Rassegna stampa sulla vittoria per Monte Gazzaro

Pubblichiamo la nutrita rassegna stampa sulla vittoria per Monte Gazzaro: la Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha infatti bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Cliccate qui per leggere il comunicato stampa.
La bella vittoria ottenuta ci ripaga del grande impegno profuso per più di un anno nella salvaguardia di questo angolo di Paradiso. Abbiamo redatto e inviato documenti, osservazioni e tenuto stretti contatti con i vari Enti e in particolare con la direzione regionale e con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio.
Anche il Presidente nazionale di Italia Nostra ringrazia la Soprintendenza.

Fonte: La Repubblica, Firenze
Di: Serena Travaglini

Eolico, stop all’impianto di Monte Gazzaro
Italia Nostra: grande soddisfazione, tutelato uno dei principali crinali dell’Appennino

Una vittoria accompagnata da grande soddisfazione quella di Italia Nostra Firenze, del Comitato locale e di altre associazioni ambientaliste in seguito alla bocciatura delle pale eoliche sul Monte Gazzaro, decretata dalla Conferenza dei servizi della regione Toscana. In sede decisionale è stata riconosciuto il pericolo che le pale eoliche avrebbero rappresentato per l’ambiente in termini di danni gravissimi al paesaggio. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00” (doppio zero) del Cai, considerato uno degli itinerari storici più prestigiosi a livello europeo. “Apprezziamo moltissimo il lavoro svolto dalla Soprintendenza – dichiarano  i rappresentanti di Italia Nostra e del Comitato Monte Gazzaro – che, attraverso un riesame accurato della compatibilità ambientale delle pale eoliche, ha formulato un ‘no’ definitivo all’impianto, che avrebbe violato il crinale del nostro Appennino”. A chiudere la vicenda è valsa dunque l’azione decisiva della Soprintendenza, che, guidata dal Ministero del beni ambientali, ha recepito e accolto i principi contenuti nel nuovo piano paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale. Secondo quanto affermano gli ambientalisti, i rappresentanti di Italia in prima fila, la decisione della Soprintendenza è la chiara dimostrazione che se le battaglie sono portate avanti con caparbietà e sostenute da argomentazioni forti e ben fondate, è possibile raggiungere i propri scopi a beneficio, in questo caso, dell’intera collettività. Ad uscire sconfitti dalla vicenda i rappresentanti di Hergo Wind srl, società interessata ad accedere alle aste per l’installazione, mancata, dell’impianto eolico. Soltanto l’autorizzazione unica degli organi competenti avrebbe permesso alla Hergo Wind di ambire ai generosi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe potuto risultare redditizio.

Fonte: La Nazione
Di: Paolo Guidotti

Monte Gazzaro, stop all’eolico. la Soprintendenza dice no

Il risultato non era scontato: la Regione premeva, la società proponente Hergo Wind, comprensibilmente premeva ancora di più. Ma la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici ha tenuto duro, confermando definitivamente il suo parere negativo ad alzare sei grandi pale eoliche sul Monte Gazzaro, nei comuni di Barberino, Scarperia e Firenzuola. In una prima fase la Soprintendenza aveva detto sì, poi, dopo l’incontro con il comitato “Monte Gazzaro – No eolico selvaggio”, aveva cambiato posizione. E subito, ieri, il Settore Energia della Regione aveva dichiarato di non condividere sul piano procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza.
Che però è rimasta ferma sulla propria posizione: a suo giudizio l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi alla superficie boscata, tutelata dalla legge e anche al paesaggio nel suo complesso. E questo basta per bloccare tutto. I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia: il no della Conferenza dei Servizi della Regione Toscana fa saltare un investimento di 6 milioni di euro, e non hanno potuto far altro che mettere subito in dubbio la legittimità del parere della Soprintendenza.
Tutt’altra atmosfera tra gli osservatori del Comitato, di Italia Nostra e della Rete di Resistenza dei Crinali: “Abbiamo apprezzato moltissimo – dichiara Luciano Ardiccioni – il lavoro della Soprintendenza: un riesame accurato della documentazione e soprattutto almeno due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per un no definitivo all’impianto”.
“Dopo mesi di battaglia – aggiunge Fabrizio Nazio – si è tutelato un patrimonio enorme dal punto di vista ambientale, storico e turistico. Abbiamo fatto un buon lavoro: il materiale prodotto è stato pertinente e competente. Ma la  cosa che mi dà più soddisfazione è l’aver ribadito che non vince sempre il più grande, chi smuove più soldi, chi ha più agganci”. Soddisfatto della bocciatura anche il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli: “Avevano espresso parere contrario. Non ne valeva la pena. L’esiguo numero di aerogeneratori non aveva un ritorno economico tale da giustificare un intervento”.

