Esposto sull’abbattimento degli alberi per la Tramvia fiorentina e rassegna stampa

Comunicato stampa sulla conferenza del 17 ottobre 2014

Mariarita Signorini, Consigliere nazionale Italia Nostra
Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze
Raniero Casini, Coordinamento Venti Gennaio

La sezione fiorentina di Italia Nostra in data 9 ottobre ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il progetto di abbattimento di circa 80 alberi storici in viale Morgagni, nel centro della città, lungo il percorso per la nuova Tramvia, e ne ha segnalato l’abbattimento di altri 100 previsti in altre vie e Viali, alcuni dei quali facenti parte dell’impianto storico ottocentesco del Poggi, per un totale di 180 alberi. L’associazione, nella stessa data, ha chiesto al Soprintendente per i beni architettonici paesaggistici e storici di aprire un’istruttoria e di predisporre un urgente intervento cautelare a tutela di quelle alberature.
L’impianto del Viale Morgagni fu progettato e realizzato, infatti, secondo fonti d’archivio inoppugnabili e documentati riferimenti di studiosi di storia urbana locale, nel 1923 (delib.della Giunta Comunale del 1 marzo 1923), a memoria e onore dei Caduti della guerra 1915-1918, secondo il generale diffuso modello del Viale e del Parco della Rimembranza, che la legge 21 marzo 1926, n. 559 dichiarò poi “pubblici monumenti” assoggettati alla tutela monumentale.
A giudizio di Italia Nostra, in conclusione, qualsiasi intervento destinato a incidere sull’assetto dell’alberatura di viale Morgagni, riconosciuto Viale della Rimembranza, è soggetto all’autorizzazione del Soprintendente, che invece non risulta essere stata richiesta. Né, per altro potrebbe essere stata data per un intervento vietato anche a norma dell’art. 20 del Codice dei Beni culturali, perché gravemente lesivo dell’integrità del bene, anzi distruttivo della sua stessa sostanza, mentre sembra potersi configurare il danneggiamento aggravato. Il vigente Codice infatti riconosce come Beni culturali “le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti d’interesse artistico o storico” quali beni  di appartenenza pubblica, per questo essi rimangono assoggettati alla disciplina della tutela, fino a quando non sia stata effettuata la verifica dell’interesse culturale come dispone l’art. 12 dello stesso Codice.
Dal punto di vista ambientale si rileva inoltre un significativo cambiamento: Nel solo tratto alberato di Via dello Statuto, attualmente gli alberi presenti estendono le proprie chiome con un volume complessivo di circa 6.240 metri cubi, intercettando polveri, rumore, emettendo ossigeno e soprattutto mitigando le temperature estive.
Se invece di abbattere i grandi alberi presenti, si dovessero invece ripristinare, in modo corretto, tutte le alberature mancanti la potenzialità complessiva sarebbe di circa il 40% in più, cioè 10.560 metri cubi, con pari incremento del beneficio.
In pratica i lecci, nei tratti già alberati, sono in grado di assicurare mediamente la presenza di 48 metri cubi di chioma per ogni metro di strada un livello qualitativo che i soli carpini previsti nel progetto con chioma stretta e assurgente, e con dimensioni contenute forzatamente tra le linee tranviarie, non potranno mai raggiungere, anche in condizioni vegetative ottimali.
Senza considerare poi il fatto che l’impianto di questi nuovi alberi avverrà in sede ampiamente cementificata dalle massicciate e le armature dei binari e quindi con grandi limitazioni per i loro apparati radicali il cui sviluppo sarebbe essenziale per la formazione di chiome molto sviluppate e stabili.

Fonte: La Gazzetta di Firenze
Fonte: Gonews

Tramvia, Italia Nostra contro il taglio di 180 alberi. Presentato un esposto in Procura

Italia Nostra ha presentato un esposto alla procura di Firenze sugli alberi che dovranno essere abbattuti per la costruzione delle nuove linee della tramvia in città. Il progetto, spiega l’associazione, riguarda circa 80 alberi storici in viale Morgagni. Per altri 100, che si trovano in altre vie e viali – alcuni riguardano l’impianto storico ottocentesco del Poggi – Italia Nostra chiede alla sovrintendenza se non vi siano vincoli o tutele. Secondo i rappresentanti dell’associazione, Maria Rita Signorini e Leonardo Rombai, qualsiasi intervento destinato a incidere sull’assetto dell’alberatura di viale Morgagni dovrebbe essere assoggettato all’autorizzazione del soprintendente perché risulta assimilata a un ‘monumento pubblico’. “L’impianto del viale Morgagni fu progettato e realizzato nel 1923 – hanno spiegato – a memoria e onore dei Caduti della guerra 1915-1918, secondo il generale diffuso modello del viale e del Parco della Rimembranza, che una legge del 1926 dichiarò ‘pubblici monumenti’ assoggettati alla tutela monumentale”.

