Il destino della Manifattura Tabacchi di Firenze: comunicato e rassegna stampa

In blu sono le aggiunte previste dalla variante…dopo le demolizioni  comprese le due torri alte 53 m!

Ex Manifattura Tabacchi come è adesso

Comunicato stampa sul destino della Manifattura Tabacchi di Firenze
Conferenza stampa al Caffè Le Giubbe Rosse 19 giugno 2014-06-18

Italia Nostra
Aipai
Comitato Manifattura Tabacchi

Dalle osservazioni presentate alla Direzione urbanistica e al Presidente del Consiglio comunale, da parte di Italia Nostra, AIPAI (Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale) Comitati di cittadini e Gruppi di ricerca dell’Università sono emersi molti gravi elementi che richiedono il ritiro della Variante urbanistica adottata, con presunto carattere di urgenza, lo scorso mese di marzo, proprio mentre era in corso la procedura per approvare il nuovo Piano urbanistico di Firenze, una variante che se verrà approvata dal nuovo Consiglio comunale, appena insediatosi, consentirebbe la pesante manomissione, fino alla parziale demolizione, di una delle maggiori Opere di Architettura del Novecento europeo, oltre che un pericoloso cambio radicale di destinazione d’uso a vantaggio di ipotesi speculative immotivate anche dal punto di vista sociale. Il processo partecipativo portato avanti sinora con convegni, seminari, e riunioni politiche anche a livello del Consiglio di Quartiere 1 (che comprende anche Piazza Puccini), hanno chiaramente espresso la propria contrarietà ai contenuti della Variante che si vorrebbe varare per motivi ‘incomprensibili’.
L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI) e Italia Nostra Onlus esprimono la propria totale disapprovazione nei confronti del progetto di recupero per l’area della ex Manifattura Tabacchi.
La Manifattura, per grande parte opera dell’Ing. Pier Luigi Nervi (di cui è stato appena celebrato il centenario della morte, con mostre di grande spicco nelle principali capitali europee) rappresenta un monumento insostituibile dell’architettura italiana del Novecento e una delle più significative espressioni del patrimonio industriale del nostro paese.
Il complesso, inaugurato nel 1941, si è mantenuto nella sua interezza e qualunque menomazione a qualsiasi parte di esso rappresenterebbe un danno incalcolabile ai suoi valori di autenticità e integrità. Qualora ciò dovesse avvenire, ce ne dovremmo dolere com’è accaduto per altre devastazioni sconsiderate come la distruzione delle Halles di Baltard a Parigi (1971-73), o la demolizione della Maison du Peuple di Victor Horta a Bruxelles (1965).Italia Nostra osserva che con tale demolizione verrebbe meno un’operafondamentale dell’architettura razionalista della metà del XX secolo, confrontabile col Lingotto di Torino, le opere del razionalismo tedesco, e per citare Firenze la stazione di Santa Maria Novella e lo stadio.
