Rassegna stampa sull’esposto per il degrado delle Terme di Petriolo

Interviste radiofoniche

  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Mariarita Signorini andata in onda il 13/11/2014 su Rai Radio Uno all’interno del Gr1 delle 23.00
  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Mariarita Signorini andata in onda il 13/11/2014 su Radio Rai Due all’interno del Gr2 delle 19.30
  • Clicca qui per ascoltare l’intervista di Anna Longo a Marco Parini, Presidente di Italia Nostra Onlus, andata in onda il 13/11/2014 su Rai Radio Tre all’interno del Gr3

Fonte: StampToscana
Di: Stefania Valbonesi

Terme Petriolo nel degrado, Italia Nostra blocca esposto:
“Pronti al confronto per salvare il sito”

L’esposto rimane lì, sul tavolo, nel ruolo della classica pistola fumante, ma la cosa più importante, come dice Italia Nostra, l’associazione ambientalista che ha preso a cuore la sorte di uno dei più importanti, antichi e suggestivi centri termali della regione, è mettere in essere la possibilità di rimettere in “salute” la Terme. Con tutto il loro carico di storia ma anche di utilità e la valenza di potenziale “innesco” per lo sviluppo per l’economia locale che posseggono.
Tuttavia, anche se l’esposto è ora congelato, tuttavia i dubbi circa eventuali violazioni di normative vigenti, al codice dei Beni culturali e del paesaggio rimangono intatti. E il punto particolare su cui la richiesta di Italia Nostra alle autorità competenti ruota, è “rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.
Anche perché Italia Nostra in mano le sue carte ce le ha già.
E si tratta dei risultati di perizie fatte eseguire lo scorso mese di luglio da Italia Nostra Siena e Amici Bagni di Petriolo. Perizie da cui emergerebbero, come spiega Maria Rita Signorini, membro fiorentino del consiglio nazionale dell’associazione ambientalista e come si legge nel materiale consegnato alla stampa, “ripetute violazioni alle misure cautelative, per prevenire il rischio cui tale patrimonio storico-artistico sarebbe stato esposto per la realizzazione e l’uso della strada di cantiere (a oggi si calcola che da quella strada, costruita proprio a ridosso della chiesa, siano transitati oltre 500 autobotti che hanno scaricato più di 5mila metri cubi di cemento per la realizzazione del viadotto e altro ancora ne deve essere trasportato)”. Non solo: secondo quanto rilevato da Italia Nostra, la situazione corrente contiene anche forti rischi per l’incolumità pubblica, “poiché non sono state messe in sicurezza porzioni di mura e di altre parti interessate dal cantiere”.
E così, da nuovi sopralluoghi emergerebbero nuove criticità, ad esempio circa gli interventi sulla chiesa e le sottostanti vasche che hanno carattere provvisorio, spesso incompleto; sulla messa in sicurezza della cinta muraria a lato del fiume, che è stata rimandata a data da definirsi, “anche se vi è – dice l’associazione – un oggettivo pericolo per i bagnanti nelle vasche e nel fiume”.
Un rischio, quello rilevato da Italia Nostra, che non si limita al degrado inevitabile dell’intera struttura causa incuria, ma riguarda anche l’inosservanza che l’associazione sostiene di aver registrato, circa l’integrità dell’intero sito legata a vibrazioni e rumori forti. Per dirla semplicisticamente, traffico, e traffico pesante. Eppure, dice Italia Nostra, le prescrizioni c’erano eccome e andavano oltre al preventivo invito a “realizzare la strada di cantiere lontano dai beni tutelati”. Tant’è vero che “venivano prescritti l’installazione di strumenti di monitoraggio per registrare le vibrazioni del terreno (ora disattivati) interventi di messa in sicurezza e manutenzione delle antiche strutture, l’adozione di presidi di protezione come puntellamenti, misure anti-urto, e antivibrazioni delle pavimentazioni. Veniva disposto, inoltre, di regolare la velocità massima e il numero massimo giornaliero di passaggio dei mezzi di cantiere. Tutte le misure di prevenzione dovevano essere compiute prima dell’inizio dei lavori in modo da prevenire ed evitare dissesti ai beni tutelati, non a registrarli a danno avvenuto. Invece, i lavori e il passaggio di pesanti camion sono continuati senza interruzione, mentre gli interventi di messa in sicurezza sono stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati”. Senza peraltro, come sottolinea Italia Nostra, che questo abbia indotto interventi da parte degli enti funzionali alla tutela ambientale.
E dunque? Dunque, la situazione ad oggi continua a essere quella di un complesso storico importante (risale all’età etrusca e romana, ma nel Medioevo venne fortificato assumendo così la rara natura di un complesso sì termale, ma atto a sostenere assalti) a forte rischio. Rischio che tra l’altro, informa Italia Nostra, potrebbe crescere ancora: “nei prossimi mesi è previsto infatti un aumento del traffico pesante dei mezzi impegnati nella demolizione dell’attuale viadotto, con conseguenze per il complesso che potrebbero essere fatali – incalza l’associazione ambientalista – per queste ragioni nell’estremo tentativo di salvare il complesso monumentale, Italia Nostra giocherà ogni carta a sua disposizione a partire dalla richiesta di un incontro urgente con UNIPOL proprietaria dell’area, con le autorità preposte alla pubblica incolumità, con gli enti locali con lo stesso Ministero per i beni culturali e il turismo”.