Fonte: StampToscana

Abbattimento alberi storici per tramvia, scatta l’esposto a Sovrintendenza e Procura

Non c’è tregua alle polemiche sui lavori della tramvia. A poche settimane dall’avvio dei lavori di costruzione delle linee 2 e 3, torna a levarsi anche la voce di Italia Nostra che – insieme al Coordinamento 20 Gennaio – stamattina ha reso noto l’esposto presentato alla Sovrintendenza e alla Procura della Repubblica contro l’abbattimento di 80 alberi storici Viale Morgagni e di altri 100 per le vie della città. La ratio dell’esposto non poggia, questa volta, unicamente sulla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, ma attinge direttamente all’impianto legale regio che, nel lontano 1926, riconobbe le alberature di Viale Morgagni come rientranti a pieno titolo fra i Parchi della Rimembranza, dunque monumenti pubblici soggetti a tutela monumentale. I documenti parlano chiaro: dopo la visita del principe Umberto del febbraio 1923, la Giunta Comunale di Firenze approvò la delibera “Viali e piazze della città. Piantagione di alberi della Rimembranza”, con cui stabiliva di assecondare “la nobile iniziativa del Governo nazionale per onorare coloro che dettero la vita per la grandezza dell’Italia”.
Quegli alberi sono insomma un monumento ai caduti tutelato per legge e riconosciuto, tra gli altri, anche dal Codice del Beni Culturali. Da qui, la lettera alla Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per l’avvio di una procedura di verifica sulla fattibilità giuridica (molto dubbia) dell’abbattimento. Le ragioni della viabilità prenderanno il sopravvento su quelle del sentimento storico? “Non si capisce perché debbano essere abbattuti alberi tutelati come un monumento”, ha dichiarato Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostra. “Con questa richiesta ribadiamo la denuncia già inoltrata nel 2007 dal magistrato Giovanni Losavio, al tempo presidente nazionale. Già all’epoca fu abbattuta una trentina di alberi; adesso si riparte con gli interventi, che devono però essere autorizzati dal Soprintendente, ma ad oggi la richiesta di autorizzazione non ci risulta neanche inoltrata”.

delibera 23

Ma aldilà dell’eventuale nulla osta per il Viale Morgagni, sono significative le conseguenze ambientali generali denunciate dall’associazione. “Questi alberi, come anche quelli di Via dello Statuto, con la loro chioma maestosa, svolgono una funzione importantissima di mitigazione dell’inquinamento atmosferico. Con tutto il cemento che verrà colato non ci sarà posto che per le margherite, senza considerare che gli alberi che il Comune ha intenzione di piantare in sostituzione sono inadatti, avendo una struttura che va in altezza. Quindi neppure fra trent’anni avremo un volume verde come quello attuale. La cosa da fare sarebbe, semmai, reimpiantare gli alberi che adesso mancano”.
L’occasione dell’esposto ha sollevato anche problematiche di più ampio respiro, prima fra tutte il rischio idrogeologico.Le opere strutturali per il tracciato delle linee 2 e 3 sono devastanti e irreversibili”, ha dichiarato Deanna Sardi del Coordinamento 20 Gennaio. “Il problema imminente è l’allarme sul torrente Mugnone, molto facile a esondare. Nel 2013 Gaia Checcucci, Segretaria generale del Bacino Arno segnalò la necessità di un rimodellamento del percorso o degli argini del fiume. Non solo non è stato fatto niente, ma adesso, per far spazio alla tramvia, viene abbattuta una passerella e costruito un ponte. Una campata di 10 metri andrà a coprire il Mugnone, facendo da tappo all’acqua. Il Comune deve dirci come intende proteggerci dal rischio esondazioni”. Poi il traffico, primo in linea della lista nera delle previsioni. “Non siamo contro la tramvia come idea – così Raniero Casini, portavoce del coordinamento  – perché è certamente una soluzione ecologica al traffico degli autobus a diesel, ma contestiamo un progetto per la linea tramviaria, che intanto è vecchio di 25 anni e poi risponde a una concezione centripeta, insistendo sul centro e sulla stazione di Santa Maria Novella”. Alternative? “Non siamo noi a doverne porre. Semmai, le attendiamo”

