Battistero e Biblioteca Nazionale malati di smog‏, Firenze si sgretola. Il Ratto delle Sabine verso la musealizzazione

Rete No Smog Firenze
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Prima il Ratto delle Sabine, poi il Battistero, ora anche la Biblioteca Nazionale: marmi e pietre sempre più attaccati dagli agenti atmosferici e dallo smog

Comunicato stampa, Firenze 22 Novembre 2014

Il Ratto delle Sabine, il Battistero, la facciata della Biblioteca Nazionale, venuti alla ribalta in questi giorni per i danni causati da agenti atmosferici uniti allo smog, sono solo la punta dell’iceberg di una situazione che si aggrava sempre più, basta guardare i nostri monumenti con un occhio un po’ più attento. La Rete NoSmog Firenze, costituita da Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze e Terra! ricorda che gli inquinanti atmosferici – soprattutto anidride carbonica (CO2), anidride solforosa (SO2) e polveri che si originano dalle combustioni, collegate soprattutto al traffico e agli impianti di riscaldamento e condizionamento – rappresentano un attentato continuo non solo alla nostra salute ma anche a marmi e pietre di cui sono fatti nostri monumenti, scatenando inarrestabili reazioni chimiche che li disgregano sempre più velocemente.
Un piano antismog, che il Comune dovrebbe adottare, servirebbe anche ad evitare i costi astronomici per rimediare ai danni, prima che diventino irreparabili.

Fonte: Gonews

Rete ‘No Smog’ al Comune: “Serve un piano antinquinamento”

Un piano antismog affinché si possano evitare i costi astronomici per rimediare ai danni, prima che diventino irreparabili. Questo l’appello rivolto al Comune di Firenze da ‘Rete no smog’ dopo la caduta di alcuni frammenti del cornicione dalla facciata della Biblioteca Nazionale a causa delle piogge dei giorni scorsi. “Il Ratto delle Sabine, il Battistero, la facciata della Biblioteca Nazionale, venuti alla ribalta in questi giorni per i danni causati da agenti atmosferici uniti allo smog – si legge in una nota di Rete NoSmog Firenze – sono solo la punta dell’iceberg di una situazione che si aggrava sempre più, basta guardare i nostri monumenti con un occhio un po’ più attento. Gli inquinanti atmosferici, soprattutto anidride carbonica (CO2), anidride solforosa (SO2) e polveri che si originano dalle combustioni, collegate soprattutto al traffico e agli impianti di riscaldamento e condizionamento, rappresentano un attentato continuo non solo alla nostra salute ma anche a marmi e pietre di cui sono fatti nostri monumenti, scatenando inarrestabili reazioni chimiche che li disgregano sempre più velocemente”.

Per il danno che lo smog sta creando a Firenze la denuncia parte da lontano. Siamo nel 2010 quando Mariarita Signorini lancia l’allarme dalla pagine della Nazione:

Sono dovuti passare quasi 4 anni perchè si desse ascolto alle denunce sollevate dalla Rete “No Smog” e si pensasse alla musealizzazione del Ratto delle Sabine:

Fonte: Ansa, 11/11/2014

Ratto Sabine,’si deve spostare in museo’

Musealizzare il Ratto delle Sabine del Giambologna, collocato sotto la Loggia dei Lanzi a Firenze, per impedire che gli agenti atmosferici facciano sì “che il degrado già constatato” aumenti. Ne è convinta la ex sovrintendente del Polo museale fiorentino Cristina Acidini. Il problema è noto da tempo: “Siamo andati avanti con i monitoraggi finché è stato possibile, ma adesso non ci sono più alternative – ha detto Acidini -. Pur con rammarico credo la strada giusta sia” la musealizzazione.

Fonte: Corriere Fiorentino, 11/11/2014
Di: Antonio Passanese

Monitoraggio completato: il Ratto delle Sabine andrà agli Uffizi

«Il Ratto delle Sabine» del Giambologna – attualmente esposto sotto la Loggia dei Lanzi – dovrà essere musealizzato. Questa la conclusione a cui è giunto il pool di ricercatori che undici anni fa aveva dato il via, sotto la spinta dell’ex soprintendente Cristina Acidini, alla campagna di monitoraggio sui possibili trattamenti protettivi per salvare uno dei monumenti più rappresentativi di Firenze. Secondo gli esperti, «se il Ratto delle Sabine rimarrà dove si trova non potrà essere protetto in maniera soddisfacente». Il faldone, con tutti i risultati svolti in questi anni, è stato inviato al Mibac poco prima dell’estate, e ora si attende che il direttore generale lo prenda in visione e poi, di concerto con il ministro Dario Franceschini, decida i termini per spostare la scultura.
Agli Uffizi
L’opera del Giambologna, una volta trovati i fondi per il restauro, per il suo trasferimento e per l’allestimento della sala che dovrà contenerla, dovrebbe essere inserita negli Uffizi, probabilmente al piano terra. Ma prima di tutto questo ne dovrà essere realizzata anche una copia. La cifra “all inclusive” si aggira sul milione e mezzo di euro, ed è per questo che Cristina Acidini ha lanciato un appello affinché “a questo progetto di grande importanza, e oneroso, partecipino dei partner privati”. I problemi riscontrati sulla scultura sono legati all’esposizione all’aperto, e dunque a fattori climatici come pioggia, vento e grandine, e all’inquinamento. Le indagini dei ricercatori hanno misurato l’efficacia dei protettivi per quanto concerne la “reversibilità e il cambiamento cromatico. Si è cercato di contrastare le azioni di deterioramento, ma l’unica soluzione, se vogliamo salvare questo monumento è il suo trasferimento in un luogo chiuso e protetto”.

Fonte: Firenze Today, 20/11/2013

Il Ratto delle Sabine potrebbe essere spostato dalla Loggia del Lanzi
Il trasloco non sarebbe imminente. L’architetto degli Uffizi ha spiegato che “ad autorizzazioni effettuate potrebbero volerci comunque alcuni anni”

Il Ratto delle Sabine potrebbe cambiare ‘casa’. Dalla Loggia dei Lanzi alla Galleria degli Uffizi. L’intento è stato esplicitato ieri mattina durante la presentazione dell’intervento di recupero del Perseo di Benvenuto Cellini. Lo scopo sarebbe quello di proteggere dall’erosione la preziosa statua, che verrebbe sostituita con una copia.
L’ipotesi del trasloco è stata confermata dalla stessa soprintendenza per il polo museale fiorentino. Sovrintendenza che ha voluto precisare come “un eventuale ricovero della scultura all’interno degli Uffizi potrà essere predisposto solo alla fine del percorso delle necessarie valutazioni e autorizzazioni”.
Il trasferimento però non sarebbe però previsto nell’immediato. Il Ratto, ha spiegato l’architetto degli Uffizi Antonio  Godoli, verrebbe prima sottoposto ad una operazione di restauro protettivo (l’ultimo risale ad alcuni anni fa), quindi verrebbe trasferito al pian terreno degli Uffizi, ed al suo posto, all’ombra della Loggia, sarebbe collocata una copia. Già sarebbero stati effettuati, a quanto trapela, alcuni studi preliminari sulla realizzazione della replica. Complessivamente, si tratterebbe comunque di una operazione lunga e costosa. “Ad autorizzazioni effettuate – conclude Godoli – potrebbero volerci comunque alcuni anni”.

I giornali che riportano la notizia data dall’Ansa:

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