Da tempo si assiste inermi, nonostante gli allarmi insistentemente lanciati dal mondo culturale, a livello nazionale e internazionale, al perpetrarsi di demolizioni di architetture importanti nella Firenze capitale delle Arti.
Le giustificazioni addotte nel 2012 dal Comitato Tecnico Scientifico del MIBAC per la riduzione del vincolo di tutela (DM 31/ 10/1997 e DDR 21/11/2005) posto sull’intero complesso1sono speciose, illogiche e scientificamente infondate: giustificare, con l’inusitato (e finora mai impiegato) argomento della “serialità”, la demolizione di alcuni corpi di fabbrica all’interno, potrebbe costituire un precedente per non escludere la demolizione di uno dei rondò di Bacco di Palazzo Pitti (seriali anch’essi) oppure per l’eliminazione di una delle arcate del Loggiato degli Innocenti per far meglio transitare un’eventuale tranvia verso via della Colonna. In tutta la cultura della conservazione del patrimonio urbano, recente e meno recente, in Italia e all’estero, non si è mai visto ritenere la serialità come elemento a sfavore e come giustificazione per demolire una parte integrante (non una superfetazione) di un complesso organico meritevole di tutela nella sua interezza.
Inoltre l’appello alla serialità tradisce tutta l’incomprensione, tipica di una cultura attenta solo ai valori della visibilità esteriore, nei confronti di un altro principio, fondamentale per il corretto intendimento del patrimonio industriale, che è quello della processualità e della sequenza del processo produttivo. Edifici apparentemente identici, come quelli della Manifattura fiorentina, che si vorrebbero demolire in quanto inutili doppioni, albergavano in realtà fasi distinte del processo produttivo di cui, in assenza delle macchine che non ci sono più, rappresentano le uniche testimonianze superstiti.
Inoltre i due grattacieli che dovrebbero sostituire i volumi demoliti, oltre a risultare totalmente estranei all’unità stilistica che il complesso ha fortunosamente mantenuto fin adesso, ne altererebbero fatalmente la gerarchia visiva, collocando in subordine quello che oggi è l’unico e incontrastato elemento di spicco: la torre dell’ex dopolavoro, oggi Teatro Puccini.
Il progetto di recupero in approvazione ha inoltre l’effetto di mortificare ciò che dovrebbe sopravvivere dell’antica manifattura, insediandovi all’interno prevalentemente funzioni residenziali e commerciali che, oltre a implicare un insostenibile incremento del carico urbanistico (già esorbitante) del quartiere circostante, tradirebbero quella che è la vera vocazione del complesso, quella di accogliere funzioni di pregio e di rilevanza almeno regionale nei settori della cultura, della ricerca e della creatività.
Marco Marco Parini, Presidente nazionale di ITALIA NOSTRA
Mariarita Signorini, Membro della Giunta nazionale di ITALIA NOSTRA, Vice presidente di Firenze
Massimo Preite vicepresidente nazionale AIPAI
Leonardo Brogioni AIPAI Toscana

