Green economy, le proposte di Italia Nostra alla Camera

Fonte: Formiche

Italia Nostra ha presentato alle commissioni riunite VIII e X della Camera, che sono in procinto di chiudere il documento conclusivo dell’indagine sulla green economy, un documento sottoscritto anche dai Presidenti di Altura, Amici della Terra, LIPU, AIW Ass.ne Italiana per la Wilderness, Movimento Azzurro e Mountain Wilderness.
Commenta così l’iniziativa Marco Parini, Presidente di Italia Nostra: “Ci siamo accorti che, stranamente, nel testo finale del documento sulla Green Economy della Camera, che affronta l’argomento nel suo complesso e con alcuni spunti molto apprezzabili, non ci fosse nessun tipo di riferimento ad uno dei problemi più grandi che hanno riguardato il settore negli ultimi anni: i folli incentivi erogati a favore delle Rinnovabili Elettriche, in particolare Eolico e Fotovoltaico industriale, che hanno certamente impedito di investire risorse importanti in settori come agricoltura, ricerca applicata, efficienza energetica e trasporti”.
In Italia, si legge nel documento, nell’attuazione del programma europeo “20-20-20 per il 2020″, tali impianti industriali sono stati costruiti in questi anni in modalità inusitate sia nel numero che nelle dimensioni sfruttando l’incentivazione più alta in Europa ed hanno rappresentato, nel loro complesso:

  • una delle più violente e repentine aggressioni al paesaggio ed all’ambiente italiano;
  • un disastro in termini di costi sostenuti dalla collettività: oltre 12 miliardi all’anno di soli incentivi ed un onere complessivo ormai nell’ordine di grandezza dell’ 1% del PIL;
  • l’assorbimento di un carico di risorse tale da deprimere la ricerca, di base ed applicata, per lo sviluppo di nuove tecnologie e qualsiasi altro investimento in settori ben più performanti per la riduzione di gas serra come le rinnovabili termiche, l’efficienza energetica, le modalità di trasporto sostenibile e il telelavoro;
  • una delle cause principali del costo proibitivo dell’energia in Italia con la conseguente delocalizzazione delle produzioni energivore dall’Italia verso Paesi dove l’energia costa meno.
  • un enorme flusso di denaro in uscita dall’Italia per l’acquisto dell’hardware che ha favorito quasi esclusivamente imprese e filiere industriali estere;
  • un beneficio occupazionale ridotto e limitato alle installazioni;
  • la negazione stessa del principio di “produzione individuale distribuita” teorizzato dagli stessi fautori delle rinnovabili come modello energetico sostenibile del futuro;
  • un nuovo lucroso affare per la criminalità organizzata, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.

Conclude così Parini: “Ci auguriamo che gli spunti di discussione che offriamo possano contribuire per il futuro ad evitare la grande speculazione e gli enormi sprechi di denaro, a carico delle bollette di Famiglie e Imprese, che i folli incentivi alle Fer Elettriche, soprattutto eolico e fotovoltaico industriali, hanno causato in questi anni al nostro Paese attraverso un’attenta e più stringente valutazione del costo\beneficio delle scelte di politica energetica”.

Leggi il documento completo (pdf)

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