Fonte: Corriere fiorentino

Monte Gazzaro, un altro no al parco eolico

Il parco eolico di Monte Gazzaro non s’ha da fare. Nella conferenza dei servizi che si è tenuta ieri in Regione il ministero dell’Ambiente, attraverso la Soprintendenza ai Beni Paesaggistici, ha confermato il no al progetto della società privata Hergo Wind: le sei pale eoliche avrebbero provocato troppi danni al bosco tra Firenzuola, Scarperia e Barberino di Mugello. Esultano i comitati ambientalisti: “Abbiamo condotto una battaglia giusta”.

Fonte: Firenze in diretta
Di: Viola Bretone

Stop all’eolico su Monte Gazzaro. Vittoria di comitati e associazioni

Intorno alle due del pomeriggio di ieri il colpo di scena: dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a tagliare la testa al toro.
E´ stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggio alla superficie boscata (tutelata dalla legge). L’impianto sarebbe sorto sul “sentiero doppio zero del CAI”. ‘il Sentiero degli DEI’ , più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che ne avrebbe avuto danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti e apprezzati a livello europeo.
E questo è bastato per dire no all’impianto.
Il Ministero dei Beni Ambientali per bocca della Soprintendenza, ha recepito i principi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana.
I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l´inatteso smacco subito e soprattutto, “per gli ingenti danni subiti dall´impossibilità di accedere alle aste” (probabilmente le ultime. Ndr).
I rappresentanti dei comitati contrari all´installazione sono soddisfatti della svolta della Soprintendenza che ha dimostrato come anche i cittadini possono portare avanti e vincere una battaglia per il bene comune.

Fonte: 055 Firenze

Stop all’eolico sul Monte Gazzaro.
Parere contrario della Soprintendenza alla realizzazione dell’impianto sull’Appennino

“Con un ragionamento serrato e ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi alla superficie boscata (tutelata dalla legge) e anche al paesaggio nel suo complesso. E questo basta per dire no all’impianto”. Così il Comitato dei cittadini contrario alla costruzione di un impianto eolico sul Monte Gazzaro ha commentato il parere contrario della Soprintendenza ai beni ambientali a tale progetto.
“Il Comitato Monte Gazzaro – No eolico selvaggio, Italia Nostra e la Rete di Resistenza dei Crinali apprezzano moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare un forte handicap iniziale rappresentato dal suo giudizio favorevole espresso in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto almeno due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per un no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino.
I rappresentanti del Comitato e delle Associazioni sottolineano anche l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti una battaglia giusta. Ed anche della loro scelta di confrontarsi a trecentosessanta gradi con le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione”.

Fonte: Controradio

Stop all’impianto sul Monte Gazzaro
Soddisfazione di Italia Nostra Firenze e i comitati per la protezione ambientale

La Conferenza dei servizi della regione Toscana ha decretato la bocciatura dell’impianto eolico sul monte Gazzaro in quanto è stato riconosciuto il pericolo che le pale avrebbero rappresentato per l’ambiente e il paesaggio.
Infatti, l’impianto sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del Club Alpino Italiano, considerato uno degli itinerari storici più prestigiosi a livello europeo.
Soddisfatti della decisione “Italia Nostra Firenze”, il Comitato locale e altre associazioni ambientaliste.
“Apprezziamo moltissimo il lavoro svolto dalla Soprintendenza – dichiarano i rappresentanti di Italia Nostra e del Comitato Monte Gazzaro – che, attraverso un riesame accurato della compatibilità ambientale delle pale eoliche, ha formulato un ‘no’ definitivo all’impianto, che avrebbe violato il crinale del nostro Appennino”.

Fonte: Il Meteo.it

Ambiente: Italia Nostra, bocciato in Toscana impianto eolico monte Gazzarro

Adnkronos – Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio ”la Soprintendenza a chiudere la vicenda.
Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza – si legge nel comunicato – ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione”.

Fonte: AdnkronosSardegnaoggi, Arezzo webLiberoWall Street Italia, Newsit24, Olbia Notizie

Bocciato impianto eolico di Monte Gazzaro

Adnkronos – La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro.
“Riconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze e da altre associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato – fa sapere Italia Nostra – L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero ’00’ del Cai, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo.
E questo è bastato per dire no all’impianto”.
I rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale.
Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino”.

