Carrione, la colpa è della Provincia. Procedimento contro l’ex dirigente

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Il presidente della Regione Enrico Rossi illustra i risultati della commissione d’inchiesta amministrativa regionale
sull’argine rotto a Carrara: «Si è costruito il nuovo muro appoggiandolo su quello esistente, e che invece doveva essere
demolito e ricostruito per intero»

Dal lavoro della commissione di inchiesta amministrativa della Regione sui lavori eseguiti sul torrente Carrione risulta «che è stata realizzata un’opera diversa dal progetto iniziale, senza che nessuno abbia approvato le modifiche. Questa diversità, a parere dei tecnici della Regione, può essere all’origine del disastro, o può essere la causa o almeno una concausa. Si è costruito il nuovo muro appoggiandolo su quello esistente, e che invece doveva essere demolito e ricostruito per intero». Lo ha reso noto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Inoltre, ha aggiunto, «il progetto non è stato depositato al Genio civile di Massa per i controlli della sismica che invece sono regolarmente previsti dalla legge» e «non è stato fatto infine nessun collaudo statico dell’opera, ma solo un certificato di regolare esecuzione redatto dallo stesso progettista che è stato anche direttore dei lavori». La legge nazionale e quella regionale, ha ricordato, «prevedono invece l’obbligo del collaudo statico fatto da terzi per tutte le opere che sono in cemento armato». Il governatore ha annunciato che invierà la relazione della commissione alla Procura della Repubblica, alla Magistratura di Massa Carrara e alla Corte dei conti
Il provvedimento contro l’ex dirigente
Sarà avviato un procedimento disciplinare contro l’ex dirigente del genio civile locale. Lo ha riferito il governatore della Toscana Enrico Rossi parlando dei lavori sul torrente Carrione. Secondo Rossi «con il mancato collaudo dell’opera si è disattesa una precisa norma. Questo venire meno è responsabilità della Provincia che era responsabile per l’esecuzione dei lavori. Questo è ancor più grave – ha proseguito – alla luce delle segnalazioni che sono pervenute da parte di cittadini e ditte alla Provincia, che avrebbero dovuto spingere ad attivare i controlli». «Nulla si muove neanche dopo la segnalazione dei vigili del fuoco al Genio civile locale. Tale comportamento – ha rievocato Rossi – ci è sembrato inadeguato nella sostanza, anche se forse formalmente corretto. Il Genio civile avrebbe dovuto almeno verificare l’anomalia e chiedere spiegazioni». Il dirigente del genio civile locale di allora, ha detto ancora il governatore, «era già stato spostato dall’incarico, e posto nella segreteria dell’Autorità di bacino del Magra. Oggi stesso, per decisione della Giunta toscana e del dg del dipartimento regionale ambiente verrà rimosso anche dalla segreteria dell’Autorità di bacino». Nel frattempo «verrà avviato un procedimento disciplinare verso quel dirigente».
«La responsabilità della Provincia»
Nella vicenda dei lavori eseguiti sul torrente Carrione «è chiarissima la responsabilità della Provincia di Massa, e non può essere messa in discussione. Riteniamo che anche il Genio civile locale non abbia avuto comportamenti adeguati. Siamo riusciti ad accertare un caso di superficialità e, per alcuni tratti, di incompetenza». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla luce della relazione della commissione d’inchiesta amministrativa regionale che ha evidenziato come i lavori eseguiti non fossero conformi al progetto iniziale e come per questi lavori per i non ci sia stato il collaudo. «Auspichiamo che in modo analogo al nostro – ha aggiunto – queste verifiche vengano fatte anche da parte della Provincia e dal Comune, mentre alla fine arriverà il giudizio della magistratura».
Collaudo della Regione sulle nuove opere
Sulle nuove opere sbloccate dalla Regione Toscana e dichiarate d’urgenza, che prevedono 215 interventi contro il dissesto idraulico per 130 milioni di euro, «oltre al collaudo previsto per norma nazionale abbiamo deciso di introdurre una ulteriore verifica regionale, un post collaudo, come ulteriore approfondimento affinché vengano realizzate correttamente». Lo ha annunciato il governatore Enrico Rossi. Inoltre, ha aggiunto, «a seguito dell’abolizione delle Province procederemo, rapidamente, al riordino e rafforzamento del Genio civile, riconducendo ad esso anche le funzioni di polizia idraulica, rafforzandolo». Rossi ha spiegato che un’apposita proposta legge sarà messa a punto entro la fine dell’anno.

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