“Italia Nostra per gli Uffizi”: presentazione dell’Apollo seduto

Conferenza stampa 23 maggio 2014 Chiesa di San Pier Scheraggio

Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale

“Apollo seduto” prima del restauro

“Apollo seduto” prima del restauro

“Apollo seduto” durante il restauro

“Apollo seduto” dopo il restauro

Col restauro dell’Apollo seduto è stato possibile recuperare una scultura di grandi dimensioni e proseguire senza soste nel progetto ‘Italia Nostra per gli Uffizi’, si è trattato stavolta di un restauro assai complesso condotto con grande sensibilità e maestria dalla restauratrice Anne Katrin Potthoff Sapia. Un intervento che ha richiesto anche un maggior impegno di spesa rispetto alle precedenti. La statua è infatti composta da dieci parti di marmi diversi. La testa, fino alla mandibola è realizzata in marmo bianco, simile a quello del collo e della punta del naso, aggiunta successivamente. Il torso è stato scolpito in marmo greco mentre le due braccia e le gambe, aggiunte all’incirca a metà coscia, sono in marmo bianco venato grigio. Il tronco sul quale siede Apollo, è in marmo senza venature, mentre il piede sinistro, che poggia sulla tartaruga, è lavorato in marmo venato grigio. La scultura era molto sporca ed erano evidenti abrasioni sul torso con ingiallimenti sulle gambe (frutto di aggiunte successive) probabilmente a causa di trattamenti con oli. Oltre agli strati di particellato di deposito, localizzati sui piani orizzontali del modellato, erano visibili interventi in tempi diversi, come le stuccature alle giunture dei marmi e ricostruzioni sui capelli eseguite con colofonia, tali ricostruzioni coprono l’attaccatura delle orecchie. Dopo la pulitura dell’opera dagli strati più compatti di particellato, si è proceduto alla rimozione delle sostanze di natura cerosa e oleosa, mediante l’applicazione di solventi e con impacchi di acqua demineralizzata, supportati da “tessuto non tessuto” con un tempo di applicazione diverso a seconda dello sporco da rimuovere e la superficie da pulire, tenendo conto che i marmi sono di diverso colore. Sono state rimosse le stuccature degradate, in seguito rifatte, ma si è deciso di non rimuovere quelle in resina colofonia in prossimità delle orecchie, perché non era possibile farlo senza danneggiare l’originale. Infine sono stati eseguiti ritocchi con velature ad acquerello e tempera sulle stuccature per rendere otticamente più morbida la differenza tra un marmo e l’altro.
Come sempre diverse sono state le iniziative organizzate dalla sezione fiorentina per visitare la Galleria, tra le più significative quelle al Corridoio Vasariano che hanno permesso, tra gli altri, a tutti i soci della sezione di Reggio Emilia di poter percorrere questo prezioso luogo, gremito di opere d’arte, non visibili nel circuito museale consueto; le ormai abituali visite agli Uffizi di lunedì (giorno di chiusura al pubblico) alla scoperta della ‘Galleria dei marmi’, oltre a tutte le nuove sale da poco inaugurate, nonché le visite ai Depositi; sono state una serie di occasioni imperdibili e assai gradite anche ai giovani come gli studenti dell’Università di Parma del corso di Scienze per la Conservazione ed il Restauro e diverse classi del liceo artistico Pascal di Reggio Emilia. Voglio anche ricordare la costante partecipazione dell’Associazione Vivi Fiorenza, che ringrazio per la condivisione del nostro progetto fin dagli esordi. Tutte queste iniziative ci hanno permesso di raccogliere fondi destinati alla sponsorizzazione del restauro dell’Apollo seduto, anch’esso posto nel I Corridoio, insieme alle altre quattro sculture di cui si è già finanziato il recupero: lo pseudo Seneca morenteGiulia Mesa, Poppea e Nerone bambino (posto nel III Corridoio).
Infine vorrei ringraziare la Direzione del Polo Museale e della Galleria, in particolare il dott. Fabrizio Paolucci Direttore del Dipartimento delle Antichità classiche, senza la cui competenza e disponibilità non sarebbe stato possibile condurre a termine anche questa impresa. I nostri complimenti vanno anche a Maria Brunori, l’eccellente fotografa che ha documentato tutti questi restauri e che sa rendere carne i preziosi marmi che interpreta più che immortalarli.