Fonte: Agricolturaoggi

La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Con un documento ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggioRiconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze dal locale Comitato e da altre Associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00” (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto. I Rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino“. Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a chiudere la vicenda. Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza, ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione.
I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso colpo subito e soprattutto, com’è sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni subiti dall’impossibilità di accedere alle aste”. L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere redditizio. Italia Nostra, i rappresentanti del Comitato e delle altre Associazioni ambientaliste hanno sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti questa battaglia e della scelta di confrontarsi con tutte le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione dimostrando, in tal modo, che se le richieste sono giuste e ben argomentate, anche se portate avanti solo da volontari che difendono interessi collettivi, possono farsi spazio ed essere condivise laddove si decide pro o contro il bene comune
Mariarita Signorini, Italia Nostra Firenze e nazionale
Luciano Ardiccioni, Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio
Alberto Cuppini, Rete della Resistenza sui Crinali

Fonte: Greenreport

Eolico contro biodiversità? Bocciature a raffica, e le associazioni ambientaliste si
dividono Lipu e Italia nostra esultano. Legambiente: «Pregiudizio delle Soprintendenze
nei confronti degli impianti»

La Lipu esulta: «Stop agli impianti eolici che disturbano l’habitat dell’orso e colpiscono, fino a uccidere, gli uccelli selvatici, in particolare rapaci come nibbio reale, nibbio bruno, grifone, aquila reale e biancone».  Il  Consiglio regionale dell’Abruzzo, fino a ieri accusato di voler riaprire la caccia nei Parchi e nelle zone dove vivono gli ultimi orsi, ora riceve i complimenti per aver approvato un progetto di legge sulle energie rinnovabili che stabilisce il divieto di installazione, nelle aree di maggiore rilevanza ambientale, di aerogeneratori con potenza singola o complessiva maggiore di 0,300 Megawatt.  «Un provvedimento – spiega la Lipu –  col quale la Regione vuole porre un freno ai danni alla biodiversità causati dai mega impianti, come accaduto nemmeno un mese fa con la morte di almeno due grifoni a Collarmele».
Il divieto vale per le Important bird areas (Iba), per le aree circostanti un raggio di 5 Km  dai dormitori di nibbio reale,  per le aree cuscinetto di 2 Km intorno ai Siti importanza comunitaria (Sic)  con presenza di nibbio reale e nibbio bruno e per le aree cuscinetto di 4 Km intorno al perimetro delle Zone di importanza speciale (Zps). La Lipu dice che «A beneficiare delle nuove norme anche specie di grande importanza come l’orso bruno marsicano le cui aree di presenza sono ora interdette a nuovi impianti, in attuazione dell’accordo Patom (Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano) approvato nel giugno 2010 dalla Regione Abruzzo con delibera di Giunta. Tutele anche per aquila reale e lanario, per le quali l’interdizione è attiva nei 5 chilometri circostanti le pareti siti di nidificazione, e per il biancone, con le stesse tutele ma dal punto di nidificazione.  Infine, inclusi nelle norme anche i chirotteri inseriti nell’allegato II della Direttiva 147/209/CE, per i quali l’interdizione agli impianti eolici vale per le aree circostanti un raggio di 3 chilometri da cavità o altri siti che ospitano colonie o, per le specie gregarie, siti di svernamento».
Secondo il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria, «Quella dell’Abruzzo potrebbe essere una svolta per tutta l’Italia. L’approvazione di queste norme può fermare la strage dei rapaci in una Regione così importante e pone paletti indispensabili per la tutela della biodiversità in Abruzzo. Ringraziamo il consigliere regionale Maurizio Acerbo che si è battuto con coraggio e determinazione affinché si giungesse a questo importante risultato. Non possiamo che augurarci che questo modello possa essere esportato anche in altre Regioni, tutt’ora teatro di gravi episodi che vedono vittime specie di grande pregio conservazionistico e protette dalle normative europee».
Ad esultare per la bocciatura da parte della Conferenza dei servizi della Regione Toscana delle pale eoliche sul Monte Gazzaro, sull’Appennino Toscano  sono invece Italia nostra e Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio  e  Rete della Resistenza sui Crinali che spiegano che «L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto».
Italia Nostra e comitati scrivono in una dichiarazione congiunta: «Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino».
Un’altra Soprintendenza, quella della Liguria, ha bocciato il progetto di costruire un impianto eolico con 4 “torri” a Vado Ligure e Quiliano, ma qui un’associazione ambientalista non è affatto d’accordo. Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria, fa notare alcune incongruenze rispetto ai pareri sull’eolico ed a quelli su altre opere ben più impattanti: «Se i criteri che la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Liguria ha applicato per bocciare il progetto di un impianto eolico, nei Comuni di Vado Ligure e Quiliano, si dovessero applicare in tutta la Liguria di sicuro vi sarebbe uno stop immediato alla Gronda autostradale di Genova, alla piattaforma Maersk nel golfo savonese e a migliaia di altri interventi edilizi e infrastrutturali. Il parere appare sorprendente perché questo progetto ha avuto una lunga istruttoria, con modifiche, e le aree dove si sarebbe dovuto localizzare l’impianto sono fuori da aree protette e da siti di importanza comunitaria e la stessa valutazione di impatto ambientale regionale era stata positiva».
Il Cigno Verde chiede alla Regione Liguria di intervenire per fare chiarezza rispetto al futuro delle fonti rinnovabili in Liguria: «In particolare in un momento come questo – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente –, con le preoccupazioni occupazionali e industriali legate alla chiusura della Centrale di Vado Ligure, occorre dare un segnale chiaro con politiche che vadano nella direzione della spinta all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. Il pregiudizio contro l’eolico condiziona invece il lavoro delle Sovrintendenze e favorisce il fossile in una regione dove è finalmente venuta al pettine la questione delle centrali al carbone. Sarebbe veramente un grave errore bloccare un impianto che è coerente con le Linee Guida nazionali e regionali per l’integrazione delle rinnovabili nel paesaggio e che ha avuto un parere di Via positivo, per ragioni sostanzialmente estetiche».
Legambiente, a differenza di altre associazioni ambientaliste e così come Greenpeace, non è contraria all’eolico, e anche in Liguria chiede  regole chiare e condivise dai diversi attori istituzionali per l’integrazione nel paesaggio delle fonti rinnovabili. «Proprio l’esperienza di impianti eolici di successo come quelli realizzati a Varese Ligure, a Stella o a Mele dimostra come i progetti, in realtà, si possano ben integrare nel paesaggio – sottolineano gli ambientalisti liguri –  Questi aspetti dovrebbero rappresentare la spina dorsale del futuro piano energetico regionale che determinerà la visione a medio-lungo termine delle politiche energetiche nel territorio ligure. La Soprintendenza è entrata in conflitto con la Regione sulla valutazione dell’impatto dell’impianto che riguarderebbe, in parte, aree boscate, vincoli di tutela “dell’assetto insediativo” e di distanza di 150 metri dai corsi d’acqua previsti dal piano paesistico regionale, mentre per la bocciatura di carattere estetico il problema sarebbe “l’intervisibilità” di alcune delle torri dalla Via Aurelia e da rilievi e luoghi vincolati. In entrambi i casi, il parere esplicita un pregiudizio negativo nei confronti dell’eolico. Ed è per queste ragioni che occorre fare chiarezza su come in Liguria si vuole tutelare il territorio e permettere un corretto sviluppo delle fonti rinnovabili».