1 Estratto del Comitato Tecnico Scientifico del 19.03.2012 “…demolizioni proposte nelle nuove ipotesi progettuali denominate 2 e 3 possano essere consentite in quanto interessano prevalentemente i fabbricati più recenti e con caratteristiche di minor pregio. Per quanto attiene al corpo di fabbrica relativo all’edificio 2 (magazzini), il Comitato ritiene che, pur appartenendo alla prima fase di realizzazione ne possa essere accettata la demolizione in quanto trattasi di edificio e carattere fortemente seriale le cui caratteristiche vengono tramandate grazie al mantenimento dell’analogo corpo di fabbrica (edificio 3) ad esso parallelo, nonché della testata di collegamento.

Cliccate qui per scaricare le osservazioni e le proposte inviate al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale di Firenze
Cliccate qui per scaricare le osservazioni al PRG inviate al Sindaco di Firenze

Cliccate sui titoli degli articoli per leggere la rassegna stampa:

Fonte: Firenze Today

Manifattura Tabacchi, comitati si oppongono alla Variante di Progetto
AIPAI ed Italia Nostra si oppongono al progetto di riqualificazione presentando
osservazioni alla variante

La ex Manifattura Tabacchi è un’area di circa sei ettari costituita da 16 fabbricati con una superficie di circa 103.000 mq dismessa da una decina di anni. Il Comitato per la tutela della ex Manifattura Tabacchi di Firenze assieme ad Italia Nostra si oppone al progetto per la riqualificazione dell’area tra le Cascine e piazza Puccini.
“Non sono bastate le 1500 firme della petizione consegnata all’ex sindaco commentano i rappresentanti del Comitato – il 31 marzo 2014 il Comune ha approvato la Variante al vigente Piano Regolatore e noi ci opponiamo a questa decisione”.
Il progetto in essere si fonda su una destinazione residenziale privata equivalente a 700 unità abitative, uffici, spazio commerciale e turistico, e il Teatro Puccini diventa Centro Congressi. Il complesso perderebbe alcune strutture per le quali è prevista la demolizione ed acquisirebbe invece due torri di 17 piani per 53 metri di altezza.
“Si è deciso di applicare il principio della serialità, ovvero si demolisce tranquillamente una parte del fabbricato esistente perché tanto “la stessa tipologia strutturale la troviamo in un’altra parte del complesso”, viene da ridere, è come se si demolisse un’ala degli Uffizi perché tanto sull’altra parte è uguale”.
Manifattura Tabacchi, comitati contro la Variante
“Nel 2006 la proprietà dell’area – ricordano i rappresentanti del Comitato – viene acquisita dalla società Manifattura Tabacchi Spa costituita al 50% da Fintecna del Ministero del Tesoro e il restante 50% da un’altra società a capitale privato – Metropolis spa – a sua volta composta di altre società: Baldassini Tognozzi Pontello, Consorzio Etruria (lega delle cooperative), Immobiliare Lombarda Spa (Gruppo Ligresti) come soci di maggioranza”.
“Nel 2011 – spiegano ancora gli attivisti del Comitato – viene presentata dalla proprietà con l’avvallo della Giunta guidata da Matteo Renzi una proposta di variante al Piano Regolatore che prevede il cambio di destinazione d’uso dell’area, classificata come F2 (attrezzature pubbliche e servizi pubblici di interesse urbano-territoriale) e il disconoscimento delle tutele attribuite nel 1997 all’intera area dal Ministero dei Beni Culturali, al fine di consentire il progetto che prevede l’abbattimento di alcuni volumi esistenti, l’edificazione di edifici sviluppati in altezza (due torri di 50 metri oppure tre ma meno alte), la realizzazione di un centro commerciale e la trasformazione in albergo della parte monumentale del complesso”.
Italia Nostra si oppone e attraverso la voce di Maria Rita Signorini dichiara: “Faremo pressioni sul Governo affinché non si proceda a questo scempio. La Manifattura di Firenze è la più bella d’Italia, le strutture sono resistenti e non occorre demolire niente. Noi rivendichiamo la tutela di un bene storico degli anni ’30 che può e deve essere riqualificato mantenendo le caratteristiche esistenti. Si tratta di spazi enormi, molto ben illuminati, che possono fungere a tanti scopi di interesse pubblico. Polimoda, conosciuta a livello internazionale, aprirà un centro didattico a Scandicci, ma avrebbe potuto trovare posto in questo complesso, ci siamo fatti scappare una grande possibilità di avviare un Polo per la Moda”.
L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale ed Italia Nostra chiedono di preservare l’intera struttura, di mantenere i prospetti originari, di limitare le altezze alla torre già esistente sul Teatro Puccini e di ridurre le unità abitative private in favore di spazi ad uso pubblico.

Fonte: Nove da Firenze
Di: Antonio Lenoci

Manifattura Tabacchi, ecco il progetto contestato dai comitati
Oltre 100 mila metri quadrati suddivisi tra residenza privata, alberghi e negozi

