Biomasse a Monticiano. Il Comitato risponde a Renovo

Fonte: Qui Grosseto

Il comunicato del Comitato Ambiente e Salute risponde all’intervista su Qui Siena
al Presidente Stefano Arvati

Rappresentanti del Comitato con l’Abbazia alle spalle e il punto dove dovrebbe nascere l’impianto a biomasse.

Non tarda ad arrivare la risposta del Comitato “Salute e Ambiente” di Monticiano sul tema del progetto di impianto a biomasse da parte della Renovo Energy: “ Scopo del Comitato Salute e Ambiente Monticiano, si legge nel comunicato, è la difesa della salute, dell’ambiente, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio naturalistico ambientale. Non vogliamo certamente mettere in dubbio le qualità imprenditoriali del dott. Stefano Arvati e nemmeno quelle del management delle numerosissime società da lui direttamente ed indirettamente controllate, spazianti dal settore finanziario e immobiliare a quello per la costruzione d’impianti produttivi di energia derivanti dall’uso di fonti rinnovabili.
Come dare torto, al Dottor Arvati, quando nella sua recente intervista a David Busato su Qui Siena sul “caso Monticiano”, parla di “scarsa o comunque parziale informazione”; del resto i cittadini eleggono in forma diretta e democratica i loro amministratori locali, ai quali spetterebbe poi l’obbligo etico/ morale di fornire tutte le informazioni utili ed esaustive necessarie alla formazione di un opinione pubblica corretta ed imparziale rispetto ad importanti progetti ed attività economiche ed industriali ricadenti sul territorio di competenza.
Se poi come in questo caso, la società progettista dell’impianto, redige un ampio ed esaustivo documento di bilancio sociale imperniato su innovativi indicatori economici e sociali, in base al quale la costrizione della centrale creerebbe importanti vantaggi economici sociali ed ambientali per la comunità locale risulta ancora più difficile da decifrare la scarsità di informazione prodotta in merito nei confronti della pubblica opinione.
Ebbene Dott. Arvati- prosegue il comunicato – lei ha pienamente ragione, su questi argomenti ammettiamo che la nostra informazione è del tutto parziale.
Ci sono infatti poche cose di cui siamo al corrente e molte altre di cui ignoriamo l’esistenza. Una cosa di cui siamo certi è che l’impianto prevede la costruzione di un camino, sezione 0,8 mt., altezza 14,40 mt rispetto alla copertura attuale del capannone ” ex stabilimento Ciulli”, altezza totale da terra 22,4 m.
Siamo anche certi che la distanza in linea d’aria del camino rispetto all’Abbazia di San Galgano risulta essere di 1900 m. quindi inferiore ai 2 Km, e che per coprire la visuale del camino con specie vegetali occorrono piante alte 23 m.
Siamo certi che se si è previsto un camino, questo, all’attivazione della centrale, sarà adibito all’espulsione di fumi non trasparenti in atmosfera, direzione volontà di Eolo e probabilmente incuranti della presenza di una barriera vegetale di alberi impiantati.
Sappiamo che la centrale, distante circa 600 m. dal centro abitato, immetterà nell’atmosfera, alla sua portata massima un flusso di massa di 8500 g/h di ossidi di azoto, 5100 g/h di monossido di carbonio, 3400 g/h di biossido di zolfo, 510 g/h di polveri fini; sappiamo che i parametri meteorologici considerati per effettuare la simulazione di concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria nei punti di rilevazione sensibili (2 m. da terra) a varie distanze dalla centrale, sono quelli rilevati nella stazione 042 Monteroni d’Arbia distante oltre 20 Km e in zona orograficamente non proprio omogenea rispetto a Monticiano.
Sappiamo che nella simulazione, pubblicata nel progetto da Renovo, il valore massimo orario di concentrazione di ossido di azoto, per esempio, risulta 80 micro grammi al metro cubo alla distanza di 160 m. dal confine aziendale, 30 ug/m3 a 650 m., 18 ug/m3 a 1300 m., 2190 m. e 2450 m.
Non conosciamo i valori attuali, per intendersi quelli pre funzionamento della centrale, di concentrazioni dell’inquinanti nell’aria, poiché nessuno studio comparativo ci risulta che sia stato pubblicizzato che confrontasse i valori dichiarati nella simulazione rispetto ai pregressi reali.
Avevamo chiesto per questo (in sede di conferenza dei servizi) che venisse predisposto uno studio ad hoc e che venissero installate, in punti nevralgici del paese, centraline di controllo permanente delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria.
Sappiamo che i dipendenti assunti direttamente da Renovo saranno 4 (quattro).
Non sapevamo e ne prendiamo atto che l’intero indotto relativo alla centrale potesse produrre 50 nuovi posti di lavoro.
Sappiamo che è stato ignorato il numero di lavoratori che verranno persi nelle numerose attività agricole e turistico-ricettive adiacenti l’impianto.
Sappiamo che saranno conferiti quali combustibili:
– 18400 ton/anno di cippato triturato;
– 14000 ton/ anno di legname prefrantumato e scarti di legno vergine da segheria;
– 1600 ton/ anno di vinacce vergini;
– 1800 ton/ anno di sansa a tre fasi;
Sappiamo che il cippato vergine da manutenzione forestale ( 18400 ton/ano) è l’unico materiale eventualmente reperibile in loco a km 0.
Fornire tale quantità di cippato, per capire l’ordine di grandezza delle superfici di cui stiamo parlando, significa utilizzare ogni anno una superficie di circa 1000 ha che nel ventennio diventano 20.000.
Probabilmente sarà per questo che ad oggi non risultano pubblicizzati ne i luoghi di produzione ne i fornitori di tale materiale.
Sappiamo infatti che la maggior parte della biomassa totale ( legna da ardere derivante da essenze quercine) non è utilizzabile in quanto presenta costi di lavorazione superiori al costo del prodotto ( macchiatico negativo) oppure perché presenta caratteristiche dimensionali non compatibili da quanto richiesto nelle specifiche dell’impianto.
Avevamo chiesto, in sede di conferenza dei servizi, la progettazione e la messa in opera di un impianto di teleriscaldamento che utilizzasse i 4 mw/ h di energia termica residua mettendoli a disposizione dei cittadini più prossimi alla centrale.
Ignoravamo che secondo gli studi di Renovo e i suoi parametri di valutazione innovativi, fosse molto più conveniente per l’intera comunità costruire una fabbrica di pellet poi generosamente ceduto a sconto del 20% rispetto ai prezzi di mercato.
Concludendo riconosciamo la nostra parziale conoscenza in merito a questi argomenti e saremo grati agli Amministratori locali e al Presidente, Dott. Stefano Arvati di poter colmare al più presto tale carenza”.

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