Pini abbattuti, colpa del parassita

Ma se, come si dice nell’articolo, la maggior parte dei boschi sono di privati che non intendono procedere con gli abbattimenti, come verrà risolto il problema?
Manca totalmente una strategia ed un progetto di reimpianto di essenze resistenti al parassita!

Fonte: Il Tirreno
Di: F.F.

Punta Ala, Gabbie Vuote denuncia. Nappi: «Unico rimedio contro il matzucoccus»

Un cimitero di pini nella pineta di Punta Ala solleva l’indignazione di Mariangela Corrieri, presidente dell’associazione fiorentina Gabbie Vuote. Che, dopo una visita a Punta Ala, ha inviato una lettera aperta al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, alla Provincia e alla Forestale per denunciare quella che definisce una «devastazione» e documenta con diverse foto. «Decine e decine di grandi alberi sono stati tagliati deturpando quel luogo bellissimo patrimonio della collettività», scrive la signora. «Vorremmo sapere se la legge che tutela questo patrimonio è stata rispettata o se il disboscamento è avvenuto abusivamente».
A quanto pare l’unico abusivo in questa vicenda è un terribile parassita dei pini, il matsucoccus, da alcuni anni attestato a Punta Ala (è originario della Spagna). E l’unica legge che non viene rispettata è quella che impone ai privati di tagliare i pini malati.
«I pini abbattuti e documentati dalla presidentessa – spiega l’assessore all’Ambiente del comune di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi – sono alberi che purtroppo il Comune ha dovuto abbattere perché malati. Da tre anni ci hanno segnalato la presenza dei parassiti tomicus e matsucoccus nella pineta di Punta Ala. Ora, se il tomicus forse si può contenere, per il matsucoccus non ci sono rimedi: l’unica cosa da fare è abbattere le piante».
E, prosegue l’assessore, l’operazione è tanto più dolorosa perché apparentemente le piante sembrano sane. «La malattia si vede solo quando la chioma si arrossa; a quel punto l’albero è già morto e si può solo tagliare e portare via i tronchi per evitare che l’insetto si espanda».
Due anni fa con l’università di Firenze il Comune provò a fare delle siringature di medicinali. «Ma non ebbe effetto. E anche l’uso dell’antagonista è rischioso perché non si può prevedere come si comporta una volta sconfitto il parassita. Per questo già allora abbattemmo dei pini. Purtroppo, però, c’è un ulteriore problema: di 400 ettari che misura la pineta di Punta Ala, solo 30 sono del Comune. Gli altri appartengono a privati che, seppur obbligati per legge regionale a tagliare i pini malati, non lo fanno». A ulteriore prova dell’emergenza in atto, il Comune ha previsto un giro di vite sulle autorizzazioni all’abbattimento ordinario dei pini: «Se sono piante sane non possono essere abbattuti», spiega Nappi.

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