Note storiche
Fabrizio Paolucci, Direttore dipartimento di Antichità classiche della Galleria degli Uffizi

Identificato con una delle sculture donate a Francesco I de’ Medici dal Cardinale Pier Donato Cesi alla fine del XVI secolo, l’Apollo seduto è verosimilmente in Galleria sin dal 1597, esposto nel primo corridoio e definito negli inventari dell’epoca “ignudo con testuggine”.
Secondo la letteratura, la figura avrebbe di antico soltanto il torso e la parte superiore delle gambe; questo frammento classico fu integrato assai precocemente, certo sin dal XVI secolo, con gli attributi di Apollo, ovvero la faretra e la tartaruga, metafora delle tenebre “schiacciate” dalla divinità solare. I lavori di restauro appena conclusi, realizzati con sensibilità da Anne-Katrin Potthoff Sapia, oltre a restituire piena leggibilità a un’opera fra le prime del nucleo originale del museo mediceo, hanno consentito anche di avanzare fondate ipotesi sull’antichità della testa. Quest’ultima, molto probabilmente non pertinente, fu però ricomposta con grande perizia dai restauratori cinquecenteschi, che furono in grado di selezionare un tipo iconografico compatibile con i modelli apollinei. Fra i risultati dell’intervento è da segnalare anche l’individuazione dell’originario piano di seduta della figura, pressoché interamente obliterato dalla roccia di moderno restauro. Grazie a questi indizi si conferma l’ipotesi già avanzata in letteratura, secondo cui il torso era originariamente pertinente non a un Apollo, bensì ad un Dafni. La statua faceva parte di un gruppo (symplegma) raffigurante il giovane con il suo maestro di musica Pan, oggetto di gran fama in epoca antica e descrittoci da Plinio il vecchio nel portico di Ottavia a Roma. Il prototipo, opera di Eliodoro di Apamea, maestro dello stile barocco di tradizione rodia, fiorito a cavallo tra II e I sec. a.C., fu ampiamente riprodotto in età imperiale e a una sua replica di alta qualità, verosimilmente realizzata nel I sec. d.C., deve essere ascritto il torso del cosiddetto Apollo degli Uffizi.

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2 Risposte

  1. […] La presentazione è avvenuta stamattina nell’aula di San Pier Scheraggio: il restauro dell’Apollo seduto, già tornato nel Primo Corridoio della Galleria degli Uffizi.  L’opera in marmo è la replica romana (del I secolo d.C.) di un originale ellenistico del III-II secolo a. C. e il suo recupero, a cura della restauratrice Anne Katrin Potthoff Sapia, è stato interamente finanziato dalla sezione fiorentina di Italia Nostra, così come quelli dello pseudo Seneca morente, della Giulia Mesa, di Poppea e del Nerone bambino (posto nel Terzo Corridoio della Galleria). “Sono lieta di questo nuovo intervento di recupero di un marmo della Galleria – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini – reso possibile grazie alla manifestazione di sensibilità dimostrata ancora una volta da Italia Nostra, sempre così vicina alle esigenze del museo, da sempre impegnato nella contesa dei suoi tesori all’inarrestabile azione del tempo”. “Ogni restauro condotto sui marmi della collezione antiquaria degli Uffizi – ha aggiunto il Direttore della Galleria, Antonio Natali – è doppiamente meritorio, giacché da un lato si recupera la migliore leggibilità di un’opera, dall’altra s’accendono le luci su un patrimonio d’antichità che degli Uffizi è parte cospicua e insigne. A chi, come Italia Nostra, è sostenitore d’imprese vòlte a esaltarne il valore va il ringraziamento del museo e mio personale”. Da parte sua Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale Italia Nostra, ha voluto ringraziare “la Direzione del Polo Museale e della Galleria, in particolare Fabrizio Paolucci, Direttore del Dipartimento delle Antichità classiche, senza la cui competenza e disponibilità non sarebbe stato possibile condurre a termine anche questa raccolta di fondi per mezzo delle visite guidate alla scoperta della ‘Galleria dei marmi’ e alle nuove sale museali, tutte svolte il lunedì (giorno di chiusura al pubblico), con le apprezzate visite ai Depositi e al Corridoio Vasariano, visitato da molti soci provenienti da altre regioni (in primis della sezione di Reggio Emilia). Sono state una serie di occasioni imperdibili e assai educative anche per i giovani e gli studenti dell’Università di Parma del corso di Scienze per la Conservazione e il Restauro. Ringrazio anche l’Associazione Vivi Fiorenza, per la condivisione del nostro progetto fin dagli esordi. I nostri complimenti vanno infine alla restauratrice Anne Katrin Potthoff Sapia dalla grande maestria e a Maria Brunori, l’eccellente fotografa che ha documentato tutti questi restauri e che sa rendere carne i preziosi marmi che interpreta più che immortalarli”. […]