Quello che siamo abituati a vedere passando da Piazza Puccini è solo la facciata di un enorme complesso industriale risalente al 1930.
La Manifattura Tabacchi di Firenze rappresenta oggiun’area di circa sei ettari con 16 fabbricati di varia natura, si va dai magazzini agli uffici ai locali che ospitavano le apparecchiature in ghisa per l’essiccazione del tabacco.
Una superficie di oltre 100.000 metri dismessa da una decina di anni. Il Comitato per la tutela della ex Manifattura Tabacchi di Firenze assieme ad Italia Nostra ed all’Associazione che tutela il Patrimonio Archeologico Industriale si oppongono all’ultima variante presentata a fine marzo di quest’anno.
Troppe 700 unità abitative che saranno vendute al migliore offerente, troppo alte le due torri di 53 metri che svetteranno sul Teatro Puccini che diventerà un Centro Congressi. “Il 51% dell’area destinato ad edilizia, 8000 metri per i negozi, alberghi di lusso ed uffici per un restante 10%” ecco come presentano il progetto i cittadini.
Due torri di 17 piani, lo skyline che cresce verso la periferia. I comitati puntano il dito sulla demolizione di parte del fabbricato esistente, interi spazi verranno abbattuti poiché ‘ripetuti‘ in un’altra area del complesso. “Ci sarebbe da ridere, se non fosse da piangere – esclama Mariarita Signorini di Italia Nostra – ma come si può dire che si applica il principio della serialità all’urbanistica? Noi faremo pressioni sul Ministero e sul Governo per fermare questo scempio”.
Ad onore del vero prima dell’architettura contemporanea, molti palazzi storici basano la propria bellezza sulla ripetitività delle forme geometriche, dalla Galleria degli Uffizi a Palazzo Pitti sarebbe difficile ipotizzare una riduzione per ‘ridondanza’.
Per il Comitato “Le strutture non sono degradate, anzi, sono talmente agibili e praticabili che la Biblioteca Nazionale ha svolto un sopralluogo in cerca di spazi dove sistemare chilometri di scaffalature arrivando alla conclusione di totale fattibilità del trasferimento”. Dunque la proposta di mantenere tutto com’è.
Il pubblico ha dimostrato di non poter affrontare l’impegno economico senza la presenza del privato. Il problema maggiore è questo. Chi investe nella riqualificazione? Anziché edilizia residenziale privata potrebbero esserci edifici di edilizia pubblica, ma quale sarebbe il guadagno dei costruttori?
Al di là di questo resta comunque il mega cantiere da allestire.
All’attacco i cittadini che lamentano l’arrivo di “un carico urbanistico enorme, stimato in 10mila persone tra residenti ed utenti che creerà flussi di traffico da incubo durante e dopo i cantieri e a nulla vale la previsione di ‘cancellare’ piazza Puccini facendola diventare una grande rotatoria. Aumenteranno smog e polveri sottili, così come l’inquinamento acustico. L’unico parcheggio a raso previsto è grande solo un terzo di quello che prevedono gli oneri di urbanizzazione. Infine la serie di fioriere previste non potranno competere con il verde vero e proprio”.
La richiesta è quella di conservare gli edifici, mantenendone le linee prospettiche originali e limitando le altezze.

Fonte: Il Sito di Firenze (ripreso da Il Sito di Perugia, Il Sito di Prato e Il Sito di Italia)

Firenze, i Comitati: “No alla variante sulla Manifattura Tabacchi”

Comitati cittadini, Italia Nostra e Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale (Aipai) chiedono di ritirare la variante urbanistica per l’area ex Manifattura Tabacchi di Firenze che prevede la demolizione di parte del complesso monumentale “trasformando la struttura in un semplice contenitore capace di ospitare 700 appartamenti, uffici, negozi, e un albergo di lusso con due torri da 53 metri di altezza che ingloberà il teatro Puccini come centro congressi”.
In una conferenza oggi a Firenze i rappresentanti delle varie realtà hanno spiegato che “se la variante, adottata lo scorso marzo da Palazzo Vecchio nell’ambito del Piano urbanistico di Firenze, verrà definitivamente approvata dal nuovo Consiglio comunale, questa rappresenterebbe un pericoloso cambio di destinazione d’uso a vantaggio di ipotesi speculative immotivate dal punto di vista sociale”.
Secondo i vari esponenti “sono previste demolizioni importanti di una parte importante dell’edificio chiamato ‘il Tridente’, risalente agli anni ’30. Il complesso era vincolato fino a quando il comitato tecnico scientifico del Mibac non ha avanzato nel 2012 un parere consultivo che giustifica la demolizione di parte di esso in base al principio di ‘serialità della struttura’.
La proprietà è di Spa Manifattura Tabacchi, composta a sua volta da Fintecna e Spa Metropolis che detengono ognuna il 50%”.
Maria Rita Signorini di Italia Nostra ha annunciato che “faremo pressioni sul Ministero per questo complesso che e’ unico nel panorama italiano ed e’ la piu’ bella manifattura a livello nazionale. Pretendiamo che il complesso venga restaurato nel rispetto di ciò che rappresenta e che venga destinato non per edilizia privata ma per funzione pubblica”. “Qui – ha detto ancora – potrebbe infatti trovare spazio l’emeroteca della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e un centro per la moda. Si tratta di sei ettari, vicine al centro di Firenze e a ridosso del parco delle Cascine. Questa variante è scandalosa e va cassata”.

