Vincoli Enac, nuovo stadio a rischio

Fonte: La Repubblica
Di: Ilaria Ciuti

Il regolamento dell’Ente per il volo stabilisce che non ci possano essere impianti sportivi e commerciali a meno di un chilometro dalla testata della pista
Lunedì sarà approvato il master plan di Adf: saranno guai per il Comune

Attenzione al chilometro. Sono solo mille metri. Ma tali da poter mettere in discussione l’intera operazione stadio della Fiorentina nell’area Mercafir. Il regolamento anti rischio nazionale, formulato nel 2011 da Enac, stabilisce che non ci possano essere né stadi né centri commerciali a meno di un chilometro di distanza dalla testata di pista. Lunedì o martedì l’Ente per l’aviazione civile del ministero approverà il master plan di Adf (la società di Peretola) che contiene, tra l’altro, la nuova pista parallela convergente sull’autostrada di 2.400 metri. E avvertirà il Comune dell’esistenza di nuovi vincoli.
Una volta varato il piano industriale di Adf, il famoso master plan che è stato appena aggiornato dalla società di Peretola e inviato  dopo la metà di ottobre a Roma, scatteranno nuovi obblighi. A quel punto, se la richiesta della Fiorentina di costruire alla Mercafir stadio e cittadella commerciale su tutti i 50 ettari dell’area portasse il complesso a meno di un chilometro dalla testata della nuova pista dalla parte di Firenze (più o meno all’altezza del a metà della pista esistente), non se ne potrebbe fare di niente. Perché «avanti a tutto vengono i vincoli Enac», ricorda Riggio. Con tutta probabilità la notifica arriverà in Palazzo Vecchio prima della seconda riunione, il 10 novembre, della conferenza dei servizi che sta discutendo sullo stadio. E a quel punto, se davvero la struttura e la cittadella intorno cadessero a meno di un chilometro dall’aeroporto, il problema scatterebbe. Senza contare che per ora l’unico vincolo urbanistico concretamente esistente è il Pit regionale che è approvato con tanto di pista al suo interno e che andrebbe tenuto in considerazione se, fatto il progetto per la Fiorentina e calcolata la distanza, lo stadio confliggesse  con la pista.
Spiega il presidente di Enac, Vito Riggio: «C’è un problema di compatibilità tra la pista e lo stadio con cittadella commerciale. Ci abbiamo pensato, ma siccome per lo stadio ci sono solo ipotesi e non un progetto concreto, non possiamo calcolare le distanze. Così approveremo il master plan e poi notificheremo al Comune che a quel punto scatteranno dei vincoli». Benissimo, dice Riggio, se a meno di un chilometro sorgesse il parcheggio, ma niente stadio e niente cittadella. Il regolamento si riferisce ai piani di rischio legati alle probabilità di incidenti. «Fino al 2011 il limite  spiega Riggio  era di 500 metri. Poi c’è stato un regolamento internazionale sui piani di rischio da recepire non in Parlamento ma tramite delibera del cda di Enac che decise di innalzare la distanza delle strutture che accolgono folle di persone a un chilometro. Perché è il raggio entro cui avvengono più incidenti». Adesso entro i 500 metri il divieto è anche per le abitazioni, oltre è solo per le strutture che attirano masse di visitatori.
Non è un caso che il master plan di Adf sembrava dovesse essere approvato dal cda di Enac del 23 ottobre scorso e che poi invece sia restato qualche tempo in stand by. C’erano da verificare viabilità, compatibilità e tramvia (la linea 2) per la quale che il piano industriale di Adf prevede la fermata, ora progettata nei pressi, in sotterranea dentro al nuovo terminal che Corporacion America costruirà a Peretola. Come si fa nelle città del mondo e come è assai più funzionale per i passeggeri, ha ragionato Adf. La cosa costringerebbe a una pur piccola revisione del progetto di tramvia già approvato dalla Ue che le accorda una quota di finanziamenti. Bisognerebbe tornare a Bruxelles e ottenere una nuova autorizzazione che potrebbe rischiare di allungare i tempi di una tramvia che, per ottenere le risorse dello Sblocca Italia, deve marciare entro il 2017. Mentre i lavori dell’aeroporto devono per la stessa ragione iniziare entro il 31 agosto 2015: ecco la fretta di far partire il master plan. Riggio non vede però il pericolo: «L’Europa sarà ben contenta di una soluzione tramviaria più funzionale e in linea con la politica dei nodi dell’intermodalità. Vado io stesso a Bruxelles a chiederlo». Quanto alla viabilità, nessun problema, dice il presidente: «Il progettato nuovo svincolo autostradale allo sbocco dell’A11 va bene: sia per l’aeroporto che per un eventuale stadio».

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