Fonte: Ansa

Esposto Italia Nostra contro taglio alberi a Firenze

Italia Nostra ha presentato un esposto alla procura di Firenze sugli alberi che dovranno essere abbattuti per la costruzione delle nuove linee della tramvia in città. Il progetto, spiega l’associazione, riguarda circa 80 alberi storici in viale Morgagni. Per altri 100, che si trovano in altre vie e viali – alcuni riguardano l’impianto storico ottocentesco del Poggi – Italia Nostra chiede alla sovrintendenza se non vi siano vincoli o tutele. Secondo i rappresentanti dell’associazione, Maria Rita Signorini e Leonardo Rombai, qualsiasi intervento destinato a incidere sull’assetto dell’alberatura di viale Morgagni dovrebbe essere assoggettato all’autorizzazione del soprintendente perché risulta assimilata a un ‘monumento pubblico’. “L’impianto del viale Morgagni fu progettato e realizzato nel 1923 – hanno spiegato – a memoria e onore dei Caduti della guerra 1915-1918, secondo il generale diffuso modello del viale e del Parco della Rimembranza, che una legge del 1926 dichiarò ‘pubblici monumenti’ assoggettati alla tutela monumentale”.

Fonte: La Nazione
Di: Claudio Capanni

ItaliaNostra, esposto arti linea 3 «Quegli alberi come monumenti»
«In viale Morgagni piante in ricordo dei caduti in guerra»
Tramvia e polemiche. Il Parco della Rimembranza. Le Piante in memotia dei Caduti di Rifredi della Prima Guerra Mondiale sarebbero vincolate dalla Soprintendenza

Da guerriglia del verde a battaglia di carte. Lo scontro ambientalista tra il fronte no tram e Palazzo Vecchio è arrivato in Procura: è qui che il 9 ottobre Italia Nostra, associazione per la salvaguardia ambientale, ha depositato un esposto contro il piano di abbattimento alberi previsto per far spazio alla linea 3 della tramvia Careggi-Smn. Per l’ associazione sarebbero 180 le piante ad alto fusto a rischio motosega nei prossimi due anni. A partire dai lecci di via dello Statuto il cui abbattimento è previsto a partire da gennaio 2015.«L’esposto “spiega Maria Rita Signorini, consigliere nazionale dell’associazione” riguarda il progetto di abbattimento di 80 alberi storici in viale Morgagni e lungo il percorso della tramvia. A rischio altre 100 piante, alcune facenti parte dell’impianto ottocentesco del Poggi». L ‘associazione ha poi chiesto alla Soprintendenza per i Beni paesaggistici e storici l’apertura di un’istruttoria per un intervento cautelare delle alberature di viale Morgagni.
Qui alcune piante come i lecci potrebbero rientrare fra quelle piantate dal Comune nel 1922 in onore ai caduti di Rifredi nella Prima Guerra Mondiale. In pratica un monumento verde che valse al viale il titolo di parco della Rimembranza. « La legge 559 del 1926 “continua” ha dichiarato i parchi della Rimembranza come quello del viale Morgagni monumenti pubblici assoggettati alla tutela monumentale. Ogni intervento quindi deve essere soggetto all’autorizzazione del Soprintendente, che invece non risulta essere stata richiesta». Per il Comune la battaglia rappresenta un salto indietro di 7 anni. La questione si era già aperta nel 2007 quando, alla vigilia del taglio di 127 alberi, alcuni cittadini aveva percorso la via della Procura con un esposto. Nel 2010 l ‘archiviazione definitiva, i motivi: assenza di rilevanza urbanistica del luogo e nessun profilo di rilievo penale per l’amministrazione. Ma il prossimo faccia a faccia sarà in via dello Statuto dove gli 8 lecci che oggi per Italia Nostra garantiscono più di 6mila metri cubi di chioma, una volta abbattuti saranno sostituiti da carpini bianchi. Anche qui la battaglia sarà a base di atti. Nel mirino dei residenti è finito infatti l’ordine di servizio 16 del 2009 della Direzione Ambiente di Palazzo Vecchio.
«L’ordine “spiegano stavolta dal coordinamento 20 gennaio che raccoglie il fronte dei no tram” obbliga a rendere pubblici nell’Albo Pretorio i dati delle richieste di autorizzazione all’abbattimento di alberi, per almeno 30 giorni, al fine di raccogliere eventuali osservazioni dagli interessati». Un periodo di tempo entro il quale non sarebbe possibile rilasciare il provvedimento conclusivo al taglio. «Ma per gli alberi che saranno tagliati per realizzare la tramvia “concludono” questo non è stato fatto e vogliamo sapere perché».

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