Tutti contro lo Sblocca Italia

Il 14 ottobre 2014 Mariarita Signorini, Consigliere nazionale Italia Nostra e Vicepresidente di Firenze, è intervenuta alla conferenza stampa (gremitissima) tenutasi a Montecitorio sul decreto Sblocca Italia, alla quale hanno partecipato 12 associazioni, 20 parlamentari e giornalisti.
Il suo intervento verteva sull’aeroporto di Peretola (compreso nel decreto) ed emblematico di una grande opera costosa ed inutile che crea gravi conseguenze per la vita di quasi un milione di abitanti per l’inquinamento atmosferico e per l’impatto acustico. E’ un’opera devastante per l’assetto idrogeologico di tutta la Piana fiorentina.
Di seguito potete leggere il comunicato dell’ufficio stampa di Italia Nostra

Fonte: Italia Nostra

Le associazioni unanimi contestano i contenuti del decreto

Uno strumento anacronistico. Un formulario di vecchi progetti che vengono riesumati in nome di un finto interesse collettivo. Unanimi, le 12 associazioni riunite oggi a Roma da Italia NostraCTS – ENPA – FAI – Greenpeace – Legambiente – LIPU – Mountain Wilderness – Pro Natura – Salviamo il Paesaggio – Touring ClubItaliano – WWF – per l’esame dello “Sblocca Italia”, chiedono al Parlamento che non converta in legge il decreto.
Le associazioni considerano il testo del decreto inaccettabile nei suoi contenuti per gli effetti devastanti che si prospettano per il territorio, per l’economia stessa del Paese e per i suoi profili di illegittimità costituzionale. Una formulazione che continua a vedere nella cementificazione, nello sviluppo infrastrutturale e nello sfruttamento delle risorse ambientali il solo motore di sviluppo della nazione.
Nonostante gli appelli fatti negli anni dalle associazioni di tutela, ma anche da intellettuali ed economisti illuminati, la messa in sicurezza del territorio è la vera emergenza nazionale che continua a essere ignorata dalla politica e che se affrontata porterebbe positive ricadute sul mondo del lavoro.
La semplificazione sbandierata nello Sblocca Italia non è altro che un colpo di spugna al sistema di tutele e l’esclusione totale alla partecipazione democratica nel processo decisionale in tema di infrastrutture, grandi opere, concessioni edilizie, sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche dell’Italia. L’introduzione del silenzio-assenso produrrà l’esautoramento delle sovrintendenze. Le “mille Genova” che si ripetono, frutto di questa visione miope della politica, continuano a mietere vittime e produrre danni incalcolabili all’economia e al territorio, ad aziende medie e piccole colpite al cuore dall’ennesimo disastro annunciato.
Le associazioni chiedono misure concrete: prima fra tutte quella di destinare i 10 miliardi di euro previsti per l’inutile autostrada Orte-Mestre agli interventi urgenti per la salvaguardia del territorio.
Altra proposta coinvolgere il sindacato per la ricaduta che queste scelte avrebbero sulle piccole e medie imprese italiane, ora soppiantate per le grandi opere dalle multinazionali.
Infine, le associazioni chiedono un incontro urgente al Presidente del Consiglio per un confronto diretto.

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