Fonte: Controradio

Le mura della chiesa in evidente degrado

Conferenza stampa di ‘Italia Nostra’ e ‘Amici dei Bagni Petriolo’ per comunicare che è pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, che denuncia lo stato di degrado dello storico complesso termale dei bagni di Petriolo, interessato dalla cantierizzazione dell’adeguameno della statale Siena-Grosseto, che comprende la costruzione del nuovo viadotto su fiume Farma.
Nell’esposto si denuncia inoltre il pericolo per l’incolumità dei bagnanti e di chi staziona nelle vasche prossime al fiume, causato dalla precarietà del vecchio e malandato muro che si erge nei pressi.
Clicca qui per ascoltare l’intervista di Gimmy Tranquillo a Mariarita Signorini Consigliere nazionale Italia Nostra

Fonte: La Repubblica

Sos per le Terme di Petriolo la denuncia di Italia Nostra
Il dossier degli ambientalisti per incuria e degrado e la minaccia
di un esposto in procura

Incuria e degrado “per la colpevole negligenza di istituzioni, enti locali e gestori privati”, alle storiche Terme di Petriolo, tra i territori di Siena e Grosseto. A lanciare l’allarme sulla situazione, ventilando anche la possibilità di presentare un esposto in Procura, sono statele associazioni Italia nostra e Amici delle Terme di Petriolo. Nel Comune di Monticiano, al confine fra le Province di Siena e Grosseto, le storiche terme di Petriolo con la cinta muraria, il castellare, la chiesa di Papa Pio II Piccolomini e le sorgenti di acqua sulfurea, sono state da sempre una risorsa e un bene comune liberamente accessibile : “ma adesso sono abbandonate all’incuria  e al degrado dalla colpevole negligenza delle Istituzioni, degli Enti Locali e dei proprietari privati che si sono succeduti nel tempo” denunciano dall’associazione Amici delle Terme di Petriolo.
Il complesso termale è messo a dura prova in questo periodo, anche dall’attraversamento della strada di cantiere, utilizzata per il passaggio dei mezzi pesanti di trasporto per i materiali necessari alla costruzione del nuovo viadotto della Siena-Grosseto. Questo passaggio, secondo gli ambientalisti, mette a repentaglio, oltre alle sorgenti di acqua sulfurea, i beni monumentali che, in parte già lesionati, non possono subire ulteriori danni.
Le Associazioni “Italia Nostra ONLUS ” e “Amici dei Bagni di Petriolo” hanno invitato i Comuni, le Provincie, la Regione, l’Anas, l’Unipol (proprietaria dell’area vincolata) a un tavolo di concertazione per  gestire il recupero della zona dall’attuale abbandono.
Per far fronte ai problemi del sito, Italia nostra e Amici delle terme chiedono “la messa in sicurezza con idonee soluzioni tecniche, il monitoraggio continuo dello stato degli immobili, il monitoraggio delle sorgenti termali”.

Fonte: Il Tirreno
Di: Francesca Ferri

Esposto in Procura per i lavori al Petriolo
Italia Nostra e Amici dei Bagni bocciano il progetto per la sistemazione del complesso storico: sarebbe in contrasto
con le prescrizioni della Soprintendenza