  2. […] La presentazione è avvenuta stamattina nell’aula di San Pier Scheraggio: il restauro dell’Apollo seduto, già tornato nel Primo Corridoio della Galleria degli Uffizi.  L’opera in marmo è la replica romana (del I secolo d.C.) di un originale ellenistico del III-II secolo a. C. e il suo recupero, a cura della restauratrice Anne Katrin Potthoff Sapia, è stato interamente finanziato dalla sezione fiorentina di Italia Nostra, così come quelli dello pseudo Seneca morente, della Giulia Mesa, di Poppea e del Nerone bambino (posto nel Terzo Corridoio della Galleria). “Sono lieta di questo nuovo intervento di recupero di un marmo della Galleria – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini – reso possibile grazie alla manifestazione di sensibilità dimostrata ancora una volta da Italia Nostra, sempre così vicina alle esigenze del museo, da sempre impegnato nella contesa dei suoi tesori all’inarrestabile azione del tempo”. “Ogni restauro condotto sui marmi della collezione antiquaria degli Uffizi – ha aggiunto il Direttore della Galleria, Antonio Natali – è doppiamente meritorio, giacché da un lato si recupera la migliore leggibilità di un’opera, dall’altra s’accendono le luci su un patrimonio d’antichità che degli Uffizi è parte cospicua e insigne. A chi, come Italia Nostra, è sostenitore d’imprese vòlte a esaltarne il valore va il ringraziamento del museo e mio personale”. Da parte sua Mariarita Signorini, Responsabile restauri e membro del consiglio nazionale Italia Nostra, ha voluto ringraziare “la Direzione del Polo Museale e della Galleria, in particolare Fabrizio Paolucci, Direttore del Dipartimento delle Antichità classiche, senza la cui competenza e disponibilità non sarebbe stato possibile condurre a termine anche questa raccolta di fondi per mezzo delle visite guidate alla scoperta della ‘Galleria dei marmi’ e alle nuove sale museali, tutte svolte il lunedì (giorno di chiusura al pubblico), con le apprezzate visite ai Depositi e al Corridoio Vasariano, visitato da molti soci provenienti da altre regioni (in primis della sezione di Reggio Emilia). Sono state una serie di occasioni imperdibili e assai educative anche per i giovani e gli studenti dell’Università di Parma del corso di Scienze per la Conservazione e il Restauro. Ringrazio anche l’Associazione Vivi Fiorenza, per la condivisione del nostro progetto fin dagli esordi. I nostri complimenti vanno infine alla restauratrice Anne Katrin Potthoff Sapia dalla grande maestria e a Maria Brunori, l’eccellente fotografa che ha documentato tutti questi restauri e che sa rendere carne i preziosi marmi che interpreta più che immortalarli”. […]

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