Fonte: Radiocora

Manifattura Tabacchi: “No alla manomissione di una delle maggiori Opere di Architettura
del Novecento europeo”

Cittadini,  Italia Nostra e AIPAI  chiedono il ritiro dellaVariante urbanistica urgente al Vigente PRG di Firenze, denunciando un pericoloso cambio radicale di destinazione d’uso a vantaggio di ipotesi speculative immotivate anche dal punto di vista sociale.
Sedici fabbricati, oltre 100 mila mq di superficie dismessa da un decennio. Parliamo del complesso della Manifattura tabacchi di Firenze al centro di un progetto di “riqualificazione” contestato da Italia Nostra che in questi giorni ha presentato  le proprie osservazioni  fatte alla variante al PRG vigente per il complesso architettonico, insieme al Comitato Manifattura Tabacchi e all’AIPAI Firenze (l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale).
Facendo un passo indietro, ricordiamo che la Manifattura venne acquisita nel 2006 dalla società Manifattura Tabacchi spa (composta al 50% dalla ministeriale Fintecna e per il restante  da un’altra società a capitale privato – la Metropolis spa – costituita al suo interno da altre società: Baldassini Tognozzi Pontello, Consorzio Etruria, Immobiliare Lombarda Spa del Gruppo Ligresti). Tre anni fa la proprietà presenta una proposta di variante con cambio di destinazione d’uso, classificata come F2 (attrezzature pubbliche e servizi pubblici di interesse urbano-territoriale) e il disconoscimento delle tutele attribuite nel 1997 all’intera area dal Ministero dei Beni Culturali. L’obiettivo della Spa è  l’abbattimento di alcuni volumi esistenti, l’edificazione di edifici sviluppati in altezza (due torri), la realizzazione di un centro commerciale e la trasformazione in albergo della parte monumentale del complesso.
Il Comitato si oppone e raccoglie 1500 firme consegnate  sotto forma di petizione all’ex sindaco Renzi. Firme che però non hanno fermano l’iter di approvazione che nel marzo scorso porta al via libera del Comune alla variante.
Ma quali sono i cardini su cui si fonda il progetto e che vengono contestati? Vengono previste 700 unità abitative, uffici, spazi commerciali rendendo prevalente la destinazione residenziale privata e il Teatro Puccini verrebbe trasformato in un Polo congressuale. E’ prevista inoltre la demolizione di alcune strutture e la costruzione di due torri di oltre 50 metri di altezza (17 piani).
“Si demolisce tranquillamente una parte del fabbricato esistente perché tanto la stessa tipologia strutturale la troviamo in un’altra parte del complesso”,  commentano i rappresentanti del Comitato facendo notare che  è come se si demolisse un’ala degli Uffizi perché “tanto sull’altra parte è uguale”.
“Faremo pressioni sul Governo affinché non si proceda a questo scempio. La Manifattura di Firenze è la più bella d’Italia e non occorre demolire niente. Noi rivendichiamo la tutela di un bene storico che può e deve essere riqualificato mantenendo le caratteristiche esistenti – afferma Maria Rita Signorini per Italia Nostra. Dello stesso parere anche l’AIPAI che chiede di di mantenere i prospetti originari, di limitare le altezze alla torre già esistente sul Teatro e di ridurre le unità abitative private in favore di spazi ad uso pubblico.

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