propria soddisfazione e dichiarano:
“di apprezzare moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino.”
Italia Nostra, i rappresentanti del Comitato e delle altre Associazioni ambientaliste hanno anche sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti una battaglia sacrosanta e della scelta di confrontarsi con tutte le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione, dimostrando, in tal modo, che se le richieste sono giuste e ben argomentate, anche se portate avanti solo da volontari che difendono interessi collettivi, possono farsi spazio ed essere condivise dove c’è il potere effettivo di decidere pro o contro il bene comune.
Italia Nostra Firenze e nazionale, Mariarita Signorini
Comitato Monte Gazzaro – No eolico selvaggio, Luciano Ardiccioni
Rete della Resistenza sui Crinali, Alberto Cuppini

Cliccate qui per leggere l’articolo di Go News: “Eolico, bocciato l’impianto di Monte Gazzaro. Italia Nostra: “Tutelato uno dei principali crinali dell’Appennino”

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