Il Museo Civico Ala Ponzone in una stato di continuo, doloroso degrado!

Mariarita Signorini rivolge una lettera aperta al sindaco Gianluca Galimberti che ha
la pesante delega alla cultura

Da cremonese torno spesso nella mia città di origine, e da restauratrice di beni culturali,ho assistito negli ultimi anni a un progressivo, e per me doloroso degrado del patrimonio del Museo Civico di Cremona: sia per l’inconsistenza della sua offerta culturale, sempre più effimera e altra rispetto a quella che dovrebbe essere, che per il preoccupante deterioramento del prezioso patrimonio artistico in esso custodito.Ho restaurato, ormai nel 2002, trenta tavolette, attribuite a Bonifacio Bembo provenienti da Casa Meli, ma a quell’intervento non è seguita alcuna attività di valorizzazione e le raffinate opere sono esposte, ma sarebbe più corretto dire “dimenticate” e quasi per nulla illuminate, nel sottotetto al primo piano del Museo.
Ho visto sparire dall’esposizione (per finire nei depositi, immagino) i capolavori dell’antica pittura cremonese: Boccaccino, Aleni, Gianfrancesco Bembo, Filippo Mazzola, Altobello Melone, Giovanni Andrea Secchi. Tutte tavole la cui conservazione evidentemente non si concilia con le condizioni del museo che, pur rinnovato vent’anni fa, non è incredibilmente stato dotato della benché minima impiantistica necessaria.
Ho visto la rapida rovina del restauro dell’ armadio del Platina, così ben condotto dall’esperto e compianto Vincenzo Canuti, (vedi la notizia e le foto del restauro) e vorrei che qualcuno ci spiegasse perché si è operato con irresponsabile leggerezza a fronte di un’ingente spesa di denaro pubblico, come se non fosse stato noto e ovvio quel che si doveva fare. Sono restauratrice del Polo Museale Fiorentino da più di trent’anni e responsabile dei restauri di Italia Nostra nazionale, di cui sono anche Membro di Giunta.
Ho inspiegabilmente visto sottrarre alle cure dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze la grande tavola del Mazzolino: portata via da uno dei più rinomati istituti di restauro al mondo, contro il parere della Soprintendenza, per concluderne il restauro nel museo cremonese, in modo a dir poco “surreale”ridotta come tutti possono vedere.
Mi auguro che la mia città natale possa finalmente avere un sussulto di sdegno per una troppo lunga conduzione fallimentare che ha portato il Museo di Cremona allo stato di degrado in cui giace.
Mariarita Signorini, Consigliere nazionale e Responsabile restauri Italia Nostra

Potete leggere la lettera anche su Il Vascello.

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