Italia Nostra: Perchè a tutti i costi volete avvelenare la Maremma?

Fonte: Qui Grosseto

Fra i numerosi luoghi della Maremma meritevoli di un’attenta tutela, e insieme di un’intelligente opera di valorizzazione in chiave turistica, c’è il parco naturalistico della Biancane, situato nel cuore delle Colline Metallifere, poco distante dal borgo medioevale di Monterotondo Marittimo.
Si tratta di un sito capace di suscitare grandi suggestioni, in quanto l’energia proveniente dal sottosuolo ha plasmato profondamente il territorio, creando un paesaggio spettacolare, che sembra appartenere a un pianeta extraterrestre. Non per nulla il Parco delle Biancane è stato inserito nei percorsi di visita del Geoparco della Maremma, un’importante realtà facente parte della rete dei geoparchi europei organizzata dall’Unesco.
Nella realtà, invece dello sviluppo sostenibile previsto dalla Charta dei Geoparchi, Monterotondo Marittimo è da tempo sottoposto alle mire di una società, la multiutility ACEA di Roma, che vuole a tutti i costi ottenere dal Comune l’autorizzazione a triplicare in quella località, a breve distanza dall’abitato, l’impianto di compostaggio Solemme esistente. Impianto che, com’è noto, ricicla la parte umida dei rifiuti urbani e fanghi di depuratori, trasformandoli in ammendante di discutibile qualità.
La lavorazione, per nulla rispettosa delle prescrizioni e normative vigenti, delle montagne di rifiuti che affluiscono in quell’impianto, produce nella zona odori – per non dire miasmi – assolutamente insopportabili, così com’è ovvio che l’andirivieni di autotreni carichi di immondizie fra le incontaminate Colline Metallifere siano il peggiore biglietto da visita che la Maremma offra ai suoi visitatori.
Questa tipica storia italiana non è finita qui. Le preoccupazioni della cittadinanza di Monterotondo, forti già da tempo, si sono recentemente aggravate di fronte alla notizia della tragica morte di due operai, avvenuta nell’impianto di compostaggio Kiklos di Aprilia di proprietà sempre di ACEA, dichiarato “gemello” di Solemme.
Di conseguenza, Il sindaco di Monterotondo ha creduto opportuno sospendere ogni decisione in merito alle richieste della società, in attesa dei risultati dell’inchiesta.
Di fronte a una situazione a tal punto allarmante e sconfortante, Geo Ambiente, il piccolo ma battagliero comitato ambientalista di Monterotondo, ha rivolto dure critiche alla lobby dei rifiuti che vuole a tutti i costi trasformare la Maremma in un immondezzaio e Solemme in un megaimpianto da 70 mila tonnellate con digestore anaerobico e cogeneratore.
Le ha risposto indignato Claudio Ceroni, presidente di Aquaser, società del gruppo ACEA. “Il nostro Paese ha già visto troppe volte i danni che un ambientalismo assolutista, un fronte del «no» sordo a tutte le istanze, può generare,“. ha tuonato Ceroni. “Per fortuna i cittadini hanno ben compreso che quella strada non porta da nessuna parte.”
Caro Ceroni, i cittadini ai quali sta a cuore il futuro della Maremma sanno perfettamente che cosa servirebbe davvero alla Maremma. Servirebbero serie politiche di sviluppo sostenibile, cioè rispettoso dell’ambiente e del paesaggio, che sono le vere grandi risorse di questa terra. Perché,allora, continuate a fare il diavolo a quattro per infestare la Maremma di impianti puzzolenti, inquinanti e degradanti?
Come potete pensare che la Maremma si rassegni al destino che, non certo a favore del bene comune, le volete assegnare?
Michele Scola, presidente della Sezione di Grosseto di Italia Nostra

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