Civitella Marittima. Monitoraggio da migliorare, lavori di consolidamento ancora da eseguire, lavori di recupero da iniziare, interventi per risanare il degrado ancora da avviare. Ma soprattutto un presunto ritardo nella messa in sicurezza della cinta muraria che sarebbe in contrasto con le prescrizioni della Soprintendenza. Le associazioni Italia Nostra e Amici dei Bagni del Petriolo bocciano i lavori di sistemazione del complesso storico del Petriolo, ai piedi del viadotto sulla Senese che la Nuovo Farma scarl (che unisce Strabag Ag e Intercantieri Vittadello, ditte appaltanti dei lavori) sta raddoppiando per conto dell’Anas. E preparano un esposto in Procura per denunciare quelle che ritengono violazioni alle prescrizioni date dalla Soprintendenza.
La bocciatura arriva dopo un sopralluogo che il 23 luglio scorso il geometra Giancarlo Minocci di Monticiano (Siena) ha effettuato per conto delle due associazioni sulle sponde del Farma, nella valle dove poggiano i vecchi e i nuovi pilastri da cento metri del viadotto del Petriolo.
Qui si trova un antico complesso architettonico formato da una cinta muraria e una chiesetta antichissima e molto particolare. È infatti una delle rare chiese con vasche termali.
Italia Nostra e gli Amici del Petriolo da sempre temono che il cantiere e i lavori per il raddoppio del viadotto minaccino le due strutture, che già versano nell’abbandono. Per questo nel 2013 l’Anas raggiunse un accordo: oltre ai lavori sulla Senese si sarebbe impegnata a recuperare l’area del Petriolo. E così sono partiti gli interventi.
Le associazioni, però, non si fidano e a luglio hanno dato incarico a un geometra per vedere a che punto sono i lavori. Il sopralluogo è avvenuto insieme al prefetto di Siena, i dirigenti dell’Anas e personale di Nuovo Farma. Nella sua relazione del 4 agosto, però, il quadro che ne fa è molto negativo.
Nella perizia il geometra esprime il timore la chiesa sia stata sottoposta a vibrazioni trasmesse dal transito delle autobotti (ne sarebbero passate oltre 500 per gettare 5mila metri cubi di cemento per realizzare il pilone). Secondo il geometra mancherebbe anche un monitoraggio nel breve periodo e gli interventi di messa in sicurezza sarebbero stati rimandati, parzialmente eseguiti o nemmeno iniziati.
Una parte della relazione è dedicata alla situazione delle antiche mura e in particolare a un tratto vicino al fiume che agli occhi del perito sembra versare in stato di forte degrado. Il geometra Minocci registra anche che, al momento del sopralluogo, non ha trovato presidi di protezione nei tratti di cinta muraria attraversati dal cantiere e solleva perplessità sulla prevista realizzazione di una scogliera fatta di grosse pietre bloccate da malta cementizia, da realizzarsi sulla sponsa del fiume: il perito si interroga sul fatto che serva non solo a proteggere la porzione di mura in quel tratto ma sia anche legata al fatto che la quota della strada d’accesso risulti più alta di un metro e mezzo, causando una diversa regimazione idraulica. Infine, il perito ipotizza rischi per l’incolumità delle persone che frequentano le terme.
«Il risultato – dicono le due associazioni – è che oggi tutto lo storico complesso è a forte rischio e la situazione non potrà che aggravarsi ancora. Per queste ragioni nell’estremo tentativo di salvare il complesso monumentale, Italia Nostra giocherà ogni carta a sua disposizione a partire dalla richiesta di un incontro urgente con Unipol proprietaria dell’area, con le autorità preposte alla pubblica incolumità, gli enti locali, il ministero per i Beni culturali».
Il Tirreno ha chiesto ieri mattina chiarimenti all’Anas che, però, non sono pervenuti.

Fonte: Qui Maremma

Terme, Italia Nostra:” pronti a salvarle”
L’associazione di tutela paesaggistica dichiara la propria disponibilità a tentare
di salvare il complesso storico di Petriolo

GROSSETO — L’associazione spiega inoltre che è ”pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra ne sospende l’invionell’intento di recuperare l’importante sito archeologico e termale”. Italia Nostra precisa che la richiesta è ”di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si chiede in particolare di rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad Anas e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma (nel bacino dell’Ombrone) proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.

Fonte: Radio Siena e Siena TV

Italia Nostra: “Vogliamo salvare Petriolo”

Italia Nostra dichiara “la propria disponibilità a tentare di salvare il complesso storico” delle terme di Petriolo “e aprirà immediatamente un confronto con proprietà e Autorità di tutela”. L’associazione di tutela paesaggistica spiega inoltre che è “pronto l’esposto alla Procura della Repubblica di Siena, ma Italia Nostra ne sospende l’invio nell’intento di recuperare l’importante sito archeologico e termale”. Italia Nostra precisa che la richiesta è “di far luce su eventuali violazioni delle normative vigenti, al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si chiede in particolare di rilevare l’inosservanza delle prescrizioni che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Siena e Grosseto aveva dettato nel luglio 2013 a Unipol, proprietaria dell’area e della chiesa, ad ANAS e alla ditta costruttrice Strabag a tutela dello storico complesso Bagni di Petriolo, per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma proprio a ridosso delle terme. Italia Nostra chiede anche di accertare se sussistano eventuali violazioni in ordine al mancato intervento da parte degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale, nonché alla tutela dell’incolumità pubblica”.

Fonte: GoNews, “Terme di Petriolo: degrado e rischi per l’antico monumento e l’attività dei bagnanti”
Fonte: Il Cittadino on line, “Terme di Petriolo tra degrado e rischi”
Fonte: Qui Grosseto, “Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti”
Fonte: Ok Siena, “Bagni di Petriolo: degrado e rischi per i bagnanti”
Fonte: Qui Flaminia Marche, “Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti”
Fonte: Mister-x“Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti” 
Fonte: Antennaradioesse
“Terme di Petriolo: degrado e rischio per l’antico monumento e ora anche l’incolumità dei bagnanti” 

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