Fonte: Go News.it

Eolico, bocciato l’impianto di Monte Gazzaro. Italia Nostra: “Tutelato uno dei
principali crinali dell’Appennino”

La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana ha bocciato le pale eoliche sul Monte Gazzaro. Con un documento ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi al paesaggio. Riconosciute le ragioni espresse in questi mesi da Italia Nostra Firenze dal locale Comitato e da altre Associazioni ambientaliste contro uno scempio insensato. L’impianto, infatti, sarebbe sorto sul sentiero “00″ (doppio zero) del CAI, più volte citato nel documento finale della Sovrintendenza, che avrebbe subito danni irreversibili, come sarebbe successo per tutta la zona, che vanta itinerari storici riconosciuti ed apprezzati a livello europeo. E questo è bastato per dire no all’impianto. I Rappresentanti di Italia Nostra e del comitato Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio e della Rete della resistenza sui Crinali, nel manifestare la propria soddisfazione, dichiarano: “Apprezziamo moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare il forte handicap iniziale rappresentato dal primitivo giudizio favorevole, dato in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi, hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per il no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino“. Dopo la mattinata trascorsa a esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi Enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi del 18 marzo, è stata proprio la Soprintendenza a chiudere la vicenda. Il Ministero dei Beni Ambientali tramite la Soprintendenza, ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano Paesaggistico della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della Regione. I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso colpo subito e soprattutto, com’è sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni subiti dall’impossibilità di accedere alle aste”. L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere redditizio. Italia Nostra, i rappresentanti del Comitato e delle altre Associazioni ambientaliste hanno sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro, della caparbietà con cui hanno portato avanti questa battaglia e della scelta di confrontarsi con tutte le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione dimostrando, in tal modo, che se le richieste sono giuste e ben argomentate, anche se portate avanti solo da volontari che difendono interessi collettivi, possono farsi spazio ed essere condivise laddove si decide pro o contro il bene comune.
Mariarita Signorini, Italia Nostra Firenze e nazionale
Luciano Ardiccioni, Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio
Alberto Cuppini, Rete della Resistenza sui Crinali

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